PIOMBINO VINCE DUE SENTENZE SU TARSU E ICI

Un punto a favore del Comune nel contenzioso con Enel e Lucchini per il pagamento dell’Ici e della Tarsu. In questi giorni sono arrivate alcune importanti sentenze in materia tributaria che confermano gli atti emessi dall’amministrazione sulla tassa rifiuti solidi urbani (TARSU) nei confronti della Lucchini e dell’Ici nei confronti dell’Enel.

La Commissione Tributaria Regionale – sez. di Livorno – con una recente sentenza ha infatti respinto l’appello dell’Enel contro l’avviso di accertamento ICI emesso dal Comune per l’anno 2001 pari a oltre 800 milioni di lire (811.724.000 ).
Con un’altra sentenza, passata peraltro in giudicato, la stessa Commissione Tributaria Regionale ha inoltre confermato una precedente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale che aveva già respinto il ricorso della società Lucchini contro l’applicazione della Tarsu del 1984, pari a 1 miliardo di lire circa (1.022.000.000).

Si tratta di pronunce importanti, sia per l’elevato valore delle controversie, sia per la loro definitività o comunque perché emesse nella giurisdizione di secondo grado.
Su questa materia, infatti, il contenzioso con le due grandi aziende va avanti da diversi anni, con sentenze alterne per quanto riguarda la Tarsu, mentre per l’ICI la giurisprudenza è sempre stata costante e favorevole al Comune.
Sulla Tarsu la controversia nasce da una diversa valutazione della superficie assoggettabile al tributo. Per l’amministrazione comunale, infatti, la superficie dello stabilimento Lucchini assoggettabile alla tariffa sui rifiuti solidi urbani è sensibilmente superiore a quella stabilita dalla Lucchini, per la quale ammonta a soli 19mila metri quadrati. Così le bollette emesse vengono regolarmente impugnate dall’azienda.

Per l’Ici la questione è un po’ diversa e riguarda altri 29 comuni italiani sedi di centrale Enel. Dal 1997 l’Enel si è autoridotta l’importo da versare per l’Ici. La Commissione tributaria regionale, in una recente sentenza, ha riconosciuto la validità delle argomentazioni sostenute dai Comuni interessati. Le amministrazioni, insieme alla rispettive Agenzie del Territorio, chiedono all’azienda elettrica che il valore delle turbine, considerate come dotazioni essenziali degli impianti, sia inserito nel computo della rendita catastale per il calcolo dell’Ici. Giudizio avvalorato anche da recente sentenza della Corte di Cassazione che, per una centrale elettrica in Lombardia di caratteristiche analoghe a quelle di Tor del Sale, ha dichiarato legittimo il conteggio delle turbine nella rendita e di conseguenza per il pagamento dell’Ici.

La riscossione da parte del Comune delle rate arretrate dell’Ici serve per il momento a compensare gli importi che devono essere restituiti all’Enel per l’altro contenzioso, relativo ai contributi percepiti nel 1997 come città sede di centrale a carbone o di grandi dimensione, sul quale è presente una sentenza di 2° grado. Su questa sentenza comunque, nei confronti della quale il Comune ha avanzato ricorso, è atteso un pronunciamento definitivo da parte della Cassazione. Se la questione si risolvesse definitivamente a favore dell’amministrazione, le somme versate a compensazione tornerebbero nelle casse comunali.

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Scritto da il 19.3.2006. Registrato sotto cronaca. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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