
Pisa – Referendum Giustizia: la Lega spiega le ragioni del SI’ in un incontro di alto profilo istituzionale quello organizzato dalla Lega a Pisa. Il Sottosegretario alla Giustizia, Senatore Andrea Ostellari, insieme al Prof. Avv. Sergio Menchini e all’Avv. Gino Mannocci, ha analizzato nel dettaglio i contenuti della riforma costituzionale. Presenti per un saluto l’Europarlamentare Susanna Ceccardi, il Senatore Manfredi Potenti, l’Assessore Giovanna Bonanno e il capogruppo Giovanni Pasqualino.
Referendum: separazione delle carriere e certezza del diritto al centro del dibattito.
La sfida lanciata dalla Lega da Pisa non è solo una battaglia di emendamenti, ma un assalto frontale a quel “sistema atavico” che per decenni ha zavorrato la giustizia italiana. Parlare di separazione delle carriere e sorteggio per il CSM significa, nei fatti, voler scardinare definitivamente il correntismo che ha trasformato i tribunali in terreni di spartizione politica, come emerso drammaticamente negli ultimi anni.
La democrazia non può più permettersi l’ambiguità tra chi accusa e chi giudica
Il messaggio uscito dalla conferenza è netto: la democrazia moderna non può più permettersi l’ambiguità tra chi accusa e chi giudica. Le grida di chi, dal fronte del “No”, paventa una “deriva autoritaria” sanno di stantio, di una difesa d’ufficio di privilegi ormai indifendibili. La riforma, che approderà al referendum confermativo del 22 e 23 marzo 2026, non mira a indebolire la magistratura, ma a restituirle quella terzietà prevista dallo spirito della Costituzione.
Se i cittadini sceglieranno il cambiamento, non lo faranno contro i magistrati, ma per salvarli da un sistema di potere interno che ne ha minato la credibilità. Con l’introduzione di due CSM distinti e dell’Alta Corte disciplinare, l’Italia ha l’occasione storica di allinearsi ai modelli europei più avanzati. È tempo che la legge torni a essere, nei fatti e non solo nelle aule, davvero uguale per tutti.