ECCEZIONALI «TAROCCHI D’AUTORE» A PIOMBINO

In un periodo in cui i “tarocchi” (intesi come falsi) e le opere “taroccate” sono all’ordine del giorno (copie cinesi, pacchi napoletani, politici nostrani e nazionali, eccetera), arrivano a Piombino i tarocchi veri.



Sta infatti per essere inaugurata una mostra, fortemente voluta dalla Pro Loco di Piombino e da Cittadinanza attiva, in collaborazione con l’Accademia dei Ravvivati ed il patrocinio del Comune, che per la prima volta presenta ai turisti e ai residenti della nostra città una importante collezione pittorica a tema unico, che nel suo insieme è una delle più grandi, se non la più grande del mondo.

Le settantotto (78) gigantografie del pittore genovese Carlo Piterà, opere inedite realizzate su grandi tavole dipinte a olio, raffiguranti i ventidue arcani maggiori e i cinquantasei arcani minori, realizzate ognuna a dimensioni umane (175 x 100 cm), hanno come tema le figure delle carte dei tarocchi: la giustizia, la torre, la regina, eccetera; immagini che proietteranno anche il visitatore più smaliziato in una sorta di mondo magico, del quale ogni opera è circondata, che è distante anni luce dal nostro presente.

Una mostra sicuramente da non perdere che, grazie alla facilità di comprensione dei soggetti presentati e alla vivacità del tratto e dei colori, affascinerà sicuramente grandi e bambini. La mostra si terrà dal 5 luglio al 24 luglio 2008 presso la Galleria “Accademia dei Ravvivati” in Via Leonardo da Vinci, 7 a Piombino (LI). L’ingresso è gratuito.


L’ESPERTO:

I 78 Tarocchi dipinti da Carlo Piterà (di cui presentiamo a Piombino i 22 Arcani Maggiori) si inseriscono nel filone tramandatoci dal XV secolo in poi, ponendosi nella corrente che attribuisce alla figura e ad ogni singola parte di essa un preciso valore simbolico, ma sempre nel rispetto del dato realistico. Coerente con la propria poetica che mira ad identificare il reale con l’allegoria, e l’esistente con il visionario, giocando molto spesso con suggestioni accademiche e ispirazioni visionarie, il nostro artista ha trovato nel Gioco dei Trionfi un nuovo e fecondo stimolo per la sua creatività, difatti, dopo aver percorso alcuni dei cammini verso i limiti della psiche, Carlo Piterà approda al così detto liber mutus che non legge nella certezza di afferrarlo, ma si limita ad interpretarlo, rappresentarlo, a raffigurarlo.

La genesi e la gestazione di questo mazzo è stata lunga: dieci anni fa la scoperta del magico mondo dei tarocchi e il subitaneo innamoramento; poi lunghi anni di studio e di incubazione degli stimoli che da quelle riflessioni nascevano; infine un anno fa, in pochi mesi di lavoro michelangiolesco, la realizzazione delle 78 lame (100 x 175 cm.). Un esperienza incredibile per il visitatore del suo atelier che si trova circondato dai personaggi delle carte; sottomesso dall’imponenza de 22 Arcani Maggiori o Atouts e dominato dalle 4 Corti Regali di denari, di coppe, spade e bastoni o dai 56 Arcani Minori, rimane soggiogato e quasi risucchiato nel vortice dei messaggi che queste figure emanano.

E’ come fare parte del gioco della vita osservando ed esaminando quello che capita intorno a noi, sia come attori protagonisti del giorno per giorno che come spettatori dell’effimero, all’interno del grande sogno della immortalità, dell’essere nati per sempre.
“Meglio sognare la propria vita che viverla diceva Marcel Proust in Les plaisirs et les jours benché viverla, sia ancora sognarla”. Ed è proprio questa la forza della coinvolgente poetica di Carlo Piterà, il quale attinge dal sogno e dalle visioni le polimorfe sembianze della vita.

