18 Agosto 2026, 01:01

PAZZAGLI: IL NUOVO PARCO FOTOVOLTAICO OCCUPA TERRENO AGRICOLO DI PREGIO

Val di Cornia (LI) – Scadono domani i termini per presentare le osservazioni al parco fotovoltaico nei pressi dell’Oasi Orti-Bottagone del WWF Alturetta-Paduletto – 54-56 ha, 32 MW. Il progetto “Piombino” presentato da Orta Energy 14 Srl è in istruttoria VIA nazionale; il Ministero indica il 20 giugno 2025 come termine ultimo per le osservazioni (va.mite.gov.it). Il comitato Terre di Val di Cornia invita però a inviare i contributi entro il 18 giugno tramite un modulo semplificato sul proprio sito (terredivaldicornia.it).

Come può il cittadino partecipare al procedimento:

Cosa fare Dove Scadenza
Invio osservazioni personalizzate (PEC o portale) Portale VIA MASE, pratica ID 10612 – Orta Energy 14 20/06/2025 (va.mite.gov.it)
Modulo semplificato online (senza PEC) terredivaldicornia.it/osservazioni-al-ministero consigliato entro 18/06/2025 (terredivaldicornia.it)

Anche aziende agricole, agriturismi e associazioni di categoria possono presentare note tecniche su paesaggio, biodiversità, economia turistica e continuità agricola.

Riportiamo qui sotto l’osservazione inviata dal Professor Rossano Pazzagli: 

Il professor Rossano Pazzagli

«Innanzitutto si fa notare che a poca distanza dall’area di progetto, la società spagnola Solar Sette Energy sta costruendo ad oggi il più grande impianto agrivoltaico della Toscana in zona Bocca di Cornia (66 ettari), questo di Orta Energy sarebbe un altro mega progetto che darebbe il colpo di grazia alle campagne lungo la costa tirrenica, andando ad occupare un territorio agricolo di pregio, insidiando le sottostanti falde idrica che fornisco acqua all’intera Val di Cornia e all’Isola d’Elba, alterando irrimediabilmente gli ultimi brano di paesaggio agrario finora preservati tra il parco costiero della Sterpaia e l’Oasi WWF di Orti Bottagone. Siamo in presenza di una vera e propria, esagerata, industrializzazione dei campi.
L’impianto produrrebbe consumo di suolo agricolo e danneggerebbe il paesaggio, entrambi risorse essenziali di un territorio come la Val di Cornia che dopo la grave crisi che ha investito il polo industriale siderurgico di Piombino ha intrapreso, fin dagli anni ’90, un processo di diversificazione economica e produttiva orientato sull’agricoltura, il turismo e i beni ambientali e culturali, riflesso anche negli strumenti urbanistici e programmatori dei Comuni dell’area. Sulla base di questi si è addivenuti, tra l’altro, alla realizzazione di un sistema di parchi ambientali e culturali che circondano l’area di progetto, in particolare il Parco costiero della Sterpaia, che fronteggia verso il mare l’area di progetto, e il Parco naturale di Montioni, che inizia alle spalle dell’area di progetto, mentre nel limitrofo comune di Campiglia è operante il Parco archeo-minerario di San Silvestro, tutti attrattori di flussi turistici che beneficiano del paesaggio circostante.

L’alterazione del paesaggio costituirebbe, dunque, un grave impatto sulla dimensione turistica, non solo della pianura dove sono presenti numerosi agriturismi, ma anche delle circostanti colline e centri storici, dove oltre a molte attività ricettive sono operanti itinerari turistici consolidati dai quali sarà visibile l’enorme distesa di pannelli.
Il danno primario per l’agricoltura, tramite l’evidente consumo di suolo fertile e l’alterazione delle condizioni del terreno, colpirebbe le produzioni di qualità dell’area, dagli ortaggi alla cerealicoltura, dalla viticoltura all’olivicoltura (presenza di marchi DOC e di itinerari eno-gastronomici) e interromperebbe un percorso di rafforzamento del settore che negli anni Duemila ha visto crescere in quest’area la cooperazione agricola e lo sviluppo di filiere produttive di grande valore qualitativo e occupazionale.

Per tutto questo si è costituito un Comitato, denominato Terre di Val di Cornia e formato da aziende agricole, giovani agricoltori, cooperative agricole (tra cui la più importante cooperativa agricola Terre dell’Etruria, una delle più grandi della Toscana) e altri soggetti del territorio.

Per questo anche i Comuni interessati hanno espresso a più riprese in posizioni pubbliche e in atti ufficiali la loro contrarietà allo sfruttamento del suolo per impianti fotovoltaici e agrivoltaici. Lo stesso hanno fatto importanti associazioni territoriali, come l’Ente Valorizzazione Pro Loco di Suvereto, l’ARCI e l’Associazione Assemblea Popolare Suvereto. Sembra evidente, in conclusione, che per motivi economici, ambientali e sociali il territorio nel suo insieme è fermamente contrario e non vuole questo impianto».

Rossano Pazzagli

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Torna in alto

iscriviti per ulteriori aggiornamenti

Hai qualche domanda? Contattaci