11 Aprile 2026, 09:14

VAL DI CORNIA: IL “GREEN” CHE STA DIVORANDO LA CAMPAGNA. 120 ETTARI DI PANNELLI ALLA STERPAIA?

assalto all’oasi del WWF?

Piombino (LI) – Fra Bocca di Cornia e Alturetta-Paduletto due cantieri fotovoltaici maxi-taglia rischiano di chiudere il corridoio verde fra il Parco costiero della Sterpaia e l’Oasi WWF Orti-Bottagone. Cittadini e imprese possono ancora depositare osservazioni fino al 20 giugno.

Due progetti colossali in fila indiana

  • Bocca di Cornia – 66 ha, 55,8 MW. Il cantiere gestito dalla controllata italiana del gruppo spagnolo Solarig (società veicolo Solar Energy Sette Srl) procede da marzo con tracker già infissi sul terreno (camacoes.it).
  • Alturetta-Paduletto – 54-56 ha, 32 MW. Il progetto “Piombino” presentato da Orta Energy 14 Srl è in istruttoria VIA nazionale; il Ministero indica il 20 giugno 2025 come termine ultimo per le osservazioni (va.mite.gov.it). Il comitato Terre di Val di Cornia invita però a inviare i contributi entro il 18 giugno tramite un modulo semplificato sul proprio sito (terredivaldicornia.it).

Se i due impianti verranno realizzati integralmente, oltre 120 ettari di suolo agricolo costiero passeranno in regime industriale nel giro di pochi mesi.

Un corridoio ecologico a rischio
Secondo la documentazione di progetto, l’area Alturetta-Paduletto dista circa 2 km dall’Oasi WWF Orti-Bottagone, sito ZPS/ZSC e Ramsar; a ovest, la fascia dunale e le pinete del Parco costiero della Sterpaia si trovano a poco più di 1,8 km in linea d’aria (va.mite.gov.it, parchivaldicornia.it). La concentrazione di strutture metalliche alte fino a 3 m potrebbe creare un “effetto barriera” per l’avifauna migratrice che già oggi utilizza la piana fluviale del Cornia come rotta di sosta – timore espresso, fra gli altri, da associazioni naturalistiche locali (dati non ancora valutati nel procedimento VIA, quindi da considerare come osservazioni preliminari).

L’“agrivoltaico” che convince poco
I fascicoli disponibili descrivono filari di tracker distanziati 5-6 m e pannelli sollevati da terra 1,5-2 m. In assenza di un piano agronomico vincolante – al momento non pubblicato per Alturetta – la nuova agricoltura di sottopannello resta sulla carta. Gli stessi consulenti di Solarig stimano che solo una quota ridotta delle superfici resterà realmente coltivabile (iltirreno.it).

Società “matrioska” e ondata di SPV
Dalle visure camerali risulterebbe l’esistenza di almeno una trentina di società chiamate “Orta Energy 1… 31 Srl”, tutte domiciliate allo stesso indirizzo milanese e attive nel codice ATECO 35.11 (produzione di energia elettrica) (icribis.com, dnb.com). Non è illegale, ma sembra che la frammentazione in Special Purpose Vehicles consenta di rimanere sotto soglie autorizzative più severe e di distribuire il rischio finanziario su più partite IVA.

Boom di richieste, ma la rete di Terna è ormai satura
Terna riporta 348-350 GW di domande di connessione rinnovabili al 31 dicembre 2024: quasi cinque volte il target nazionale al 2030 (70-80 GW) (terna.it, energiaitalia.news).

Il paradosso: mentre la pipeline nazionale tracima, in Val di Cornia si consumano terreni fertili invece di puntare sulle coperture industriali del porto di Piombino, e delle altre aree artigianali piene di capannoni, stimate informalmente in oltre 600.000 m² dai comitati locali.

Come può il cittadino partecipare al procedimento:

Cosa fare Dove Scadenza
Invio osservazioni personalizzate (PEC o portale) Portale VIA MASE, pratica ID 10612 – Orta Energy 14 20/06/2025 (va.mite.gov.it)
Modulo semplificato online (senza PEC) terredivaldicornia.it/osservazioni-al-ministero consigliato entro 18/06/2025 (terredivaldicornia.it)

Anche aziende agricole, agriturismi e associazioni di categoria possono presentare note tecniche su paesaggio, biodiversità, economia turistica e continuità agricola.

Ma quali sarebbero oggi le scelte di buonsenso che il business “green” ovviamente non contempla?

  • Priorità a tetti, capannoni e parcheggi: la Regione Toscana può attivare una procedura “fast-track” sui siti già impermeabilizzati, oggi sottoutilizzati.
  • Piano delle Aree Idonee: finché non sarà approvato, comitati e amministrazioni chiedono una moratoria sui nuovi impianti a terra.
  • Piani agronomici obbligatori e monitorati: resa agricola annuale certificata da enti terzi, con decadenza della concessione se i campi restano incolti.

Il rischio è enorme e nessuno ne parla. La transizione energetica non deve diventare una scorciatoia per la reindustrializzazione della costa a colpi di speculazioni immobiliari in un territorio che vede già molte proposte industriali che vanno dalla discarica al rigassificatore, dall’inceneritore a Metinvest.

Se Solarig e Orta Energy vogliono davvero coniugare energia pulita e paesaggio, serve trasparenza: piani agronomici pubblici, compensazioni ecologiche e dialogo vero con il territorio. Senza queste garanzie, la Val di Cornia rischia di passare dalle bonifiche promesse alla cementificazione hi-tech di ettari preziosi, con vantaggi economici concentrati altrove e costi ambientali tutti in loco.

Corriere Etrusco continuerà a seguire la vicenda, dando voce sia alle imprese sia a chi difende la campagna che, finora, ha reso unico questo tratto di Toscana, ma la domanda è d’obbligo:
Cosa stanno facendo realmente le amministrazioni comunali per difendere il territorio di Piombino e della Val di Cornia?

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