14 Maggio 2026, 18:26

AURELIA: IL NODO E’ A CAPALBIO. INTERVENIRE SUBITO SUGLI INCROCI A RASO

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un momento della manifestazione

Capalbio (LI) – Dopo la manifestazione del 17 aprile e il pressing della Lega con Potenti, torna al centro il tratto Chiarone-Ansedonia. Il punto critico è sempre lo stesso: sicurezza immediata prima ancora del completamento complessivo del Corridoio Tirrenico.

Aurelia non siamo davanti a un semplice ritardo infrastrutturale.

Purtroppo oggi l’Aurelia a sud di Grosseto è forse il tratto stradale più pericoloso d’Italia. Da Grosseto Sud al confine con il Lazio il Corridoio Tirrenico resta un’opera incompiuta, mentre il traffico continua a passare ogni giorno su tratti dove convivono mezzi pesanti, pendolari, turisti, operatori agricoli e incroci a raso.

Il punto più delicato, oggi, è ancora il tratto tra Chiarone, Capalbio Scalo e Ansedonia. Non perché il resto dell’Aurelia non abbia problemi, ma perché qui la fragilità dell’infrastruttura è diventata negli anni una questione di sicurezza pubblica. La stessa nota tecnica della Regione Toscana sul Corridoio Tirrenico definisce il tratto da Grosseto Sud al confine regionale come caratterizzato da “elevata pericolosità”, con incroci a raso, corsie di accumulo al centro carreggiata e presenza di mezzi agricoli.

La manifestazione del 17 aprile e il segnale del territorio

Il 17 aprile il territorio ha scelto di farsi vedere. Oltre 150 auto hanno partecipato alla manifestazione pubblica a Capalbio per chiedere la messa in sicurezza della Statale Aurelia e il completamento del Corridoio Tirrenico. Il corteo è partito dalla zona della Torba, ha raggiunto Pescia Fiorentina ed è poi tornato verso Capalbio Scalo, dove si è tenuta una conferenza stampa.

Non era una protesta simbolica qualunque.

Non era una protesta simbolica qualunque. Era il segnale di una comunità che non accetta più che il dossier venga trattato solo come una pratica tecnica da spostare tra società concessionarie, ministeri, pareri, verifiche e aggiornamenti progettuali. La richiesta è più semplice: prima ancora della grande opera definitiva, servono interventi sui punti dove oggi si rischia la vita.

Il pressing della Lega: interventi non più rinviabili

In questo quadro si inserisce la nota del senatore Manfredi Potenti e del Dipartimento Agricoltura Toscana della Lega, con Laura Petreccia, Vito Capogna e Luca Tacchi. Il gruppo indica come prioritaria la messa in sicurezza degli incroci a raso tra Pescia Fiorentina e Ansedonia, con attenzione particolare all’intersezione al chilometro 131+500.

La proposta politica è quella di valutare un intervento anticipato, attraverso un’opera a scavalco, compatibile con il futuro assetto del Corridoio Tirrenico. Tradotto: non attendere l’intero completamento dell’opera per intervenire almeno dove la criticità è già evidente.

È un passaggio politicamente rilevante perché sposta il tema dal piano generale a quello operativo. Non più solo “quando si farà la Tirrenica”, ma: quali opere possono essere realizzate subito, senza compromettere il progetto futuro?

Il nodo SAT-Anas: progetti, passaggi e tempi ancora incerti

Qui entra il vero problema. I progetti sviluppati da SAT devono essere acquisiti e valorizzati da Anas, dentro un procedimento che negli ultimi anni ha rallentato l’intero dossier. Secondo quanto riportato da T24, il presidente della Regione Eugenio Giani ha parlato di progetti già concretizzati almeno per i lotti Pescia Fiorentina-Ansedonia e Ansedonia-Albinia, ma ha anche indicato come primo scoglio la risoluzione del rapporto tra SAT e Anas. (t24.ilsole24ore.com)

Il sottosegretario alle Infrastrutture Tullio Ferrante, in risposta parlamentare, ha ricordato che il Ministero ha avviato la verifica dei costi sostenuti da SAT e che le attività per l’acquisizione da parte di Anas dei progetti redatti da SAT sono proseguite con l’individuazione della società incaricata della quantificazione. Ma anche qui la parola chiave resta una: tempi. (t24.ilsole24ore.com)

Il punto è che la sicurezza del tratto di Capalbio non può dipendere solo dalla conclusione dell’intero passaggio amministrativo. Se esistono opere stralcio compatibili con il progetto definitivo, il territorio chiede che vengano individuate, finanziate e calendarizzate.

