PIOMBINO, LA TAP ED I FANGHI DI BAGNOLI

Riportiamo due riflessioni sui recenti avvenimenti di carattere ambientale in Val di Cornia allo scopo di diffondere al massimo le informazioni su questo argomento. Nell’area download è scaricabile la bozza del documento inviata recentemente dal Comune.
Scarica il documento qui.

IL VERO VALORE DELLA TAP

Strane cose. Fino a qualche giorno fa sembrava che la Tap non valesse un soldo bucato, sopraffatta dall’abbattimento del capitale sociale cui sembra essere costretta, per la vicenda degli insufficienti accantonamenti per la copertura della discarica, ad abbattere il capitale sociale per 1,4 milioni di euro. Ora, in pochi giorni sembra che i “titoli” Tap abbiano fatto un improvviso balzo in borsa. I Ds, che solo un paio di settimane fa avevano decretato la fine delle politiche keynesiane (sic!) delle amministrazione pubbliche, votano un documento proposto dalla sinistra che impegna al mantenimento della maggioranza pubblica in Tap.

La Lucchini sembra finalmente essersi resa conto che produce mezza tonnellata di rifiuti ogni tonnellata di acciaio, ossia un milione l’anno, è riscopre l’interesse per Tap, sopito negli ultimi anni dell’impero del cavaliere. Che cosa è cambiato? La Finanza ha sequestrato la discarica abusiva (35 ettari) dove la Lucchini ha accumulato oltre un milione di tonnellate di scorie (a proposito, le altre dove sono finite?) e non può far più orecchie da mercante. Ma il titolo Tap, per chi non è poi così ingenuo, si è alzato soprattutto perché nel futuro impianto dovranno essere trattati ben 900mila metri cubi di scorie e fanghi di Bagnoli. Per farlo il ministero paga.

All’ad di Tap Barbarese ora i conti, prova e riprova (è tre anni che lo fa) possono tornare. Ma dell’affare non si è accorto solo lui, ma anche i nuovi padroni dell’azienda del cavaliere. Se l’accordo di Bagnoli si farà, come ormai scontato, l’ad di Tap ha davvero l’ultima occasione: o fa l’impianto entro il 2008 oppure, se è un uomo serio come il commissario straordinario ai rifiuti della Campania Bertolaso, getta la spugna e va a casa.


Paperino

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LA TAP ED I FANGHI DI BAGNOLI

L’accordo sui fanghi di Bagnoli è fatto, o quasi. Giovedì prossimo è previsto l’incontro decisivo per la firma, almeno dei ministeri, delle Regioni e delle autorità napoletane. Piombino si riserverà di firmare in un secondo momento, dopo avere esaminato nei dettagli il crono programma e i flussi finanziari. Ma la sostanza c’è e non cambierà di molto. A Piombino arriveranno quindi almeno un milione e 300mila metri cubi di scorie e sedimenti marini, compreso il cosiddetto hot spot (la parte più inquinata della colmata di Bagnoli).

Nella stesura della bozza d’accordo in circolazione è previsto che 400mila metri cubi di materiale sia immesso direttamente nelle vasche di colmata del porto di Piombino (la piccola già pronta e la grande che sarà ultimata entro l’anno) capaci di contenere oltre tre milioni di metri cubi di fanghi. Circa 900mila metri cubi saranno invece destinati ad essere trattati nella piattaforma della Tap (573mila non pericolosi e 230mila pericolosi) per poi essere utilizzati come conglomerato per costruire la 398 per il porto e in parte immessi in vasca.

Che vantaggio c’è ad accettare scorie industriali e fanghi sporchi di Bagnoli? Che ci sia o no il ragionamento di Comune e autorità portuale è questo. Riempire più rapidamente possibile la vasca di colmata è un vantaggio perché consente i banchinamenti prima del previsto, quindi può accelerare lo sviluppo del porto, inoltre con i soldi a disposizione (per ora quasi 200 milioni individuati dal ministero) si risolverebbe il problema della messa in sicurezza della vasca predisponendola, dunque, ad accogliere gli stessi fanghi d’escavo del porto per cui è stata realizzata. A questo Comune e Autorità portuale hanno aggiunto la richiesta di soluzione del problema della viabilità. L’intesa prevede un contributo di 14,8 milioni per aprire il cantiere della 398 e il suo finanziamento completo da parte di Anas a partire dal 2008. La realizzazione della strada si svincola così dal progetto dell’autostrada Tirrenica, per la quale i primi cantieri potrebbe aprire solo nel 2011.

Così detta l’operazione Bagnoli sembra un colpo di fortuna, in realtà apre molti interrogativi e potrebbe aprire problemi seri nella fase di gestione. Primo domanda: se nelle vasche di Bagnoli vanno i fanghi di Bagnoli ci sarà posto per quelli del porto? A conti fatti non per tutti, visto che in porto è previsto il dragaggio di 2,8 milioni di metri cubi. Ma nel futuro Prg del porto sarà prevista anche una terza vasca di colmata capace di ospitare altri 3 milioni di metri cubi. Lo spazio da riempire in porto non manca e in prospettiva sarà forse addirittura necessario ricercare altri fanghi provenienti dai dragaggi di altri porti.

Qualche interrogativo anche sul ruolo centrale che l’accordo affida alla Tap, che dovrà predisporre aree di stoccaggio per 900mila metri cubi. L’accordo dà per scontato che l’impianto di trattamento dei rifiuti industriali già ci sia, ma tutti i piombinesi sanno che non è così. Dunque dopo che l’accordo sarà siglato anche dal sindaco di Piombino obbligatorio diventa avere l’impianto funzionante entro il 2008, altrimenti avremo altre montagne di rifiuti (tra i quali i nocivi) accumulati nell’ex padule di Pontedoro, come se non fossero già abbastanza quelli della Lucchini. L’altra faccia della medaglia è che il piano industriale della piattaforma Tap troverebbe maggiore certezze finanziarie proprio dall’arrivo dei fanghi di Bagnoli. Incertezze, se una volta scattata l’operazione Bagnoli, non potranno più esserci, altrimenti il disastro sarà inevitabile


Sauro

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Scritto da il 30.6.2007. Registrato sotto grilloparlante. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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