12 Marzo 2026, 21:00

OSPEDALE DI PIOMBINO: TUTTA LA POLITICA D’ACCORDO SUL DEGRADO, MA NULLA CAMBIA

Piombino (LI) – Sembra una barzelletta, ma non fa affatto ridere. A Piombino, per una volta, tutti sono d’accordo: il sindaco Francesco Ferrari, Forza Italia e persino il Partito Democratico locale denunciano con toni duri il progressivo depotenziamento dell’ospedale Villamarina di Piombino. Una convergenza politica rarissima, soprattutto considerando che il PD è lo stesso partito che guida la Regione Toscana e la direzione strategica della sanità. Ma il paradosso è proprio questo: nonostante il consenso trasversale sulla gravità della situazione, non cambia nulla. Anzi, peggiora.

Da mesi – e in realtà da anni – si assiste a un lento svuotamento dell’ospedale piombinese. Il reparto di cardiologia è il caso più emblematico. A Cecina, infatti, sono arrivati investimenti significativi: un nuovo arco radiologico per elettrofisiologia da oltre 230.000 euro e ben sette nuovi cardiologi. A Piombino, invece, nulla. Il reparto sopravvive grazie alla disponibilità di medici a gettone, chiamati da fuori per coprire i turni. Una soluzione di emergenza che non può diventare la normalità.

Nel 2024, il servizio cardiologico h24 è stato dimezzato: oggi è attivo solo per 12 ore al giorno. Di notte, in caso di emergenza, il 118 è costretto a trasferire i pazienti verso Cecina o, in alcuni casi, addirittura a Grosseto. Una situazione definita da molti operatori sanitari come “un equilibrio su un filo”. Intanto, a Villamarina di Piombino non si vedono nuovi macchinari, non si parla di assunzioni, e tutto resta in sospeso.

Il sindaco Ferrari ha chiesto a più riprese un confronto ufficiale con l’assessore regionale alla Sanità e con la direzione dell’ASL Toscana Nord Ovest. Nessuna risposta. Anche la perdita del primario di Ortopedia è stata segnalata come un grave campanello d’allarme, ma nessuno ha dato seguito alle richieste di chiarimento.

In questo vuoto politico e istituzionale, persino il PD di Piombino si è detto preoccupato per la linea adottata dalla Regione. Le richieste del territorio sono semplici: una distribuzione equa delle risorse sanitarie, investimenti anche a Piombino e Portoferraio, non solo a Cecina e Livorno. Una visione strategica che metta sullo stesso piano tutta l’area vasta, senza creare territori di serie A e di serie B.

Ma la Regione sembra non ascoltare. A parlare, oggi, sono solo i comunicati stampa. Tanti, bipartisan, preoccupati e condivisibili. Ma privi di qualsiasi seguito concreto. È l’ennesima dimostrazione che senza volontà politica, anche il più ampio consenso locale diventa inutile. E Piombino continua ad aspettare risposte che – ad oggi – nessuno ha il coraggio di dare.

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Forza Italia:  per la ASL e la Regione Toscana Piombino non esiste

Leggiamo sulla stampa che per la cardiologia di Cecina, oltre all’acquisto di apparecchiature, si sta procedendo alla assunzione di 7 medici, mentre per la cardiologia di Piombino, così come per tutti gli altri riparti e servizi dell’ospedale Villamarina non si ha alcuna notizia di alcun progetto di miglioramento.
Appare dunque chiaro il perché, quando Giani è venuta a parlare con i sindaci delle Valli Etrusche, l’unico a non essere invitato è stato il Sindaco di Piombino Francesco Ferrari, perché Giani non avrebbe potuto rispondere a tutte le domande e i dubbi sul destino del nostro nasoconio.
Avrebbe dovuto rispondere quali sono gli investimenti che si intendano fare per Villamarina, a riguardo di quali assunzioni si intendono fare per poter garantire un livello di sanità accettabile, ma come al solito il presidente Giani e il partito democratico fuggono dal confronto limitandosi a apparizioni su palcoscenici amici, senza dare alcuna risposta a una popolazione che sembra essere stata dimenticata da chi governa la nostra Regione.
Come ho già detto aspettiamo ancora una risposta dall’assessore regionale alla sanità Benzini e dalla direttrice della ASL per quanto riguarda la convocazione, in audizione, nella terza commissione consigliare, per poter fare domande sui progetti e sul destino del nostro ospedale.
Tutto tace e siamo convinti che tutto continuerà a tacere.

