7 Agosto 2026, 12:55

AREZZO ACCOGLIE LA TESTIMONIANZA DEL CARDINALE PIERBATTISTA PIZZABALLA

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Mons. Pizzaballa durante il suo intervento

Arezzo – Quasi mille persone hanno partecipato nella Basilica di San Francesco all’incontro “Giustizia e pace in Terra Santa”, promosso dalla Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro insieme a Rondine Cittadella della Pace e alla Caritas diocesana di Arezzo. Un pomeriggio di dialogo, alla vigilia della festa della Madonna del Conforto, con lo sguardo rivolto a una regione segnata da una spirale di violenza che rende sempre più complesso parlare di ricostruzione, fiducia e futuro.

L’evento, accolto con grande partecipazione dalla città di Arezzo, di rilievo ecclesiale, culturale e civile, è stato pensato per offrire strumenti di comprensione sull’attuale situazione in Terra Santa, sulla condizione delle comunità cristiane e sulle possibili vie per una pace autentica, fondata sulla giustizia, sul dialogo e sulla ricostruzione delle relazioni di fiducia.

San Francesco gremita: i saluti iniziali e l’apertura del vescovo

Dopo i saluti del parroco, padre Francesco Bartolucci Ofm Conv, e di Carlotta Paola Brovadan, direttrice della Direzione Regionale dei Musei Nazionali della Toscana, l’incontro è stato aperto da mons. Andrea Migliavacca, vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro:

“Sono molto grato al cardinale Pierbattista Pizzaballa per aver accettato l’invito a venire in diocesi in occasione della festa della Madonna del Conforto – ha detto – per pregarla e chiedere la sua intercessione per il dono della pace in tutto il mondo, a Gerusalemme e in Terra Santa. Questa chiesa gremita è come un grande abbraccio che vorremmo raggiungesse tutte le persone che soffrono per la guerra in tante parti del mondo, a Gaza, fino ad arrivare ai bambini. Il mio grazie va anche a mons. Pagniello, per la riflessione che ci propone sul tema della carità legato a un orizzonte di pace. Un grazie anche a Rondine e ai ragazzi che ci studiano, la loro presenza ci porta il respiro di tutto il mondo, l’anelito di pace che vogliamo condividere con tutto il mondo. Rondine è della nostra diocesi, un segno e un patrimonio. Oggi siamo davvero in tanti ed è molto bello ricordare le parole di don Tonino Bello: ‘In piedi costruttori di pace’”.

Caritas: la pace come formazione e responsabilità sociale

Pizzaballa, duomo, arezzo, pace, palestinaGli ha fatto eco don Fabrizio Vantini, direttore della Caritas diocesana:

“Siamo onorati di poter ospitare il direttore di Caritas Italiana don Marco Pagniello che ci illustrerà un aspetto sul quale si riflette troppo poco: la dimensione educativa della pace, che è fondamentale per una società più fraterna. Le guerre sono grandi macchine di distruzione e povertà, per questo la nostra missione di Caritas è anche quella di collaborare per costruire la pace. Abbiamo un gran bisogno di formazione, formarsi alla pace e questa è un’occasione per maturare e incamminarsi per diventare costruttori di pace”.

Rondine: spezzare le catene dell’odio e il “passo possibile” verso l’altro

“È una grande emozione vedersi in così tanti e vedere tutti questi giovani – ha detto Franco Vaccari, presidente e fondatore di Rondine Cittadella della Pace -. A Rondine, i giovani con coraggio cercano di spezzare le catene dell’odio e di percorrere il passo possibile verso la pace, verso l’altro, quello che comunemente viene definito ‘nemico’. Un cammino che la cultura dominante bolla come insignificante. La nostra e vostra presenza qui oggi testimonia che tutti noi abbiamo il potere di poter fare qualcosa, seppur piccolo, per evitare quella che troppo spesso viene descritta come l’ineluttabilità della guerra”.

“Pace ostinata”: l’intervento di don Marco Pagniello

pizzaballa, palestina, arezzo, diocesi, La serata, moderata dal giornalista di Avvenire Giacomo Gambassi, ha visto intervenire don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana, sul tema “La ‘pace ostinata’. Educarsi alla pace, affermare la fraternità”.

Nel suo intervento, ha spiegato come “la guerra non è mai giusta”, ma la vera domanda è piuttosto chiedersi come costruire la pace. “Le armi non solo non si devono vendere, ma nemmeno costruire”, la remissione dei debiti dei Paesi più poveri è “solo un acconto” di quanto noi ricchi dobbiamo loro e la nonviolenza attiva è una prassi cristiana da riscoprire.

Poi il monito: “Se non abbiamo la forza di dire tutto questo, saremmo solo lucignoli e non dei ceri pasquali”. In sostanza, “se vuoi la pace, prepara la pace”, che “non è solo assenza di guerra” e, parafrasando Papa Leone XIV, prevede di superare la “globalizzazione dell’impotenza” e lo si può fare educando con la pedagogia dei fatti attraverso l’educazione alla nonviolenza, a partire da ogni diocesi.

