
Piombino (LI) – La fase autorizzativa e post-autorizzativa del rigassificatore presente dentro il porto della città toscana, dal 2022 al 2025, è documentata in modo ampio nella pagina regionale dedicata al Commissario di governo. Si può dire lo stesso per gli atti del rinnovo di quell’impianto nel 2026? Vediamolo insieme.
Sulla pagina del Commissario regionale sono raccolti norme statali, ordinanze commissariali, istanza Snam, documentazione progettuale, avvisi al pubblico, osservazioni, controdeduzioni, conferenze dei servizi, pareri, contributi degli enti e documenti post-autorizzazione.
Non si tratta di una pagina puramente informativa.
È, di fatto, il fascicolo pubblico della fase originaria: dall’avvio del procedimento unico nel luglio 2022 al rilascio dell’autorizzazione unica con ordinanza commissariale n. 140 del 25 ottobre 2022, fino agli atti successivi del 2023 e del 2025.
Proprio per questo, oggi quella stessa pagina apre una domanda giornalistica rilevante.
Se la fase 2022-2025 è ricostruibile attraverso un fascicolo pubblico così esteso, dove si trova il fascicolo unitario della fase 2026, cioè quella aperta dalla richiesta Snam di proroga dell’Autorizzazione unica e dalla norma nazionale che consente la prosecuzione dell’esercizio degli impianti di rigassificazione oltre la scadenza originaria?
Rigassificatore: La questione non è formale.
La permanenza dell’Italis LNG, ex Golar Tundra, nel porto di Piombino oltre il triennio originario non riguarda una pratica marginale. Riguarda il passaggio da una presenza presentata come temporanea ed emergenziale a una prosecuzione che incide direttamente sul porto, sulla sicurezza, sulle compensazioni, sulla pianificazione industriale e sul rapporto tra la città e le istituzioni.
Dopo le verifiche aggiornate, il punto deve essere formulato con precisione: non è corretto dire che nel 2026 non esista alcun atto pubblico. Sul portale ministeriale VIA-VAS/AIA risulta infatti una procedura di Riesame AIA relativa a “SNAM ITALIA TERMINALE FSRU DI PIOMBINO”, codice 8944/18595, con data di presentazione dell’istanza al MASE del 31 dicembre 2025, avvio del procedimento e consultazione pubblica il 20 gennaio 2026, termine per le osservazioni del pubblico il 19 febbraio 2026 e stato della procedura indicato come “Avvio procedimento”.
Ma proprio questo dato rafforza la domanda centrale: perché quel procedimento ministeriale non è richiamato in modo evidente nella pagina commissariale regionale? Dove si trova il fascicolo completo della nuova fase? E come si collegano tra loro l’istanza Snam, la proroga dell’Autorizzazione unica, il riesame AIA, gli eventuali pareri tecnici, il cronoprogramma di uscita dalla banchina e la partita delle compensazioni?
Il problema, oggi, non è l’assenza assoluta di atti. È la loro frammentazione.
LA PRIMA FASE AVEVA UN FASCICOLO PUBBLICO
La pagina regionale “Commissario di governo per il rigassificatore di Piombino” resta la fonte principale per ricostruire la fase originaria dell’opera.
Sono presenti il decreto-legge n. 50/2022, il decreto di nomina del Commissario, le ordinanze commissariali, l’istanza Snam del 29 giugno 2022, la nota Snam del 15 luglio 2022, la relazione tecnica, lo studio ambientale, la documentazione per l’autorizzazione unica, la concessione demaniale, il rapporto preliminare di sicurezza e la documentazione dei Vigili del Fuoco.
Sono inoltre pubblicati gli avvisi al pubblico, le osservazioni, le controdeduzioni Snam, i verbali delle conferenze dei servizi, i pareri degli enti e vari contributi tecnici.
Questo dimostra che la fase originaria aveva una tracciabilità documentale pubblica. Un cittadino, un consigliere comunale, un’associazione, un comitato o un giornalista potevano accedere a una grande quantità di atti e seguire il percorso amministrativo che portò all’autorizzazione.
La pagina contiene anche atti successivi all’autorizzazione originaria. Tra questi figurano le ordinanze del 2023 relative all’ottimizzazione progettuale dell’impianto di correzione dell’indice di Wobbe e, più di recente, l’ordinanza della Capitaneria di Porto di Livorno n. 185 del 29 ottobre 2025, indicata come “Regolamento FSRU ed. 2025”.
