24 Gennaio 2026, 15:36

L’ACCORDO QUADRO FIRMATO AL MIMIT TORNERÀ A FAR “COLARE ACCIAIO” A PIOMBINO?

ferrari firma mimit accordo quadro
Un momento della firma al MIMIT

Roma – Il 10 luglio tutti esultano: Governo, Regione, sindacati, Metinvest e JSW sottoscrivono un Accordo Quadro occupazionale che promette di «ricollocare i 1.295 dipendenti dell’ex Lucchini» e di far scorrere la prima bobina (coil) “green” entro novembre 2028 (gonews.it, ANSA.it). Ma sotto le firme restano ancora irrisolti molti problemi: bonifiche a metà (45 % suoli, 4 % falda) (Greenreport), 120 milioni ancora da trovare per la nuova banchina (Shipping Italy), cassa integrazione prorogata fino al 2026 (ANSA.it) e un emendamento “salva‑garanzie” che a Roma discutono ma nessuno pubblica (Il Sole 24 ORE).

In quattro pagine l’Accordo Quadro sposta di due anni le assunzioni e di tre la piena produzione, ma non risolve i nodi strutturali che, da oltre dieci anni, condannano Piombino all’attesa.

I numeri: quelli messi “nero su bianco” e quelli che ancora mancano

Cosa c’è scritto davvero nell’accordo quadro?

  • Platea: 1 295 lavoratori (510 attivi, 785 in CIG a zero ore) – tabella Allegato A (ANSA.it).
  • Obiettivo 2028: 1 100 addetti in Metinvest, 500 in JSW – totale 1 600 posti (ANSA.it, Geagency).
  • Timeline: valutazione “occupabilità” entro 1 gennaio 2026; cantieri da gennaio 2026; prima bobina forno (coil) 1 novembre 2028; regime maggio 2029 – Allegato B (Gantt) firmato.
  • CIG: JSW proroga ammortizzatori per tutto il 2026 (ANSA.it).

Cosa invece non c’è non c’è

  • Garanzie bancarie: servono ipoteche su aree demaniali SIN, oggi vietate.
  • Finanziamento: sul tavolo manca ancora 1‑1,2 mld € di debito garantito.
  • Bonifica discarica “36 ettari”: 720 000 m³ di scorie da spostare (180‑200 mln €) (Il Tirreno).
  • Porto: dragaggi a –15 m e banchina da 120 mln ancora senza decreto CIPESS (Shipping Italy).

Quattro questioni di difficile soluzione

a) Bonifiche e discariche

Il SIN resta «45 % suoli bonificati, 4 % falda» (Greenreport). Senza rimuovere i cumuli abusivi della 36 ettari, il nuovo impianto non può posare le fondamenta (Il Tirreno).

b) Porto e logistica

L’Autorità portuale chiede 110‑120 mln per la nuova banchina siderurgica, dragaggi inclusi (Shipping Italy). Finché il CIPESS non stacca l’assegno, le navi cariche di DRI o rottame potranno attraccare solo in teoria.

c) Finanza e garanzie

Banche e BEI pretendono ipoteche sugli impianti e diritti di superficie trentacinquennali (meglio se quarantennali). Oggi la concessione demaniale dell’Accordo di Programma si ferma a 30 anni ; troppo corta per i lender.

d) Geopolitica & CBAM

Metinvest conta di spedire HBI dall’Ucraina, ma chiede a Bruxelles di posticipare il CBAM al 2029: senza rinvio, dal 2026 quel preridotto pagherebbe costi‑carbonio extra (ГМК, yieh.com). Ovviamente guerra permettendo, vista la situazione tutt’altro che ottimistica per l’Ucraina, la questione dazi e la svalutazione del dollaro USA.

Il controsenso occupazionale: Una fabbrica per vecchi?

Negli anni ’90 Lucchini occupava 8 000 persone più l’indotto su quei 931 ettari di territorio. Oggi la ricetta “green” riduce a 1 600 addetti diretti l’intero polo siderurgico (sempre che la robotica e l’automazione non abbassino ancora di più l’asticella occupazionale). Qualcuno se l’è mai fatta questa domanda?
Inoltre di questi, i giovani esterni all’azienda non hanno alcuna quota riservata: la priorità è ricollocare i 785 in CIG.
E così la “nuova acciaieria 4.0” rischia di nascere già vecchia, con un’età media oltre i 50 anni e competenze digitali da costruire ex novo in una società dell’informazione che vede già in vendita i primi computer quantici.

Il ruolo (fragile) del Commissario straordinario

Il Presidente Giani è Commissario dal 2020, prorogato al 31‑12‑2025 per sbloccare dragaggi, 398 e bonifiche . Ma i cantieri veri iniziano nel 2026: servirà un’altra proroga o un nuovo commissario, altrimenti la “corsia preferenziale” si chiude sul più bello facendo slittare ancora di più i tempi di questo progetto.

Urge chiarezza da parte della politica e dei sindacati

Se politica e sindacati hanno realmente come priorità la ripartenza siderurgica della città ( ma a che prezzo, e l’abbiamo già affrontato in un precedente articolo), e non garantire solo altro “metadone sociale” ai dipendenti dello stabilimento, ma a danno della città, devono nel più breve tempo possibile dare risposte concrete a questi punti:

  1. Pubblicazione integrale dell’Accordo di Programma firmato: allegati, planimetrie, penali.
  2. Decreto CIPESS sui 120‑157 mln per porto e dragaggi.
  3. Variante Invitalia per la discarica 36 ettari, con copertura finanziaria certa.
  4. Testo finale dell’emendamento “garanzie” al decreto ex Ilva, con durata concessioni > 35 anni.
  5. Piano giovani: almeno 20 % dei nuovi assunti under‑35 del territorio, con formazione mirata e incentivi.

Senza questi cinque pilastri, il cronoprogramma che promette la prima produzione di Coils a novembre 2028 resterà un bel grafico Gantt in calce a un PDF firmato e riposto nel cassetto.

Tabella riassuntiva

Indicatore chiave Situazione storica (Lucchini) Accordo Quadro 10 luglio 2025 Condizione ancora da sbloccare
Occupati diretti ~8 000 (anni ’90) 1 600 (1 100 Metinvest + 500 JSW) Garanzie assunzioni giovani & appalti
Lavoratori in CIG 0 (allora) 1 310 prorogati fino 07/01/2026 (ANSA.it) Risorse INPS e piani formativi
Bonifica suoli SIN 0 % al 2000 45 % completata, 4 % falda (Greenreport) Variante 36 ettari da finanziare
Porto: fondale operativo –15 m (altoforno) –12 m oggi Dragaggi –15 m, banchina 120 mln (Shipping Italy)
Concessione aree demaniali Proprietà Lucchini 30 anni max (Accordo 937/25) Emendamento diritti di superficie & ipoteche
Avvio cantieri n/a Gennaio 2026 ( vedi il diagramma Gantt) VIA & finanziamento bancabile
Prima bobina n/a Novembre 2028 Tutti i punti sopra

Piombino da troppo tempo vive solo di firme e “Svolte epocali”

Il nuovo foglio firmato al MIMIT è un passo avanti di trasparenza, ma Piombino non vive di sole firme: vive di bonifiche, dragaggi, investimenti veri e lavoro vero. Finché questi cinque punti restano sospesi, la “rinascita green” (sempre che di vero green si parli) resta – appunto – solo uno slogan da campagna elettorale. E siccome ad ottobre ci sono le regionali, noi continueremo a misurare, giorno per giorno, la distanza tra inchiostro e acciaio.

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