14 Maggio 2026, 16:56

DARSENA EUROPA: POTENTI INCALZA GARIGLIO, RIXI ALZA IL TIRO, E RESTA IL NODO DEL SEGRETARIO

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Il presidente dell’AdSP Davide Gariglio

Livorno – Il “caso porto” compie un salto di livello. Alle criticità già emerse si aggiungono due interrogazioni parlamentari, il via libera al prefetto Dionisi come commissario della Darsena Europa e il nuovo fronte politico aperto dal viceministro Rixi. Sullo sfondo restano i rilievi su trasparenza, gestione del personale e rapporti tra Authority e struttura commissariale.

Il punto da cui partire è semplice: il dossier Darsena Europa non sembra più soltanto una polemica nata attorno alla relazione ispettiva del Ministero. Dal 1° aprile, quando il MIT ha trasmesso alle Camere gli esiti delle ispezioni sull’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno settentrionale, la vicenda è entrata in un circuito istituzionale pieno. Negli ultimi due giorni, però, il quadro è cambiato ancora: la pressione non riguarda più solo il passato della gestione Guerrieri, ma anche il presente della presidenza Gariglio.

La prima novità è l’interrogazione 4-02931 del senatore Manfredi Potenti.

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Il Senatore Manfredi Potenti

La prima novità è l’interrogazione 4-02931 del senatore Manfredi Potenti. L’atto richiama la relazione ispettiva e sposta il fuoco su ciò che sarebbe accaduto dopo: Potenti chiede al ministro se siano state adottate misure sulle erogazioni aggiuntive ai dirigenti, su eventuali accantonamenti in vista di possibili restituzioni, sulla rotazione o sostituzione dei dirigenti coinvolti e sul ripristino della trasparenza degli atti. In sostanza, il messaggio politico è netto: non basta più discutere di ciò che è avvenuto sotto Guerrieri, bisogna capire che cosa abbia fatto l’attuale vertice dell’Authority dopo che il caso è esploso.

La seconda novità: Rixi alza il livello dello scontro.

La seconda novità è il segnale arrivato oggi dal colloquio pubblicato da Il Tirreno del 18 aprile: il viceministro Edoardo Rixi alza il livello dello scontro e collega la necessità di fare chiarezza sui fondi e sulla governance della Darsena Europa alla nuova fase che si sta aprendo. Qui serve precisione: allo stato, non risulta un atto formale di commissariamento dell’Autorità di sistema portuale; il passaggio ufficiale verificato è un altro, cioè il via libera parlamentare alla sostituzione del commissario della Darsena Europa. Ma proprio per questo il segnale politico pesa: perché indica che il dossier Livorno è ormai osservato a un livello più alto e non viene più trattato come un semplice problema interno all’ente.

La terza novità: arriva il Prefetto.

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la nuova Darsena Europa

La terza novità, meno rumorosa ma forse più importante sul piano degli atti, è proprio questa: il Parlamento ha dato parere favorevole allo schema di decreto che sostituisce Luciano Guerrieri con il prefetto Giancarlo Dionisi come commissario straordinario della Darsena Europa. Il dossier parlamentare precisa che la nomina avrà durata triennale e che a Dionisi saranno attribuite anche le funzioni di responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza. Non è un dettaglio: significa che il governo non si limita a cambiare il nome del commissario, ma lega il nuovo incarico anche al terreno della trasparenza e del controllo.

Si aggiunge un quarto elemento: la nomina del segretario generale.

A questo si aggiunge un quarto elemento, strettamente collegato ai precedenti: il 17 aprile Potenti ha depositato una seconda interrogazione, la 4-02947, questa volta dedicata alla nomina del segretario generale dell’Authority. L’atto richiama l’articolo 10 della legge n. 84 del 1994, ricorda che il segretario generale viene nominato dal Comitato di gestione su proposta del presidente e contesta che solo nel marzo 2026 sia stata avviata una procedura esplorativa pubblica. Inoltre segnala che l’iter, secondo l’interrogazione, non sembra aver previsto procedure selettive né graduatorie di merito, e chiede al ministro di verificare anche la legittimità dei requisiti ulteriori indicati nell’avviso.

Ma cosa dicono davvero i documenti?

Negli atti parlamentari il cuore della contestazione non è soltanto economico. L’interrogazione 4-02931 richiama infatti una serie di profili che, secondo Potenti, emergono dalla relazione ispettiva: la commistione tra funzioni di indirizzo e gestione, la mancata divulgazione di atti e documenti relativi alla Darsena Europa anche verso gli organi interni dell’Authority, l’assegnazione di personale alla struttura commissariale senza parametri selettivi e senza una procedura di avvalimento trasparente, oltre al tema degli emolumenti aggiuntivi riconosciuti ad alcuni dirigenti. È questo il vero salto del caso: la questione non riguarda più solo “quanto” sia stato pagato, ma “come” sia stata costruita la macchina decisionale e amministrativa attorno all’opera.

Il “nodo” del segretario generale diventa centrale.

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Gianmarco Mancini

La legge attribuisce a questa figura un ruolo operativo forte: il segretario generale è preposto alla segreteria tecnico-operativa, provvede agli adempimenti necessari al funzionamento dell’Autorità, coordina gli uffici territoriali e cura l’istruttoria degli atti del presidente e del Comitato di gestione. Per questo, sul piano politico-amministrativo, arrivare in una fase così delicata senza avere ancora chiuso quella nomina non aiuta Gariglio. È una valutazione, non un fatto cristallizzato in un atto unico, ma è una valutazione fondata sugli atti: mentre il Senato chiede verifiche sulla procedura e il dossier Darsena Europa sale di livello, la principale casella tecnico-amministrativa dell’ente resta ancora al centro di una procedura contestata.

La linea difensiva di Gariglio sembra essersi indebolita.

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Il presidente dell’AdSP Davide Gariglio

Detto in modo ancora più semplice: fino a pochi giorni fa Gariglio poteva sostenere di trovarsi a gestire un’eredità scomoda. Oggi questa linea difensiva si è indebolita. Le interrogazioni parlamentari gli chiedono conto non solo del passato, ma anche delle scelte del presente; il governo ha scelto di portare fuori dall’assetto ordinario dell’Authority la guida commissariale della Darsena Europa; e la casella del segretario generale, che dovrebbe servire a rafforzare l’istruttoria e l’assetto amministrativo, è diventata a sua volta terreno di contestazione politica e ministeriale.

Il “caso Livorno” sembra ingarbugliarsi sempre di più.

Il risultato è che il caso Livorno oggi appare molto più largo di quanto sembrasse l’11 aprile. Non c’è soltanto una relazione ispettiva pesante. Ci sono due interrogazioni del Senato, un via libera parlamentare che ridisegna la governance della Darsena Europa, un nuovo protagonismo del governo e una nomina chiave dell’Authority che invece di chiudere un vuoto rischia di aprire un altro fronte. Il punto, ormai, non è più soltanto capire che cosa sia accaduto ieri. Il punto è capire se l’assetto attuale sia davvero in grado di reggere il peso politico, amministrativo e istituzionale che quelle carte hanno fatto esplodere.

La questione non sembra essere più una semplice polemica interna.

Una cosa però è certa: il dossier Livorno non può più essere archiviato come una semplice polemica interna. Da oggi pesa come un caso istituzionale vero, e adesso tocca agli organi competenti dimostrare se dietro quelle carte ci siano soltanto storture amministrative o conseguenze ben più serie.

Il sito ufficiale dell’Autorità portuale di Livorno: https://www.portialtotirreno.it/

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