La stessa pagina risulta aggiornata almeno fino al 10 novembre 2025.Quindi non si tratta di una pagina abbandonata subito dopo il 2022. È stata aggiornata anche negli anni successivi.
Ed è proprio questo a rendere più evidente il problema: nella pagina commissariale non compare, almeno in modo immediatamente visibile, una sezione dedicata alla fase 2026 della proroga.
LA NOVITÀ DOCUMENTALE: IL FASCICOLO AIA MINISTERIALE
La verifica più importante riguarda il portale ministeriale VIA-VAS/AIA.
Sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica risulta una procedura intestata a “SNAM ITALIA TERMINALE FSRU DI PIOMBINO”. La procedura è classificata come “Riesame AIA”, codice 8944/18595, con riferimento al decreto ministeriale n. 145 del 3 maggio 2023.
Il portale indica la data del protocollo MASE di presentazione dell’istanza al 31 dicembre 2025, la comunicazione di avvio del procedimento al 20 gennaio 2026, l’avvio della consultazione pubblica al 20 gennaio 2026 e il termine per la presentazione delle osservazioni da parte del pubblico sulla domanda di AIA al 19 febbraio 2026.
Questo dato va trattato con precisione.
Non consente di dire che la fase 2026 sia totalmente priva di atti pubblici. Consente però di porre una domanda più solida: perché l’esistenza di un procedimento ministeriale di riesame AIA non è ricomposta, collegata o almeno richiamata nella pagina commissariale regionale che aveva raccolto gli atti della fase 2022-2025?
Se il fascicolo AIA è presso il MASE, la pagina commissariale dovrebbe almeno indicarlo. Se l’istanza di proroga dell’Autorizzazione unica segue un percorso distinto, dovrebbe essere indicato il luogo pubblico in cui consultarla. Se i pareri sono distribuiti tra più amministrazioni, dovrebbe essere disponibile una mappa documentale chiara.
Altrimenti la trasparenza resta frammentata: un pezzo al Ministero, un pezzo in Regione, un pezzo forse presso il Commissario, un pezzo presso altri enti, senza un indice pubblico unico della nuova fase.
LA RICHIESTA SNAM E LA NORMA NAZIONALE.
Nel gennaio 2026 è emersa pubblicamente la richiesta Snam di proroga dell’Autorizzazione unica per la permanenza del rigassificatore Italis LNG, ex Golar Tundra, nel porto di Piombino.
Secondo quanto riportato da ANSA, Snam ha presentato la richiesta alla fine del 2025 agli enti preposti e l’autorizzazione in vigore scade nel luglio 2026. Successivamente, sempre ANSA ha riportato le parole dell’amministratore delegato di Snam, Agostino Scornajenchi, secondo cui la richiesta di proroga prevede una proroga minima di due anni e mezzo, indicata come il tempo minimo necessario per l’eventuale spostamento della nave in una diversa collocazione.
Nel marzo 2026 è poi intervenuto il decreto-legge n. 32 dell’11 marzo 2026, successivamente convertito nella legge n. 71 dell’8 maggio 2026.
L’articolo 9, comma 5, del decreto dispone che, allo scopo di assicurare la continuità degli approvvigionamenti funzionali alla sicurezza energetica nazionale, gli impianti di rigassificazione di gas naturale liquefatto in esercizio sulla base di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio, in scadenza entro il 31 dicembre 2026 e per i quali, alla data del 30 giugno 2026, sia stata presentata istanza di rinnovo, proroga o nuova autorizzazione, anche in altro sito, continuano a operare sulla base dell’originaria autorizzazione e dei correlati atti di assenso, compresa l’Autorizzazione integrata ambientale, fino alla conclusione del procedimento.
Lo stesso comma prevede inoltre che, se sia prevista la realizzazione di opere per il mantenimento o l’esercizio degli impianti in altro sito, l’efficacia dell’autorizzazione originaria e degli atti correlati, compresa l’AIA, sia prorogata fino all’ultimazione delle opere, fermi restando gli adempimenti del DPR n. 151/2011 e del decreto legislativo n. 105/2015.
Questo passaggio è decisivo.
La norma nazionale consente una continuità operativa. Ma la continuità operativa non può trasformarsi, sul piano pubblico, in opacità documentale. Se l’impianto continua a funzionare sulla base di atti originari e atti collegati, il cittadino deve poter leggere quali atti sono stati attivati, quali procedimenti sono aperti, quali enti stanno valutando, quali condizioni sono state poste e quali scadenze sono previste.