Dr Mario Atzeni
Forza Italia Piombino

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PD: Piombino e l’Elba parenti “poveri” e relegati a un ruolo secondario

Riceviamo e pubblichiamo integralmente. 
La recente enfasi posta sul potenziamento esclusivo della Cardiologia a Cecina, emersa dall’intervista della Primaria Lara Frediani, suscita profonda preoccupazione tra i cittadini di Piombino e della Val di Cornia.

L’augurio è che si sia trattato di un problema di comunicazione perchè se non fosse così ci sarebbe da rimanere sgomenti.

Sebbene, infatti, ogni miglioramento del Sistema delle Valli Etrusche sia ben accolto, l’impressione è che dalle parole della primaria, ancora una volta, Piombino e l’Elba vengano trattati da parenti “poveri” e relegati a un ruolo secondario.

Dovrebbe sapere a maggior ragione la primaria Frediani, che ha vinto il concorso da primaria proprio per l’ospedale di Piombino e da lì ha acquisito anche la guida di Cecina, che dal 2019 dovremmo tutti essere capaci di ragionare come se non esistessero più un reparto di cardiologia di Cecina e uno di Piombino ma uno unico distribuito sui due presidi ospedalieri con specializzazioni diverse e complementari.

Come chiediamo da anni. Oggi pensiamo anche con l’aggiunta dell’Elba.

La cardiologia di Piombino è da sempre un punto di riferimento essenziale per un vasto bacino di utenza, è inaccettabile percepire oggi che il potenziamento, di strumentazione e di specialisti, si concentri unicamente su una parte dell’unità operativa, ignorando le esigenze e le potenzialità dell’altra componente, altrettanto vitale per il territorio.

E che si annunci un numero così importante di assunzioni (addirittura 7 nuovi medici) senza il minimo riferimento alla cardiologia di Piombino che si regge con lo scotch grazie alla generosità dei professionisti residenti e ad altri che accettano di prestare alcune ore a Villamarina per mantenere il reparto aperto 24 ore. Per non parlare dell’Elba dove la cardiologia sta diventando un miraggio con il servizio garantito solo 20 ore a settimana.

La dottoressa primaria è a capo di un’unità operativa complessa che include Cecina, Piombino e l’Elba e da lei, come dall’azienda, ci aspetteremmo una visione strategica che tenga conto di tutte le realtà, garantendo un equilibrio e un’equità nell’accesso alle cure.

Nelle proposte dell’ASL, che avevamo comunque giudicato insufficienti, si era parlato chiaramente almeno di un potenziamento dell’attività ambulatoriale a Piombino, con l’acquisto di un angiotac e lo sviluppo di programmi di follow-up per i pazienti. È fondamentale chiedersi a che punto siano queste iniziative perché ad oggi non ne risulta traccia e sembra quasi di intuire che anche il follow up si sposti su Cecina con “nuove apparecchiature”.

C’è poi il vero nodo: il rilancio dell’attività di chirurgia cardiologica e, in prospettiva, dell’attività di emodinamica a Piombino che è stato e resta un obiettivo prioritario per la nostra comunità e per un territorio vasto del quale deve entrare a far parte anche l’ospedale di Portoferraio che non può essere tenuto in considerazione solo per i numeri che porta agli altri presidi. Le dichiarazioni della primaria, che sottolineano l’operatività nella sala di emodinamica di Livorno, con l’intervento dei medici di Cecina per i pazienti intercettati nei propri ambulatori, suonano come una doccia fredda per le legittime aspirazioni di Piombino e per le proposte che nel tempo abbiamo avanzato come territorio.

