Grosseto (GR) – Il Comitato Pendolari Costa Tirrenica chiede a Regione Toscana, RFI e Trenitalia un chiarimento urgente sulla gestione dei lavori programmati sulla linea Tirrenica, in particolare tra Grosseto, Capalbio e Civitavecchia. Nessuno contesta la necessità degli interventi ERTMS, programmati da RFI tra Grosseto e Capalbio dal 7 gennaio al 12 dicembre 2026. Il problema però è l’organizzazione del servizio: mentre la linea resta aperta al transito di treni nazionali e regionali, proprio le relazioni più utili a studenti e lavoratori vengono spezzate. RFI indica lavorazioni tra le 9 e le 13, ma l’effetto concreto sui pendolari si estende almeno alla fascia 12.30–14.30.
In quella fascia, infatti, la linea non ci risulta chiusa.
L’IC 505 transita verso sud con passaggio da Grosseto alle 12.41 e Civitavecchia alle 13.35; il Frecciabianca 8616 viaggia verso nord con fermate a Civitavecchia alle 12.42 e Grosseto alle 13.32; il RV 4131 Pisa–Roma continua a viaggiare come treno, passando da Grosseto alle 13.31, Orbetello alle 13.54 e Capalbio alle 14.04.
Il nodo è che, nella stessa fascia, nei giorni feriali viene meno la continuità regionale in direzione opposta. Il treno delle 12.12 da Roma Termini, che fino al 6 gennaio era il RV 4132 e per i pendolari rappresentava la relazione verso Civitavecchia, Orbetello, Grosseto, Livorno e Pisa, oggi nei feriali è il R 12642 Roma Termini–Civitavecchia, con termine corsa a Civitavecchia alle 13.25. Da lì non prosegue come regionale continuo verso la Toscana costiera.
La situazione sulla linea tirrenica e le sue conseguenze per i pendolari.
Chi da Roma o Civitavecchia deve raggiungere Orbetello arriva a Civitavecchia e deve attendere un’altra soluzione successiva. Chi deve andare verso Grosseto, Livorno o Pisa, per mantenere tempi di percorrenza accettabili, viene di fatto spinto verso il Frecciabianca, con titolo di viaggio diverso dal regionale e con un aggravio economico rispetto alla soluzione regionale. Chi invece parte da Capalbio, Orbetello o Albinia ha il bus sostitutivo FI004 Capalbio 13.12–Grosseto 14.18, poi la prosecuzione ferroviaria da Grosseto verso Pisa nella fascia del 4132.
Il bus però non è equivalente al treno.
E’ soggetto al traffico sull’Aurelia, rende fragili le coincidenze e non consente il trasporto di biciclette, mezzi di micromobilità elettrica e animali di grossa taglia, salvo il cane da assistenza. Inoltre parte da Capalbio, non da Civitavecchia: quindi non ricostruisce la continuità interregionale interrotta nel Lazio.
La stessa logica si ritrova anche al mattino in direzione sud. Nei giorni feriali, la relazione della fascia del RV 4129 non prosegue più come collegamento Pisa–Roma: diventa il R 19409 Pisa Centrale 8.46–Grosseto 11.00. Per l’utenza della costa sud il treno, di fatto, “muore” a Grosseto. La prosecuzione verso Orbetello, Capalbio, Civitavecchia e Roma non è garantita dallo stesso collegamento ferroviario.
Una possibile spiegazione tecnica della soppressione della continuità regionale può essere la rottura del turno materiale: se nei giorni feriali la relazione della fascia del RV 4129 non arriva più a Roma, perché viene limitata a Grosseto come R 19409, potrebbe venire meno a Roma il convoglio normalmente utilizzabile per la ripartenza nella fascia del RV 4132. Anche se questa fosse la ragione operativa, resterebbe però da chiarire perché non sia stata prevista una soluzione alternativa ferroviaria.
Per questo chiediamo una risposta puntuale.
Se il R 12642, ex fascia del RV 4132, arriva a Civitavecchia alle 13.25 e termina lì la sua corsa; se nella stessa fascia la linea resta aperta al transito di altri treni, tanto che il Frecciabianca 8616 ferma a Civitavecchia alle 12.42 e Grosseto alle 13.32 e, secondo quanto osservano quotidianamente i pendolari, transita da Capalbio intorno alle 13.10 proprio mentre parte il bus sostitutivo FI004 delle 13.12; se il RV 4131 in direzione sud continua regolarmente a passare da Grosseto, Orbetello e Capalbio, perché non viene garantita anche la prosecuzione ferroviaria regionale verso nord nella fascia del 4132, prevista d’orario a Capalbio intorno alle 13.52 e a Orbetello intorno alle 14.01?
Il Comitato chiede quindi di verificare se, in alternativa alla soppressione della continuità regionale, sia possibile utilizzare Orbetello-Monte Argentario come stazione provvisoria di attestamento e interscambio. In particolare, si chiede se il R 12642 Roma Termini–Civitavecchia possa essere prolungato fino a Orbetello, invece di terminare a Civitavecchia, e se nella stessa fascia possa essere garantita una relazione regionale da Orbetello verso Grosseto–Livorno–Pisa, in coincidenza con la fascia del vecchio RV 4132.
