NOTIZIE DALLA COSTA ETRUSCA DEL 20 MAGGIO 2013

GIU’ LE MANI DA BARATTI: «SUPERFICIALITA’ SULLA QUESTIONE DEL CASONE»

Piombino (LI) – Riceviamo e pubblichiamo dal comitato “Giù le mani da Baratti”.

«Baratti, lo sappiamo, è luogo di straordinario valore storico-culturale, oltre che di una bellezza naturalistica rara. Ciò ha indotto l’amministrazione comunale a richiedere il riconoscimento Unesco.

Il 13 maggio il Consiglio Comunale di Piombino ha approvato il testo definitivo del Piano particolareggiato per Baratti e Populonia e sul nodo critico della destinazione dell’area del Casone ha dimostrato la più totale superficialità. In che modo? Proponendo due ipotesi agli antipodi l’una dall’altra: Casone ‘hotel di lusso’ o ‘Casone centro pubblico di documentazione e ricerca’. Ciascuna di esse, è intuitivo, prospetta per Baratti futuri completamente diversi. Come è possibile parlare così di Baratti e su quali basi conoscitive le due ipotesi sono state formulate? Ci sono atti che giustificano e supportano la proposta di scelte così contrastanti? Non avere idee chiare su Baratti è atto politico di grave inadempienza.

Due domande: che cosa ha fatto il Comune per percorrere la strada dell’utilizzo pubblico del Casone? Ha coinvolto soggetti adeguati alla rilevanza sovranazionale del caso Baratti? Il problema non può essere affrontato e archiviato nel chiuso di un consiglio comunale. Baratti è luogo speciale e come tale va trattato. Chiediamo che qualunque sia la scelta che verrà presa, essa nasca dall’intervento e dai pareri espressi di organismi ed esperti nazionali ed europei.

E’ il momento di chiudere l’era della disinformazione e di un sistema di governo che danneggia e devasta l’intero paese. Ci sono molti modi di occuparsi delle questioni che riguardano il territorio. Su Baratti, un modo (discutibile) è quello dell’amministrazione comunale di Piombino».

Giù le mani da Baratti

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SPIRITO LIBERO: «SULLA PROVINCIA SUBITO UN CHIARIMENTO POLITICO»

Piombino (LI) – Riceviamo e pubblichiamo integralmente.

«L’atteggiamento a dir poco grottesco del Pd locale sulla vicenda del passaggio di provincia mette in grave imbarazzo non solo il Sindaco ed il Consiglio Comunale che a stragrande maggioranza quella delibera l’ha votata, ma anche i suoi alleati, e sicuramente noi tra questi. Poco ci interessa se nel Pd si sia discusso e deciso in modo democratico o meno, noi non ne facciamo parte e casomai riguarderà i suoi iscritti.

Però un partito che prima acconsente che il proprio Sindaco presenti una delibera ed i suoi consiglieri comunali la votino, poi che mostra invece perplessità sulla stessa col suo segretario di Federazione e con i segretari delle sezioni della Val di Cornia che arrivano addirittura a definirla “un pericoloso passo in avanti” ed infine che con uno di quegli stessi segretari dica di sostenerla, ci pare che qualche problemino lo crei. È allora il caso di convocare al più presto una riunione di maggioranza per capire quale è la sua linea e con chi anche noi ci dobbiamo confrontare d’ora in avanti.

Sulla delibera, per parte nostra, abbiamo già preso contatti con parlamentari vicini a noi per proseguire l’iter necessario per il passaggio di Provincia, se queste rimarranno, o per inserirsi comunque nell’area Sud della Regione se verranno abolite e si istituiranno altri organismi più ampi, come anche noi auspichiamo. Perché il tema non è infatti la Provincia in se per se, quanto nuove sinergie politiche ed economiche che si possono attivare soltanto entrando a far parte di un’area vasta della Toscana meridionale, con i mezzi istituzionali esistenti o futuri. È un fatto che tutte le organizzazioni sindacali, imprenditoriali e politiche siano su base provinciale ed è un fatto altrettanto incontrovertibile che le scelte politiche locali risentono notevolmente delle decisioni che in tali organismi si prendono.

È pure un altro fatto la forte concorrenza tra i porti di Piombino e Livorno, come anche la volontà delle forze politiche ed economiche livornesi di favorire la propria città rispetto al resto.  In questo quadro, come non capire che soltanto coltivando nuove alleanze politiche ed economiche con chi potrebbe avere interessi non contrapposti, ma sinergici con noi come è il caso del Sud della Toscana sia l’unica strada per rilanciare economicamente il nostro territorio? Al momento lo strumento è il passaggio alla Provincia di Grosseto, se vi saranno evoluzioni diverse, come anche la delibera molto opportunamente dice, ci inseriremo in tali nuove dinamiche.

Quanto al resto della Val di Cornia, è evidente tale percorso dovrebbe avvenire insieme perché di un’area vasta di questo tipo c’è bisogno, ma così come noi non possiamo imporglielo, così noi non possiamo vederci imposte le loro non scelte. Si faccia allora chiarezza sulla strada da percorrere, noi per parte nostra, le idee le abbiamo molto chiare e con quelle proseguiremo».

Stefano Ferrini
Coordinamento Comunale SPIRITO LIBERO – Piombino

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A CAFAGGIO IL CENTRO GIOVANI SARA’ INTITOLATO A PEPPINO IMPASTATO

Martedì 21 maggio alle 16.30 il Centro Giovani di Cafaggio sarà intitolato a Peppino Impastato.