GIANI È ANCORA IL RIFERIMENTO COMMISSARIALE?
La questione del ruolo del presidente Eugenio Giani resta centrale.
Nel gennaio 2026 Toscana Notizie ha riportato le parole di Giani sulla proroga, precisando che il presidente si esprimeva anche nella veste di commissario straordinario. In quella sede Giani affermava che Snam aveva presentato una proposta di proroga della concessione e che, prima di affrontare il futuro del rigassificatore, sarebbe stato opportuno fissare un incontro con Governo e Snam sugli impegni disattesi.
Nel marzo 2026, sempre Toscana Notizie, Giani ha assunto una posizione ancora più netta: se con il decreto è stata prolungata la vicenda autorizzativa del rigassificatore di Piombino, questa volta le dieci opere di compensazione per il territorio devono esserci, altrimenti non firma.
Il punto da chiarire non è soltanto politico. È giuridico-amministrativo.
Nella fase 2026 quali sono esattamente i poteri del Commissario? Quale atto dovrebbe essere firmato? Una proroga dell’Autorizzazione unica? Un nuovo provvedimento? Un atto di presa d’atto? Un’intesa? Un’autorizzazione collegata alla norma nazionale? E quali pareri devono essere acquisiti prima della firma?
Queste domande non possono restare affidate alle dichiarazioni. Devono trovare risposta negli atti.
COMPENSAZIONI: NON UN TEMA ACCESSORIO
Le compensazioni non sono un’aggiunta successiva comparsa nel dibattito pubblico del 2026. Erano parte del quadro politico-amministrativo originario.
Nel gennaio 2026 Giani ha ricordato che l’atto da lui emanato e firmato il 25 ottobre 2022 aveva come presupposto il memorandum approvato dalla Giunta regionale il giorno precedente. In quel memorandum erano previste dieci opere di mitigazione e compensazione.
Secondo quanto dichiarato da Giani, fino a quel momento se ne stavano realizzando, o erano state avviate, solo alcune: le bonifiche, con 88 milioni di euro, il primo lotto della strada 398 e la parziale realizzazione del punto legato alla zona logistica semplificata per le aree industriali.
La dichiarazione è rilevante: se su dieci opere se ne stanno realizzando appena alcune, la questione delle compensazioni non può essere archiviata come argomento laterale.
Se oggi si discute della permanenza dell’impianto oltre il termine originario, deve essere pubblicato anche uno stato di attuazione del memorandum. Non un comunicato, ma una tabella verificabile: opera per opera, soggetto responsabile, finanziamento previsto, finanziamento disponibile, stato procedurale, cronoprogramma, eventuali definanziamenti, eventuali modifiche, eventuali rinunce.
Senza questo quadro, il dibattito sulle compensazioni resta affidato alle dichiarazioni politiche.
IL CRONOPROGRAMMA DI USCITA DALLA BANCHINA
Nella pagina commissariale compaiono anche due ordinanze importanti: l’ordinanza n. 167 del 9 dicembre 2022 e l’ordinanza n. 18 del 17 marzo 2023. Entrambe riguardano la proroga del termine previsto dalla prescrizione n. 10 dell’ordinanza commissariale n. 140/2022.
Già nella fase originaria, quindi, il tema dei tempi successivi all’autorizzazione e della gestione della presenza della nave era presente.
Nel 2026 la domanda diventa inevitabile: a che punto è il progetto reale di trasferimento o uscita dalla banchina di Piombino?
Esiste un cronoprogramma aggiornato? È stato trasmesso agli enti? È stato valutato dal Commissario? È collegato alla richiesta di proroga? È stato pubblicato nel fascicolo ministeriale o in quello regionale? È stato condiviso con il Comune, con l’Autorità portuale, con la Capitaneria e con la Prefettura?
Se la norma nazionale consente la continuità operativa fino alla conclusione del procedimento o, in caso di altro sito, fino all’ultimazione delle opere necessarie, il cronoprogramma non è un dettaglio. È il cuore della vicenda.
Senza cronoprogramma pubblico, la proroga rischia di apparire come una permanenza dal termine incerto.
SICUREZZA, AIA, SEVESO, PIANO DI EMERGENZA
La presenza del fascicolo ministeriale di Riesame AIA apre un altro fronte.
Se il procedimento AIA è stato avviato, occorre capire quali documenti siano stati presentati, quali enti siano stati coinvolti, quali prescrizioni siano in discussione, quali aggiornamenti siano richiesti e quale rapporto esista tra il riesame ambientale e la proroga dell’Autorizzazione unica.
