
Piombino – Torna al centro del dibattito il futuro del rigassificatore di Piombino, dopo la nuova presa di posizione della Lista Civica Lavoro&Ambiente, che richiama con fermezza l’obbligo di smantellamento dell’impianto entro tre anni**, così come disposto dagli atti ufficiali e dalle sentenze del Tar.
L’IMPEGNO UFFICIALE: “NO A PROROGHE OLTRE IL 2026”
Nella nota diffusa dalla Lista Civica, si sottolinea come sia il Tar Toscana sia il Commissario Straordinario della Regione, Eugenio Giani, abbiano escluso la possibilità di proroga della permanenza del rigassificatore oltre luglio 2026. Viene inoltre ricordato che la Regione aveva finanziato la realizzazione delle banchine portuali proprio per favorire lo sviluppo dei commerci e delle attività siderurgiche, e non per una presenza prolungata dell’impianto di rigassificazione.
I PROGETTI SIDERURGICI SONO AUTONOMI DAL RIGASSIFICATORE
Secondo la Lista Civica, i principali progetti siderurgici in corso a Piombino non sono vincolati al rigassificatore, come confermato nell’accordo di programma del 10 luglio, sottoscritto dagli enti pubblici e dalla società Metinvest Adria. La nota evidenzia inoltre che il fabbisogno di gas per il territorio è già garantito dalla dorsale algerina, sgombrando il campo da ogni ipotesi di stretta dipendenza dall’impianto GNL.
IMPATTO SU LAVORO, PORTO E INFRASTRUTTURE
La ripresa dell’attività siderurgica, secondo la Lista Civica Lavoro&Ambiente, porterà un aumento del traffico portuale e nuove opportunità di lavoro per le aziende locali. In questa prospettiva, la rimozione del rigassificatore permetterebbe di restituire la banchina a usi più strategici, tra cui quelli legati a Metinvest Adria. Questo, sottolineano, potrebbe determinare un risparmio per il Governo di circa 157 milioni di euro, evitando la costruzione di nuove infrastrutture portuali.
COMPENSAZIONI ECONOMICHE: DUBBI E PRECEDENTI
Un altro punto evidenziato riguarda le compensazioni economiche per la presenza temporanea del rigassificatore. La Lista Civica richiama il precedente di Livorno, dove tali compensazioni non sono mai state erogate. Per Piombino, si chiede almeno il riconoscimento formale del sacrificio rappresentato dalla presenza dell’impianto e il rispetto rigoroso dei termini fissati dagli atti ufficiali.
“IL RIGASSIFICATORE LASCI PIOMBINO ENTRO LUGLIO 2026”
La conclusione della nota è perentoria: il rigassificatore non potrà restare a Piombino oltre luglio 2026. È questo, secondo la Lista Civica Lavoro&Ambiente, l’impegno inderogabile che deve essere rispettato, in linea con le sentenze amministrative e i provvedimenti commissariali.