Paolo Aldo Rossi
“Ordinario di Storia del Pensiero Scientifico” Università di Genova

L’AUTORE:
Carlo Piterà – Belcastro (CZ) 16 gennaio del 1955, risiede a Genova dal 1956.
Ha studiato alla facoltà di architettura che abbandonerà per dedicarsi alla pittura.
Risale all’infanzia la precocissima vocazione artistica che lo induce particolarmente all’interesse per la pittura e alla visita delle più importanti pinacoteche genovesi per studiare le opere degli antichi maestri.

Autodidatta, prosegue una continua ricerca ed elaborazione dì idee che lo porterà a considerare come fatto primario il Surrealismo. Si interessa all’anatomia umana, alle leggi del colore, al disegno architettonico, unendo così all’estro e all’emotività un solido bagaglio di ricerca ed esperienza formale.
Partecipa su invito a importanti collettive a carattere nazionale conseguendo successi ed aggiudicandosi importanti premi. Nel 1976 inizia un più diretto rapporto col pubblico; presenta la sua prima personale.

Scriverà di lui Franca Bissoni in quell’occasione ” … La realizzazione si avvale di un’abilità tecnica indubbiamente superiore all’età dell’artista, il quale sembra aver assimilato con profitto la lezione del Surrealismo storico”.

Continuando a dipingere avverte la necessità di una costante verifica e di una continua revisione tecnica ed espressiva. Conseguentemente sospende per qualche tempo le esposizioni riducendosi in un isolamento estremamente utile e produttivo.
Nel 1978 e ’79 riprende l’attività pubblica, e c’è chi osserva come la sua sia una prova di forza atta a riassumere le molteplici proiezioni della verità immaginativa.

Nel 1986 Pietro Annigoni, apprezzando “le sue fantasie conturbanti e il modo diretto di evidenziarle”, lo incita ad approfondire la ricerca realistica nelle sue opere, e il critico d’arte Vitaliano Rocchiero lo definisce “padrone assoluto dell’irrealtà della realtà”.
Sempre nell’86 incontra il mercante d’arte di Verona Giorgio Ghelfi che gli offre l’opportunità di esporre nelle sue gallerie di Verona e Montecatini Terme pubblicando per l’occasione una monografia con la presentazione critica di Enzo Fabiani.

Negli anni successivi la sua ricerca pittorica volge allo studio approfondito dei Maestri del ‘500 e ‘600. Infatti la sua più recente produzione denota una elaborazione concettuale e stilistica di marca neomanieristica e citazionistica senza tralasciare, per altro, l’invenzione e le peculiarità fenomeniche del Surrealismo storico.


I TAROCCHI
le origini dei tarocchi

Sin dalla notte dei tempi l’uomo ha sentito la necessità di conoscere il proprio futuro per essere preparato ad affrontare le avversità che il destino aveva riservato a lui, ed al suo centro di interessi (famiglia, comunità, stato etc.). Conoscere per deliberare!

Questo imperativo regola il pensiero e l’azione dell’uomo saggio che, prima di assumere una qualsiasi decisione, prima di compiere qualsivoglia azione, valuta razionalmente tutti gli elementi, gli aspetti ed i dati di cui dispone per prevedere gli effetti che saranno prodotti dalle differenti opzioni di scelta a sua disposizione. I Tarocchi sono riconosciuti quale potente strumento di meditazione utile alla comprensione delle leggi universali che da sempre governano l’uomo ed il suo mondo.

Se bene interpretati permettono di capire l’evoluzione di molti fenomeni. Ispirati e formati a conoscenze, valori ed idee antichissime ed immutabili, tracciano il percorso esoterico di crescita basato sul concetto fondamentale del “conosci te stesso”. Gli Arcani Maggiori costituiscono l’insieme di carte più importante e significativo del mazzo, poiché rappresentano il giusto percorso iniziatico per raggiungere la piena conoscenza di sé stessi: rappresentano, per dirla in breve, l’intero ciclo di evoluzione spirituale dell’uomo. “…solo chi riuscirà a conoscere sé stesso, potrà raggiungere la completa conoscenza e la totale affermazione spirituale”.

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Scritto da il 22.6.2008. Registrato sotto cronaca. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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