LUCCHINI: I COMMENTI DELLA POLITICA SULL’ACCORDO CON LE BANCHE

Delegazione in visita alla Lucchini

Riportiamo alcuni commenti post-accordo Lucchini/Severstal dei principali partiti del territorio della Val di Cornia. Questo articolo sarà aggiornato ulteriormente nelle prossime ore.

LUCCHINI: IL COMMENTO DELL’UDC

Apprendiamo con soddisfazione la notizia che sia stato trovato un accordo con le banche per il Gruppo  Lucchini e che sia stata evitata l’amministrazione controllata.

Chiaramente alcune incognite permangono, ma ora si può perlomeno continuare a sperare in una soluzione meno drammatica della vicenda.

E’ ovvio che si debba incominciare a pensare in modo diverso al futuro delle nostre fabbriche, è sicuramente più facile farlo senza la spada di Damocle sulla testa, anche se si deve prendere atto che le condizioni sono cambiate e non si può far finta che tutto sia tornato come prima.

Se ci sarà un “ridimensionamento”, auspichiamo che tutto avvenga nel modo più indolore possibile e che si tenga conto dei sacrifici che il nostro territorio ha fatto fino ad oggi in termini ambientali.

Ora aspettiamo di capire quale sarà l’eventuale progetto industriale previsto dall’accordo per poter dare ulteriori valutazioni.

Luigi Coppola

(Coordinatore Provinciale UDC Livorno)

 

LUCCHINI: IL COMMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO

“Siamo soddisfatti  per l’accordo raggiunto, seppur in forme diverse da quello prospettato, che dà respiro all’industria piombinese e ripaga le tante settimane di incertezze e di lotta per la sopravvivenza della Lucchini degli operai, di tutto l’indotto e delle istituzioni. È da registrare come un fatto molto positivo che abbia prevalso il senso di responsabilità da parte delle banche che hanno affidamenti ingenti nei confronti della Lucchini e che con questa nuova liquidità si può continuare a lavorare per trovare e favorire una soluzione industriale stabile anche in un’ottica generale dell’economia”. Si esprime così il segretario regionale del Pd della Toscana Andrea Manciulli sull’intesa raggiunta ieri con le banche per la ristrutturazione del debito della Lucchini.

“Dopo la soddisfazione per quanto raggiunto dopo mesi di mobilitazione – dichiara il consigliere regionale Matteo Tortolini – adesso dobbiamo subito rimetterci in moto e lavorare affinchè nella fase che si apre con la decisione delle banche si giochi con il massimo impegno la partita vera: verificare e individuare soggetti industriali interessati al polo siderurgico piombinese che sappiano dare una prospettiva di lungo termine. È questo il tempo in cui dobbiamo riproporre con forza nel dibattito di questo paese il tema dell’industria, cosa che ovviamente non spettava agli istituti di credito,e affrontare a tutto campo la questione che non è più solo una questione locale. La città e l’economia complessiva del territorio – conclude Tortolini – non possono permettersi di vivacchiare e per questo occorre ancora lavorare spendendosi tutti per  un quadro più certo con dei tempi che sono strettissimi”.

“Le prospettive dello stabilimento Lucchini di Piombino – dichiara Ivan Ferrucci, responsabile Lavoro del Pd della Toscana – sono le prospettive non solo dell’economia locale ma di tutto il Paese: l’importanza del settore siderurgico nel nostro sistema industriale è determinante per l’intera economia. Quanto concordato dà speranza per trovare una soluzione industriale che possa rilanciare il settore a partire da Piombino”.

 

LUCCHINI: IL COMMENTO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA

L’ accordo per la ristrutturazione del debito della Lucchini Siderurgica rappresenta un primo passo verso il chiarimento della crisi che attanaglia il polo siderurgico piombinese tutto. Adesso non è il momento di lasciarsi andare a facili entusiasmi o ad un ottimismo francamente fuori luogo. Possiamo affermare invece che adesso non è il momento di smobilitare ma di rafforzare la lotta per la difesa della nostra industria e dell’economia di tutta la zona. Infatti le banche e i fondi di investimento non sono soggetti interessati all’impresa industriale e sono i primi responsabili della crisi globale.

In questa fase, per continuare a produrre e mantenere gli occupati occorrono forti investimenti che ricostruiscano lo stabilimento di Piombino. I soggetti privati che paiono farsi avanti pensano all’abbandono del ciclo continuo . Sarebbe la fine dello stabilimento. Ora, invece, occorre che il governo pensi ad un piano nazionale per la siderurgia , settore strategico per un paese moderno, e si torni all’intervento pubblico nell’industria. La battaglia comincia adesso.

Fabrizio Callaioli

responsabile lavoro Federazione PRC Piombino-Val di Cornia-Elba

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Scritto da il 7.7.2011. Registrato sotto Foto, politica, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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  • QUANTO E' PASSATO DAL 1 LUGLIO 2017 DATA TERMINE DELL'ACCORDO DI PROGRAMMA CON CEVITAL?

    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
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