Ma la permanenza dell’impianto oltre il triennio originario non riguarda soltanto l’AIA.
Restano aperti anche i profili legati al rischio industriale, alla normativa Seveso III, al Piano di emergenza esterna, alla sicurezza portuale, alle interferenze con le attività del porto, alla pianificazione delle banchine e al futuro assetto industriale della città.
Va precisato un punto: per lo stabilimento “SNAM FSRU ITALIA S.r.l.” alla Banchina Est del porto di Piombino risulta pubblicato un Piano di emergenza esterna definitivo della Prefettura di Livorno, datato 14 aprile 2025.
Quindi non sarebbe corretto scrivere che il Piano di emergenza esterna non esiste.
La domanda corretta è diversa: quel piano è stato riesaminato o sarà riesaminato alla luce della permanenza oltre il triennio originario? È stato sperimentato? È stato aggiornato rispetto al nuovo orizzonte temporale? È coordinato con gli atti portuali più recenti, con il Regolamento FSRU 2025 e con le attività industriali presenti nell’area? È stato spiegato in modo chiaro alla popolazione?
Il decreto legislativo n. 105/2015 prevede che il Piano di emergenza esterna sia riesaminato, sperimentato e, se necessario, aggiornato dal Prefetto, previa consultazione della popolazione, a intervalli appropriati e comunque non superiori a tre anni.
La proroga della permanenza non rende automaticamente inadeguato il piano. Ma impone di verificare pubblicamente se il piano vigente sia coerente con il nuovo orizzonte temporale e con l’evoluzione del contesto portuale e industriale.
AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE: IL TEMA NON È SOLO POLITICO
La questione della pubblicazione degli atti non riguarda solo l’opportunità politica.
La sezione “Interventi straordinari e di emergenza” dell’Amministrazione trasparente della Regione Toscana richiama l’articolo 42 del decreto legislativo n. 33/2013, relativo agli obblighi di pubblicazione concernenti gli interventi straordinari e di emergenza che comportano deroghe alla legislazione vigente.
La stessa pagina rinvia ai commissariamenti straordinari, compreso il Commissario straordinario di governo per la realizzazione del rigassificatore di Piombino, e risulta aggiornata al 12 giugno 2026.
Questo elemento rafforza il punto giornalistico: se il rigassificatore è stato gestito come intervento straordinario, e se la fase 2026 riguarda la prosecuzione della permanenza oltre il termine originario, il tema della pubblicazione degli atti è essenziale.
Non basta dire che il procedimento esiste. Occorre capire dove sia pubblicato, quali atti siano accessibili e quali soggetti possano verificarli.
Trasparenza significa poter ricostruire la catena amministrativa: istanza, protocolli, pareri, valutazioni, eventuale atto finale, eventuali condizioni, eventuali compensazioni, eventuale cronoprogramma.
IL PROBLEMA DELLA FASE 2026: SERVE UN FASCICOLO PUBBLICO UNITARIO

La verifica aggiornata porta a una conclusione precisa.
Non si può dire che nel 2026 non esista alcun atto pubblico. Il fascicolo ministeriale sul Riesame AIA esiste. La richiesta Snam di proroga è stata riportata pubblicamente. La norma nazionale è stata approvata e convertita. Giani è intervenuto più volte sulla vicenda, anche richiamando il proprio ruolo commissariale. Il Piano di emergenza esterna esiste.
Il problema è un altro: la fase 2026 non appare ricostruibile, almeno allo stato delle pubblicazioni immediatamente disponibili, attraverso un fascicolo pubblico unitario paragonabile a quello della fase 2022-2025.
La pagina commissariale regionale contiene documenti post-autorizzazione fino al 2025, compreso il Regolamento FSRU ed. 2025. Il fascicolo AIA è sul portale ministeriale. L’istanza di proroga dell’Autorizzazione unica non risulta, nella pagina commissariale, pubblicata con la stessa evidenza dell’istanza originaria del 2022. Non risulta una sezione dedicata al cronoprogramma 2026. Non risulta una tabella pubblica sullo stato delle compensazioni. Non risulta un indice unico degli eventuali pareri aggiornati.
È questa frammentazione il punto politico e amministrativo.
Una vicenda di tale rilevanza non può essere ricostruita inseguendo pezzi sparsi tra comunicati, dichiarazioni, portali ministeriali, pagine regionali, atti prefettizi e notizie di stampa. Serve un fascicolo pubblico coordinato.