Mons. Pizzaballa: “la prima vittima è la fiducia”

Culmine dell’incontro è stato il dialogo con il cardinale Pizzaballa che ad Arezzo ha evidenziato come:

“Parlare di pace in Terra Santa oggi non ha molto senso. La pace ha bisogno di condizioni, contesto, di una volontà, di una politica che non c’è, ma anche di un’opinione pubblica. La pace ha bisogno di fiducia e in guerra, specie quella in Terra Santa, la prima vittima è la fiducia. Anche quando la guerra sarà terminata, non si tornerà alla situazione precedente e non sappiamo cosa ci sarà dopo. Questa fase richiederà molte risorse spirituali, prima che politiche”.

Quindi c’è da essere pessimisti? “La situazione a breve e medio termine non è destinata a cambiare molto – ha detto il cardinale -. Non saranno Abu Mazen o Benjamin Netanyahu a costruire la pace, servono nuove figure capaci di portare nuove visioni. Inutile farsi illusioni di chissà quali cambiamenti. La congiuntura locale e internazionale non va verso un’alba di pace. Questo non è il tempo dei grandi gesti, ma quello del preparare, tenere vicine le persone che vogliono la pace, perché un giorno ci sarà bisogno di loro per ricostruire. Non abbiamo armi, ma l’unica cosa che abbiamo sono le parole.

Questa guerra, soprattutto in questa, il linguaggio non è stato secondario, abbiamo sentito evocare a più riprese parole terribili come apartheid, genocidio… un linguaggio violento porta violenza, possono toglierci tutto, ma non le parole. Ora dobbiamo usare un linguaggio dignitoso che non chiuda, non crei barriere, ma apra orizzonti. Educare alla pace è necessario, il desiderio di pace, deve diventare cultura. Superando la tentazione dell’esito e tenendo vivo il desiderio”.

Rinnovato il gemellaggio con il Patriarcato Latino di Gerusalemme

pizzaballa, palestina, arezzo, diocesi, Il momento più solenne dell’incontro è stato verso le conclusioni, con la firma dell’Atto di conferma del Gemellaggio fra la diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro e il Patriarcato latino di Gerusalemme a cui si è aggiunta Rondine Cittadella della Pace.

Un gemellaggio siglato il 25 settembre 2010 dall’arcivescovo Riccardo Fontana, che l’aveva voluto, e dall’allora patriarca Fouad Twal. L’intesa si proponeva di “condividere con i cristiani di Terra Santa le loro preoccupazioni e il desiderio di ottenere giustizia e di vivere in pace senza essere costretti ad abbandonare quella eletta regione”. Quell’accordo è stato rinnovato, stabilendo in particolare di “stringere un legame di fraternità e di gemellaggio con la parrocchia cristiana dell’Annunciazione di Beit Jala”.

Arezzo: un assegno da 30.000 euro e i “Petali di pace” dei bambini

Al cardinale Pizzaballa è stato poi consegnato dal vescovo Andrea Migliavacca un assegno con la raccolta effettuata nella diocesi per un importo di 30.000 euro: “Il gemellaggio chiede anche gesti concreti e vuole esprimere due significati: fraternità e necessità di aiuto reciproco tra chiese sorelle”, ha detto.

Ultimo atto dell’evento ha visto come protagonisti i bambini delle scuole che hanno preso parte al progetto “Petali di pace per la Terra Santa”. La basilica era stata infatti ornata di fiori realizzati dai ragazzi delle scuole e del catechismo grazie all’iniziativa promossa dalla diocesi con il Gruppo Pax Christi di Arezzo. Il messaggio è un invito alla convivialità delle differenze: i petali rimandano alle differenze; le radici invece affondano nell’unica terra. Ai fiori i ragazzi hanno affidato le loro parole di pace, amicizia e vicinanza, messaggi poi consegnati al cardinale Pizzaballa affinché giungano ai bambini e ai giovani della Terra Santa.

La visita a Rondine e le collaborazioni istituzionali

L’incontro è stato preceduto al mattino da una visita privata del Patriarca a Rondine Cittadella della Pace, durante la quale il cardinale, accompagnato dal vescovo Andrea Migliavacca e Franco Vaccari, ha conosciuto da vicino l’esperienza della Cittadella e incontrato i giovani provenienti da popoli in conflitto che scelgono di convivere insieme, trasformando il dolore vissuto in un cammino di riconciliazione e di pace.

“Giustizia e pace in Terra Santa” è stato realizzato con la collaborazione della Direzione regionale dei Musei nazionali della Toscana e dei Frati Minori Conventuali di Arezzo e con il patrocinio del Comune di Arezzo e della Camera di Commercio Arezzo-Siena.

Per ulteriori informazioni: www.diocesi.arezzo.it

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