In assenza di un impedimento tecnico esplicitato, l’attesa fino al R 4500 delle 15.07 da Orbetello non può essere considerata una soluzione equivalente al collegamento regionale continuo. Per molti pendolari non si tratta di una differenza marginale: chi esce dal lavoro intorno alle 13.30, perde la fascia del vecchio 4132 e resta in attesa a Orbetello fino alle 15.07. Il R 4500 arriva poi a Grosseto intorno alle 15.40 e termina lì la corsa. Chi deve proseguire verso nord, se non vuole o non può acquistare un titolo di viaggio diverso per Frecciabianca o Intercity, deve attendere il RV 4134 delle 16.26, arrivando ad esempio a Livorno qualche minuto prima delle 18. Una sequenza del genere non può essere considerata una continuità regionale accettabile per lavoratori e studenti.
Se l’estensione del servizio fino a Orbetello fosse ritenuta non possibile, RFI e Trenitalia dovrebbero indicare puntualmente quale vincolo lo impedisce: indisponibilità di tracce, occupazione dei binari, tempi minimi di inversione, interferenze con il cantiere ERTMS, turni del materiale o del personale. In mancanza di una motivazione tecnica specifica, la scelta di attestare il R 12642 a Civitavecchia e di lasciare Orbetello senza una prosecuzione regionale utile verso nord appare una scelta organizzativa, non una conseguenza inevitabile dei lavori.
È bene ricordare che la stazione di Orbetello-Monte Argentario non è una fermata qualsiasi.
Orbetello-Monte Argentario è il nodo ferroviario della bassa Maremma, al servizio di Orbetello e delle sue frazioni, tra cui Talamone, Albinia e Ansedonia, di Capalbio, Monte Argentario (Porto Santo Stefano e Porto Ercole), Isola del Giglio e delle aree interne verso Manciano, Saturnia e Pitigliano.
Il Comitato chiede quindi, come obiettivo principale, il ripristino nel più breve tempo possibile, e comunque prima del 12 dicembre, della continuità regionale Roma–Civitavecchia–Orbetello–Grosseto–Livorno–Pisa, con priorità per la fascia coperta dal RV 4132 feriale o da un collegamento regionale equivalente. In subordine, fino al ripristino della relazione ferroviaria, chiede almeno misure compensative urgenti: l’utilizzo di Orbetello-Monte Argentario come nodo provvisorio di interscambio, oppure fermate straordinarie dei treni nazionali a Orbetello-Monte Argentario, così da non lasciare la bassa Maremma isolata nella fascia centrale della giornata.
Si tratta di una stazione centrale per la bassa Maremma, dove il Comitato segnala anche la chiusura della sala d’aspetto da almeno un anno, compresi i freddi mesi invernali.
Il treno dovrebbe essere l’alternativa all’auto, soprattutto in un territorio dove l’Aurelia è già gravata da problemi di sicurezza e percorrenza. Oggi, invece, ai pendolari della bassa Maremma viene spesso imposto un autobus sulla stessa Aurelia, e proprio nel tratto più pericoloso e contestato, che il servizio ferroviario dovrebbe invece contribuire ad alleggerire.
Il comunicato RFI: https://www.rfi.it/it/news-e-media/comunicati-stampa-e-news/2026/1/3/rfi—linea-tirrenica-genova—pisa—roma–lavori-di-potenziame.html
Comitato Pendolari Costa Tirrenica
PER ISCRIVERSI AL COMITATO PREMERE SUL LINK:
https://chat.whatsapp.com/G6GsGhRVHHRJrJAgNvrmSH
ALLEGATO A – I BUS SOPPRESSI DAL 1° APRILE E LE CONSEGUENZE SULLA CONTINUITÀ DEL SERVIZIO
Dal 1° aprile l’offerta dei bus sostitutivi sulla relazione Grosseto–Civitavecchia è stata ridotta. Restano attivi solo alcuni collegamenti, mentre altri bus che avrebbero potuto garantire una maggiore continuità sono stati cancellati.
In particolare, risultano cancellati:
FI001 Grosseto 9.45 – Civitavecchia 12.20;
FI006 Civitavecchia 13.20 – Grosseto 15.55;
FI008 Civitavecchia 13.20 – Grosseto 15.00.
Restano invece:
FI003 Orbetello 9.50 – Civitavecchia 11.40, nei giorni lavorativi dal lunedì al venerdì, con fermate a Capalbio, Montalto di Castro e Tarquinia;
FI004 Capalbio 13.12 – Grosseto 14.18, nei giorni lavorativi dal lunedì al venerdì, con fermate a Orbetello e Albinia.
Questa rimodulazione produce conseguenze concrete. Al mattino, chi arriva a Grosseto con il R 19409 Pisa Centrale–Grosseto non trova più il bus FI001 Grosseto–Civitavecchia, cancellato dal 1° aprile: la prosecuzione verso Orbetello, Capalbio, Civitavecchia e Roma non è quindi garantita in modo lineare.
Nella fascia opposta, chi parte da Roma con il R 12642 Roma Termini–Civitavecchia, che arriva a Civitavecchia alle 13.25, non trova una prosecuzione bus verso Grosseto, perché i bus FI006 e FI008 da Civitavecchia sono stati cancellati. Il bus ancora attivo, il FI004, parte da Capalbio alle 13.12: quindi non può essere considerato una prosecuzione utile per chi arriva da Roma o da Civitavecchia.
Inoltre l’avviso Trenitalia/RFI precisa che l’orario dei bus può variare in funzione del traffico stradale e che sui bus non è ammesso il trasporto di biciclette, mezzi di micromobilità elettrica e animali di grossa taglia, salvo il cane da assistenza. Anche per questo il bus non può essere considerato equivalente al treno.
Comitato Pendolari Costa Tirrenica