Nell’occasione il Comune di Campiglia M.ma saluta la Carovana Internazionale Antimafia. Interventi di Rossana Soffritti, sindaco di Campiglia e di un rappresentante della Carovana Antimafia. Se sai contare inizia a camminare…
Giuseppe Impastato, meglio noto come Peppino, è stato un giornalista, attivista e politico italiano, famoso per le denunce delle attività della mafia in Sicilia, che gli costarono la vita.
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COPPOLA (UDC): «BOCCIATA L’ASL 6»

Riceviamo e pubblichiamo integralmente da Luigi Coppola.

«La sanità livornese è bocciata ed a sancirlo è un’analisi del laboratorio MES della scuola superiore Sant’Anna di Pisa.
Alla luce di tale considerazione emergono una serie di fattori che hanno prodotto questo risultato. Purtroppo è evidente che la riorganizzazione abbia influito molto sulla qualità dei servizi erogati che talvolta hanno prodotto evidenti disagi per gli utenti.

Più volte è stato sottolineato che gli interventi sono stati troppo pesanti per un sistema già di per se complicato per la presenza di tre ospedali marginali ed uno provinciale nell’arco di 100 km oltre a problematiche organizzative evidenti che da sempre hanno caratterizzato la medicina territoriale.

Certamente anche l’accorpamento di alcune unità operative e la divisione in dipartimenti di area vasta con un unico direttore per più strutture ospedaliere è stato motivo di disfunzioni e di difficoltà. L’impressione è che la provincia di Livorno abbia pagato più di altre realtà le questioni legate alla vicenda di Massa e che non vi sia stata un’oggettiva pianificazione tenendo conto della conformazione geografica dei territori di competenza delle diverse aziende sanitarie.
E’ impensabile che nell’arco di 50 km nella toscana centrale partendo da Livorno fino a Firenze vi siano 7 ospedali di qualità e due policlinici universitari, mentre la parte sud dell’AUSL 6 logisticamente isolata debba combattere per mantenere i servizi essenziali.

Vi sono troppe disparità fra i diversi territori che non hanno garantito a tutti i cittadini della Toscana eguale dignità nell’ambito socio-sanitario e purtroppo a farne le spese come emerge dall’analisi del MES ha pesato soprattutto sulla realtà livornese. Vi è stata troppa accondiscendenza da parte della politica locale che si è posta in modo succube rispetto alla scelte dei vertici sanitari regionali che hanno dettato gli indirizzi alla direzione generale aziendale.

Ora a fronte di tale certificazione negativa che mette la sanità livornese all’ultimo posto della regione sarà opportuno che ci sia l’adeguata attenzione ed autorevolezza dei livelli amministrativi di competenza per evitare che si continui lo stillicidio perpetrato nei confronti degli utenti locali.

Il piano sanitario regionale è lo strumento idoneo per la pianificazione e fin da subito si deve incominciare a far valere i diritti di uno dei territori toscani storicamente più disagiati sotto il profilo infrastrutturale e dei servizi».

Luigi Coppola

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MASTROLEO CONFERMATO PRESIDENTE DELLA FILARMONICA MASCAGNI

Campiglia M.ma (LI) – Con vari nuovi consiglieri riparte l’attività del direttivo della Filarmonica Mascagni di Venturina che si è insediato giovedì 16 maggio alle 21.30 eleggendo il presidente, il vice e il segretario.

Sono stati riconfermati Alvaro Mastroleo alla presidenza, Bruno Vangelisti alla vicepresidenza e Stefania Sivieri alla segreteria, mentre Mauro Conti è stato nominato presidente del collegio dei sindaci revisori formato anche da Bertino Bertini e Stefano Paperini. Nella prossima riunione saranno definiti i responsabili dei gruppi di lavoro che saranno composti sia da consiglieri sia da soci collaboratori. Il consiglio oltre che da Mastroleo, Vangelisti e Sivieri è composto da Christine Angele, Nila Bonini, Giulio Clementi, Sabrina Clementi, Andrea Sarri, Barbara Stella. Un gruppo ben equilibrato dove si vedono soci appartenenti alle varie componenti dell’associazione: orchestra, scuola di musica e serate da ballo.
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SAN VINCENZO: NUOVO APPUNTAMENTO PER IL PIANO STRUTTURALE

A San Vincenzo un nuovo appuntamento per il nuovo Piano Strutturale mercoledì 22 alle ore 21 presso la saletta multimediale incontro con le categorie e gli operatori economici di San Vincenzo.

Prosegue il giro di incontri pubblici per la presentazione e il confronto sulla proposta di nuovo Piano strutturale del Comune. Dopo l’assemblea con i cittadini di San Carlo, mercoledì 22 maggio alle 21 presso la sala multimediale del Palazzo della cultura, l’Amministrazione comunale incontrerà  le categorie e gli operatori economici.

Gli altri appuntamenti del percorso pubblico:  Mercoledì 29 maggio, ore 16.30, assemblea con le associazioni cittadine  presso la sede Auser Cittadella delle Associazioni. Giugno 2013 (data da definire) Assemblea pubblica con i cittadini di San Vincenzo.

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Scritto da il 20.5.2013. Registrato sotto cronaca, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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