AMERINI: MA QUALE REGOLAMENTO URBANISTICO “PARTECIPATO”?

Il consigliere comunale Giampiero Amerini

Riceviamo e pubblichiamo da Giampiero Amerini, capogruppo di Futuro e Libertà per l’Italia.

 

 

 

«Ho appreso, dai giornali, che l’amministrazione comunale – inizia Amerini –  ha deciso di effettuare il percorso partecipato sul Regolamento Urbanistico. Già il fatto che, come consigliere comunale, debba venire a conoscenza dalla stampa (senza nulla togliere alla stampa che fa il suo lavoro) di una decisione così importante, porta inevitabilmente a polemizzare. Non voglio dire che la giunta avrebbe dovuto fare un “passaggio” in una commissione, ma almeno i gruppi consiliari poteva informarli. Ma questa amministrazione, ormai si sa, non è che ecceda in democrazia. La giunta, comunque, ha la facoltà di decidere … il resto non gli interessa più di tanto.

Ma quello che non è accettabile non è solo la forma. Il percorso partecipato, appannaggio della stessa società che ha effettuato gli altri (Baratti e Piazza Bovio), costa la ragguardevole cifra di 23.000 euro. Non è certamente poco con i tempi che corrono. Questo specialmente se come dice l’assessore: “Non metteremo in discussione l’elaborazione a cui siamo giunti”.

La prima domanda che viene spontanea è: -Ma allora a cosa serve un percorso partecipato, se non può modificare le decisioni prese dalla giunta? Signor Sindaco e signori Assessori (seconda domanda), con questi percorsi partecipati, per il momento senza esiti apprezzabili, non è che state gettando solo polvere negli occhi a chi vi sta criticando ad alta voce?

Il Regolamento Urbanistico – conclude Amerini – è lo strumento attuativo del Piano Strutturale, già approvato in tutti i suoi passaggi, è non può fare altro che seguire le linee tracciate dallo stesso. Infatti, l’assessore ha affermato (tradotto in parole povere): -Ascolteremo le vostre opinioni, cari cittadini, ma poi faremo come ci pare … questo per la modica cifra di 23.000 euro. E pensare che il nostro comune ha problemi per garantire i servizi, fa un enorme sforzo per non aumentare le tariffe, è in difficoltà a far quadrare il bilancio … tutta colpa dei tagli alle entrate operati dalle finanziarie, naturalmente».

Giampiero Amerini

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Scritto da il 24.5.2011. Registrato sotto Foto, politica, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

2 Commenti per “AMERINI: MA QUALE REGOLAMENTO URBANISTICO “PARTECIPATO”?”

  1. gianfranco

    complimenti per la chiarezza. Ci vorrebbe tanto a ragionare così? ma vedo che questi amministratori non hanno più la bussola. Ora fanno anche il festival dell’economia sostenibile e il sindaco chiede il grande centro commerciale Ikea (vedere Tirreno di oggi). Ma cosa c’entra una multinazionale con la sostenibilità? sarà un’altro sputtanamento del territorio, dopo che c’ha provato coi fanghi e con baratti. Consumerebbe altro suolo e danneggerebbe tutto il commercio locale.

  2. Graziella Guglielmi

    Complimenti Giampiero parole sante! Purtroppo c’é ancora chi crede di poter partecipare e sono quelle persone che hanno poche idee e quelle poche sono pronte a mortificarle giustificando la presunzione di questa maggioranza e sentendosi gratificati solo per il fatto di aver potuto emettere dei suoni. La volontà di mettersi in discussione affermata dall’Assessore Francardi, altro non è che la solita bufala di una democrazia tanto rammentata e pochissimo seguita. Sono sette anni che imperversano e pontificano, vanno a caccia di scoop, sprecano paroloni, fanno di tutto per apparire ma fra le mani non stringono niente. Dopo il flop del giro d’Italia, in termini di ricaduta economica, ed i più di 200.000 euro che ci è venuto a costare solo per poter alzare la bandierina del via, devono, poveretti, fare i conti con tutti i “NO” che si sono portati a casa. Vedi i Fanghi (meno male), la 398, Città Futura, il Casone di Baratti, e buon ultimo il parcheggio sotterraneo e non voglio dimenticare l’arretramento dei binari da P.zza Gramsci e la realizzazione, anche lì, di un parcheggio Ed allora cosa ci si inventa per risollevare l’interesse? l’Ikea!!! E’ troppo chiedere dove e come?E’ da maligni pensare che più si mira in alto più ci si aspetta una ricaduta in visibilità? E se poi va tutto, logicamente, in fumo, vogliamo pensare a quanto sarà bello poter dire “ma noi i posti di lavoro li avevamo individuati, contavamo su questa nuova possibilità economica per il rilancio sociale del territorio” Ma mi faccia il piacere….. Ti abbraccio e saluti gli altri, Graziella

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