GLI AUGURI DI NATALE DEL VESCOVO SANTUCCI

Ogni anno cerco di dare un contenuto all’augurio che ci facciamo in occasione del Santo Natale. Temo che le parole restino vuote. Ci diciamo e ci scriviamo “auguri”, magari in tante lingue, ma cosa vogliamo dirci? Cosa ci auguriamo?

Quest’anno ho composto così il mio pensiero: “C’è una grande notizia da gridare agli uomini, che Dio ama questo mondo e Gesù, suo Figlio è il Salvatore”. Mi pare infatti di cogliere un senso di stanchezza, di fatica nelle persone che incontro. Quando si parla tra noi non facciamo che lamentarci, facendo eco al telegiornale o ripentendo quanto ci raccontano i giornali. Non si sente una notizia buona, i nostri politici non parlano se non dicendo male gli uni degli altri, non c’è un titolo di giornale che non sia allarme o disgrazia. Viene voglia di cambiare paese, di cercare un posto dove stare tranquilli, di fuggire. Vi ricordate la battuta “Fermate il mondo, voglio scendere!”?(Quino) Eppure è Natale.

Non è solo il 25 Dicembre, è Natale e le nostre strade sono piene di luci, tutti pensiamo a incontrare familiari e amici, pensiamo ad un dono per dire l’affetto e la gioia della condivisione. Anche per chi non è credente è Natale. E’ il ricordo della nascita di Gesù, del Figlio di Dio che si fa uomo. Se Dio viene tra noi per essere uomo come noi vuol dire che Dio ama questo mondo, non un altro migliore, che non c’è! Ama questo mondo, ama noi così come siamo, proprio perché siamo bisognosi di un mondo più
bello e più giusto. Non viene, uomo tra gli uomini, per cambiare il mondo ma per dare speranza. Gesù è il Salvatore e il redentore del mondo e la grotta di Betlemme ha tanto il sapore della croce.

C’è ancora una cosa da sottolineare, nel Vangelo è affidata ai Magi che cercavano un re e vanno sicuri alla reggia di Erode. Come nasce il Figlio di Dio nella sua umanità? La grotta di Betlemme è la scelta dell’umiltà, non del potere; la scelta della mitezza non dell’arroganza; la scelta della debolezza non della forza. Dio è amore e ci dice che solo amando, soffrendo, morendo si vince la cattiveria dell’uomo. Nella storia questo l’hanno capito i santi, donne e uomini che hanno amato fino al dono di sé; come Madre Teresa di Calcutta, Padre Pio, San Vincenzo Dè Paoli, il Cottolengo….

Ora tocca a noi accogliere questo stile di Dio, che il Natale ricorda. Penso soprattutto ai nostri giovani spesso illusi e ingannati da noi adulti che presentiamo loro una vita facile, senza responsabilità, senza fatica. E’ utile ripensare la fede come risorsa della vita, guardando al Presepio e alla croce che preannuncia, come ad un modo di agire, di Dio e nostro, davvero utile per un mondo amato, salvato e redento dalla pace.
Buon Natale

+ Giovanni Santucci

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Scritto da il 24.12.2007. Registrato sotto sociale. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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