8 Dicembre 2025, 17:44

EDITORIALE: NULLA RESTERA PIU’ COME PRIMA

L’EDITORIALE                                   di Giuseppe Trinchini trinchini

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EDITORIALE: NULLA RESTERA PIU’ COME PRIMA

Corriere Etrusco “numero 81” del 21 novembre 2014.

In attesa che il governo ci dica se l’offerta più appetibile per lo stabilimento piombinese è quella dell’algerina Cevital o quella dell’indiana Jindal , dovrebbe essere chiaro a tutti che chiunque sia l’acquirente dello stabilimento, nulla resterà come prima, e come disse “Khaled”, tristemente noto alle cronache, il passato è passato.

La fabbrica, per come l’abbiamo ricordata durante tutto il  novecento e fino a questa estate non esiste più, e lo spegnimento dell’altoforno è ormai definitivo. Con lui si sono fermate anche l’acciaieria e la cokeria e chissà se mai ripartiranno. Si è aperta quindi una nuova fase, inesplorata e piena di punti interrogativi che la perdurante crisi economica di sicuro non aiuta a chiarire.

L’indiano Jindal mira al porto e ai laminatoi, essendo un industriale siderurgico, e produrrà la materia prima nel suo paese per poi portarla a Piombino in nave e rivendere il prodotto finito in Europa.

Cevital ha uno dei suoi core businnes storici nell’industria alimentare e agricola e prevede, a lato degli impianti siderurgici, la costruzione di un complesso di produzione agro-industriale, che potrebbe avere positivi riflessi sia sull’occupazione che sullo sviluppo economico del territorio. Specie in caso di vittoria di Cevital di qui a tre anni potrebbe esserci quindi una buona richiesta di periti e agronomi, in un Comune come Piombino con la più ampia area agricola di tutta la provincia di Livorno, Cevital vorrà di sicuro monetizzare le eccellenze della Val di Cornia come i vini, l’olio e il carciofo violetto.

Nulla sarà più come prima. Non pensino i nostri amministratori di poter demandare ancora una volta alla fabbrica le scelte politiche di area. Per molto tempo la cassa integrazione e la crisi colpiranno questo territorio, e i prossimi due-tre anni saranno molto lunghi. La parola d’ordine sarà allora “diversificazione”. Ma affinché sia veramente realizzabile la politica deve assumersi le sua responsabilità ed essere molto, molto lungimirante. Cosa faranno i sedicenni di oggi fra tre anni quando alle soglie dei venti si affacceranno sul mondo del lavoro?  Piombino cosa sarà  in grado di offrirgli?

Giuseppe Trinchini

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