È davvero incomprensibile come si possa ignorare la volontà e la necessità di rafforzare un servizio così cruciale in un ospedale che ha sempre avuto le competenze per portarlo avanti e che serve un bacino ampio e a grande distanza dagli ospedali di prima fascia. L’idea che i pazienti dell’Elba e di Piombino debbano dipendere esclusivamente da strutture esterne e da personale che non fa parte integrante del loro presidio ospedaliero, seppur con la stessa direzione, mina la fiducia nella possibilità di un vero sviluppo locale.

La Val di Cornia e l’Elba meritano una sanità di qualità e accessibile, con servizi specialistici potenziati su tutto il territorio e non solo in alcune aree privilegiate. Ci auguriamo che la primaria e l’intera direzione sanitaria vogliano riconsiderare l’attuale strategia, includendo Piombino e l’Elba in un piano di sviluppo paritario. La comunità è pronta a collaborare, ma esige chiarezza, impegni concreti e un’attenzione concreta e equa a tutte le componenti dell’unità operativa di Cardiologia, incluso l’acquisto immediato di un angiografo e la cruciale dotazione di personale che possa garantire ai nostri cittadini le cure e i servizi che meritano, nel rispetto della dignità e del diritto alla salute.

Simone De Rosas
PD Val di Cornia

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Ferrari: “Sanità, basta silenzi: vogliamo risposte su Piombino”

Il potenziamento dell’unità di Cardiologia dell’Ospedale di Cecina, annunciato oggi con l’ingresso di sette nuovi specialisti e l’incremento delle sedute di elettrofisiologia, rappresenta l’ennesimo segnale di un profondo squilibrio nell’allocazione delle risorse sanitarie nella nostra area vasta.
Mentre si investe in modo significativo su un presidio, altrove – a pochi chilometri di distanza – si consuma un silenzioso ma inesorabile indebolimento dei servizi essenziali, accettato se non addirittura voluto dalla regione Toscana e dall’azienda sanitaria.
A Piombino, infatti, il servizio di Cardiologia rischia concretamente di essere ridotto a una mera attività ambulatoriale. Un ridimensionamento drammatico, ancor più inaccettabile perché mai ufficialmente comunicato dall’Azienda USL Toscana Nord Ovest, e che avviene nel silenzio generale, senza confronto con le istituzioni locali e senza la minima considerazione per le ricadute sanitarie, sociali ed economiche sulla popolazione del nostro territorio.
Piombino non intende accettare in silenzio un progressivo smantellamento dei servizi ospedalieri di Villamarina, struttura che ogni giorno rischia di perdere funzioni e competenze strategiche. Oggi è imprescindibile e non più rinviabile che l’Azienda faccia chiarezza sull’organizzazione attuale e sulle prospettive future della Cardiologia nei nostri ospedali, a cominciare da Piombino e Portoferraio.
Il silenzio dell’Asl alimenta un timore diffuso: che la riduzione della Cardiologia sia solo il primo passo verso un più ampio processo di ulteriore depotenziamento, destinato a coinvolgere anche reparti chiave come Chirurgia e Ortopedia, dove già si registrano segnali preoccupanti in termini di organici, volumi di attività e capacità operativa. L’operatività dell’Ospedale di Piombino si regge oggi sull’impegno, la competenza e il senso di responsabilità del personale sanitario, la cui professionalità rappresenta un presidio essenziale per la tenuta del servizio pubblico.
Con senso di responsabilità istituzionale ma con altrettanta fermezza, chiediamo all’Azienda USL Toscana Nord Ovest, come ha fatto per Cecina, di essere trasparente e convocare urgentemente un tavolo di confronto pubblico risolutivo per restituire dignità alla programmazione sanitaria nel nostro territorio e per garantire un futuro concreto e sostenibile al nostro ospedale.

Francesco Ferrari
Sindaco di Piombino

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