L’incidente del 25 marzo e il chilometro 131

La cronaca recente pesa su questa discussione. Il 25 marzo 2026 Anas ha comunicato la chiusura temporanea della Statale 1 Aurelia, in entrambe le direzioni, al chilometro 131,000 nel territorio di Capalbio, per un incidente mortale. Nello scontro tra due veicoli una persona ha perso la vita e un’altra è rimasta ferita.

La stampa locale ha poi ricostruito che l’incidente è avvenuto non lontano dal bivio per Capalbio Scalo, in un punto dove non c’è separazione tra le carreggiate. La tragedia si è verificata prima dell’incrocio per Capalbio Scalo, vicino all’autogrill, e che il tratto non presenta separazione tra corsia nord e corsia sud. E purtroppo è solo l’ultimo di una serie di incidenti avvenuti proprio a quel bivio situato all’altezza dell’incrocio con Capalbio Stazione.

Sono dettagli che spiegano perché il chilometro 131+500 indicato nella nota politica non sia un numero astratto. È uno dei punti in cui la discussione sulla Tirrenica smette di essere burocrazia e diventa cronaca.

Non autostrada, ma strada sicura

La linea che si sta consolidando non è più quella del vecchio progetto autostradale puro. La stessa nota tecnica regionale parla di una soluzione non autostradale, con messa in sicurezza dell’attuale tracciato a carico di Anas, eliminazione degli incroci a raso, realizzazione di complanari e due carreggiate distinte.

Questo è il punto politico più importante. Il territorio non chiede un monumento infrastrutturale. Chiede una strada moderna, fluida, sicura, coerente con le esigenze reali della costa tirrenica meridionale. Una viabilità a scorrimento libero, senza pedaggi, senza intersezioni pericolose, senza tratti dove un errore può trasformarsi in tragedia.

L’agricoltura e l’economia locale dentro il dossier

La presenza del Dipartimento Agricoltura Toscana della Lega nella vicenda non è marginale. Il tratto sud dell’Aurelia non è solo una direttrice turistica. Serve aziende agricole, agriturismi, attività commerciali, imprese locali e lavoratori che si muovono quotidianamente tra Maremma, Orbetello, Capalbio e Lazio.

La sicurezza degli incroci a raso riguarda anche questo: accessi, mezzi agricoli, collegamenti poderali, trasporto merci, mobilità stagionale. Per Capalbio, Ansedonia e Chiarone, l’Aurelia non è una strada esterna al territorio. È la spina dorsale del territorio.

Anche la ferrovia può aiutare, ma non sostituire l’intervento

Nella nota della Lega compare anche un tema complementare: il potenziamento delle fermate ferroviarie, in particolare degli Intercity a Orbetello. È una proposta che può alleggerire parte del traffico pendolare e turistico, ma non può sostituire la messa in sicurezza dell’Aurelia.

La ferrovia può essere una misura di mitigazione. L’eliminazione degli incroci a raso resta invece il cuore del problema.

La domanda finale: chi firma tempi e soldi?

La vicenda, adesso, non può più essere raccontata come un generico “dossier aperto”. La domanda è più netta: chi mette per iscritto tempi, soldi e interventi?

Le interlocuzioni con Anas e MIT, richiamate dal senatore Potenti e dal gruppo della Lega, indicano una disponibilità politica. Ma il territorio ha già visto troppe disponibilità trasformarsi in attese. Per questo il passaggio decisivo non sarà una nuova dichiarazione. Sarà un atto operativo: progetto, copertura finanziaria, cronoprogramma, cantiere.

Il tratto Chiarone-Ansedonia resta la fotografia più evidente di una Toscana meridionale che produce, accoglie turismo, lavora e si muove, ma continua a viaggiare su un’infrastruttura non all’altezza. La Tirrenica è attesa da decenni. La sicurezza, però, non può più aspettare il tempo dei decenni.

IL COMUNICATO DI ANAS SUL RECENTE INCIDENTE

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