PIOMBINO NON LASCIA SOLO IL POPOLO BIRMANO

Si è tenuta Sabato 17 novembre presso l’auditorium del Centro Giovani di Piombino una interessante iniziativa in favore del popolo birmano organizzata da numerose Organizzazioni cittadine: Forum della Democrazia, Amnesty International, Arci, Samarcanda, Croce del Sud, Casa Crocevia dei Popoli, Pubblica Assistenza, Comunità Missionaria del Cotone, Lega Ambiente, Commissione Pari Opportunità, con la collaborazione della redazione del Corriere Etrusco ed il patrocinio del Comune di Piombino.

La manifestazione si è articolata in due incontri: il primo alle 10 della mattina con gli studenti di alcune classi del Liceo e dell’ITI ed uno, aperto al pubblico della città, nel pomeriggio.

In entrambe le occasioni c’è stato modo di riflettere sugli avvenimenti culminati con la feroce repressione del regime dittatoriale birmano nei confronti delle pacifiche manifestazioni di protesta alle quali i monaci buddisti hanno dato il loro importante contributo, pagando con il sangue e con la deportazione il coraggio con cui si sono fatti interpreti di un diffuso malcontento del popolo per le sempre più invivibili condizioni a cui è sottoposto in quel paese.

I filmati e le foto, montati dalla redazione del Corriere Etrusco, insieme al Video prodotto dagli inviati speciali del TG3 Bergamini e Rubino, hanno messo in rilievo i fatti salienti e la storia della Birmania nel suo recente passato, cercando di analizzare le criticità con cui la popolazione vive, in una povertà inammissibile, le contraddizioni emergenti dalle enormi ricchezze naturali del paese ( gas naturale e petrolio, legno pregiato, pietre preziose), che il regime totalitario assorbe per uno scambio di potere ed economico con le principali potenze dell’area asiatica ( Cina, India e Russia).

I giovani studenti hanno poi, in Video conferenza dallo stesso Centro Giovani, avuto modo di dialogare in diretta con alcuni degli inviati speciali della Tv e della stampa, Claudio Rubino che aveva per il TG3 girato il filmato, e con Claudia Reschia giornalista della Stampa di Torino, scambiando con loro, attraverso questo efficace ed innovativo strumento che è appunto il Voip, opinioni e confronti proprio sul ruolo che Internet ha assunto in questa vicenda della Birmania.

Una “rivolta on line” appunto, così è stata definita da molti osservatori, per sottolineare come una parte considerevole delle informazioni e delle immagini che il mondo ha potuto ricevere, bypassando le censure del potere, abbiano viaggiato attraverso il web con foto e video amatoriali autoprodotti dalla stessa popolazione birmana.

Di rilievo anche la presenza, sia la mattina che nel pomeriggio, di un autorevole esponente del monachesimo buddista, la Venerabile Thubten Drolkar della Comunità di Pomaia, la quale ha cercato di spiegare quale fosse, in Birmania il profondo intreccio che esiste storicamente tra le vicende e le passioni del popolo birmano e la profonda spiritualità rappresentata dalla religione buddista Theravada, tale da capire quindi il ruolo dei monaci in questa vicenda.

Nel pomeriggio, infine, il pubblico ha potuto dialogare con Mimmo Càndito, noto inviato speciale di guerra della Stampa di Torino e Presidente della sezione italiana di Reporter sans Frontieres. Con lui è stato possibile, grazie alla sua pluriennale esperienza, analizzare a fondo i profondi intrecci fra la dittatura del regime birmano e gli interessi economici e politici vigenti in quell’area da parte delle grandi potenze mondiali ed europee (Cina India Russia, ma anche Francia ) e quelli che oggi appaiono come importanti equilibri internazionali da modificare con la pressione politica esercitata verso i Governi centrali.

Oltre a ciò, di grande interesse per il pubblico, il ragionamento che Càndito ha sviluppato a riguardo del ruolo della Responsabilità civile personale e collettiva a riguardo, principalmente in rapporto alle innovazioni intervenute nel campo dell’informazione, laddove cioè “la realtà è ciò che ci fanno conoscere della realtà” in funzione dell’agenda setting costruita spesso per influenzare l’utente e non per riportare la priorità dell’informazione sulla notizia. Nel rapporto tra vero e verosimile, ha detto Càndito, tutto tende ad uniformarsi,superando quella barriera tra reale e virtuale che ha sempre fissato il limite con il quale doveva misurarsi il nostro rapporto con il mondo reale.

Dario Cambi

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Scritto da il 19.11.2007. Registrato sotto sociale. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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