LE DOMANDE A CUI RISPONDERE ORA
Le domande operative sono precise.
- Dove è pubblicata l’istanza Snam di proroga dell’Autorizzazione unica?
- A quali enti è stata presentata?
- Con quale data e con quale protocollo?
- Qual è il rapporto tra l’istanza di proroga e il procedimento di Riesame AIA aperto sul portale ministeriale?
- Quali documenti sono stati depositati nel fascicolo AIA 8944/18595?
- Quali enti sono stati chiamati a esprimersi?
- Esistono nuovi pareri di MASE, Regione, Prefettura, Autorità di sistema portuale, Capitaneria di Porto, ARPAT, ISPRA, Vigili del Fuoco e Comitato tecnico regionale?
- È stato riesaminato o sarà riesaminato il Piano di emergenza esterna alla luce della permanenza oltre il triennio originario?
- È stato valutato il rapporto tra permanenza prolungata e normativa Seveso III?
- Qual è il cronoprogramma aggiornato per l’uscita dalla banchina di Piombino?
- Quali compensazioni del memorandum sono state realizzate?
- Quali sono finanziate?
- Quali sono ferme?
- Quali sono state ridimensionate o eliminate?
- Chi è responsabile dell’attuazione di ciascuna opera?
- La città può leggere tutto questo in un unico luogo pubblico oppure no?
COSA PUÒ FARE LA SOCIETÀ CIVILE

La società civile non è costretta a restare sul terreno delle dichiarazioni politiche. Può agire sul terreno documentale.
La prima azione è chiedere formalmente la pubblicazione di un fascicolo pubblico unitario della fase 2026. Regione Toscana, Commissario di governo, MASE, Comune di Piombino, Prefettura, Autorità di sistema portuale e Capitaneria devono essere messi di fronte a una richiesta semplice: indicare dove si trovano tutti gli atti della nuova fase e, se non esiste un indice unico, predisporlo.
La seconda azione è presentare richieste puntuali di accesso civico e accesso agli atti. Non richieste generiche su “tutto il rigassificatore”, ma domande precise: istanza Snam di proroga, protocolli, corrispondenza tra enti, atti del Commissario, fascicolo AIA, eventuali pareri tecnici, eventuali verbali, cronoprogramma di uscita dalla banchina, stato di attuazione del memorandum, eventuale riesame del Piano di emergenza esterna, atti relativi alla normativa Seveso e alla sicurezza portuale.
La terza azione è costruire una matrice pubblica degli impegni. Per ogni opera di compensazione promessa: fonte dell’impegno, soggetto responsabile, finanziamento previsto, finanziamento disponibile, stato di avanzamento, scadenze e criticità. Questo consentirebbe di uscire dalla genericità e verificare, punto per punto, che cosa è stato fatto e che cosa no.
La quarta azione è seguire il procedimento AIA. Il fascicolo ministeriale deve essere monitorato costantemente: documenti depositati, eventuali osservazioni, integrazioni, pareri e provvedimento finale. Se i termini procedimentali lo consentono, cittadini, associazioni e comitati possono presentare osservazioni tecniche, ambientali e sanitarie, preferibilmente fondate su atti e non solo su valutazioni politiche.
La quinta azione è chiedere ai consigli comunali e regionali di trasformare la questione in atti istituzionali: interrogazioni, mozioni, richieste di audizione, convocazioni delle commissioni competenti, richiesta di relazione pubblica del Commissario e degli enti tecnici.
La sesta azione è pubblicare tutto. Ogni richiesta inviata, ogni risposta ricevuta, ogni diniego, ogni silenzio e ogni documento acquisito dovrebbero essere resi consultabili in un archivio pubblico accessibile alla cittadinanza. La trasparenza non si chiede soltanto alle istituzioni: si pratica anche organizzando e rendendo leggibili gli atti ottenuti.
La fase 2026 del rigassificatore di Piombino non può essere trattata come una prosecuzione amministrativa invisibile. Se l’impianto resta, la città deve poter leggere le ragioni, gli atti, i pareri, le condizioni, le scadenze e gli impegni.
Il punto non è essere favorevoli o contrari al rigassificatore.
Il punto è più elementare: una decisione pubblica di questa portata deve essere verificabile.
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La pagina ufficiale del Commissario di governo è al seguente indirizzo:
https://www.regione.toscana.it/-/commissario-straordinario-rigassificatore-piombino