
Campiglia Marittima – In un recente incontro cruciale tra i Comuni della Val di Cornia, si è manifestata una divisione significativa riguardo alla ripartizione dei contributi per la gestione della società Parchi Val di Cornia. Il Comune di Campiglia Marittima, insieme a Sassetta, si è opposto fermamente ai nuovi criteri di distribuzione, contrariando la maggioranza costituita da Comuni come Piombino, San Vincenzo e Suvereto.
Al centro del dibattito vi è la decisione di modificare un sistema consolidato da oltre due decenni. Il sindaco di Campiglia Marittima, Alberta Ticciati, ha sottolineato che i nuovi criteri rappresentano una rottura rispetto al principio di solidarietà stabilito nella Convenzione del 2002. Fino ad ora, i proventi dei parchi erano stati destinati a sostenere l’intera gestione del sistema, mentre i Comuni contribuivano in base alla popolazione. La nuova formula, che entrerà in vigore già nel 2024, prevede invece un drastico aumento del contributo di Campiglia, da 131.000 a 360.000 euro nel 2025.
Il sindaco Ticciati ha evidenziato come il precedente modello abbia garantito la sostenibilità finanziaria della società fin dal 2007, elevandola a esempio virtuoso a livello nazionale ed europeo. Tuttavia, il recente cambiamento dei criteri di ripartizione comporta che i contribuiti siano legati alla gestione dei parchi situati nei territori comunali. Questa nuova impostazione riduce significativamente l’onere economico per Comuni come Piombino e San Vincenzo, mentre lo aumenta per Campiglia.
La decisione di alcuni Comuni di trattenere direttamente gli introiti derivanti dei parchi, compresi i ricavi provenienti dai parcheggi della Sterpaia e di Baratti, ha portato a un incremento del fabbisogno complessivo della società Parchi, stimato a 1.197.000 euro per il 2025. Questo cambiamento ha suscitato il disappunto del sindaco Ticciati, che ha accusato i Comuni favorevoli alla redistribuzione di abbandonare i principi di cooperazione intercomunale e di rischiare l’integrità di un sistema che tutela un patrimonio culturale e naturale di inestimabile valore.
L’impatto delle nuove disposizioni potrebbe avere ripercussioni significative, non solo sul parco archeominerario di San Silvestro ma sull’intero ecosistema dei parchi della Val di Cornia, il cui valore è essenziale per la comunità e l’economia locali.