
Piombino (LI) – In attesa dell’incontro di Lunedì 23 gennaio al Mise per i chiarimenti sul piano industriale Aferpi tra governo e sindacati, è uscito oggi un articolo su “Il Sole 24H” che pone numerosi dubbi sul futuro della Ex Lucchini e mette sullo sfondo anche l’ipotesi da parte del Governo di revisione dell’aggiudicazione degli impianti agli algerini di Cevital.
Il commissario della ex Lucchini Piero Nardi ha recentemente ricordato che il mancato finanziamento del piano da parte degli azionisti è una motivazione inopponibile per dichiarare il «default dell’acquirente», sottolineando che «accertato il default, la Procedura Lucchini dovrà attivare le garanzie previste dal contratto», vale a dire «l’escussione del pegno sulle azioni o la clausola risolutiva espresso».
Ricordiamo che già a Novembre 2016, mentre a Piombino l’amministrazione comunale “sposava” il piano Cevital con la cittadinanza che protestava contro la “Variante Aferpi” che sacrificava SS398 e Quagliodromo, il commissario di Governo Nardi scriveva che «La mancanza di finanziamenti per il circolante potrebbe portare ad un sostanziale blocco dell’attività produttiva nei primi mesi del 2017 con necessità di verifica dell’impegno (ex art 63 comma 2 del DLgs 270/99 riportato nel contratto di compravendita) di “proseguire per almeno un biennio le attività imprenditoriali“. Infine – continuava Nardi – come richiesto dal Ministro, Aferpi deve presentare il piano definitivo (cosa che ancora oggi NON ha fatto, ndr.) anche tenuto conto dei sostanziali cambiamenti apportati nel corso degli ultimi 18 mesi motivati da Aferpi con ragioni di mercato […]».Il Sole 24H ha però omesso l’ultima parte dell’intervento di Nardi, su cosa potrebbe succedere accertato il default e che vogliamo ricordare oggi: «Accertato il default commentava a luglio 2016 Nardi – la Procedura Lucchini dovrà attivare le garanzie previste dal contratto […] avviando un processo che comporterà comunque problematiche sociali ed industriali di non facile soluzione». In tal caso, sarebbe interessante capire a chi rimarrà il cerino in mano di tutta questa vicenda, e chi dovrà pagare il conto, sia economico che politico, del potenziale default di buona parte dell’economia di tutta la Val di Cornia.Giuseppe Trinchini
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L’articolo originale del Sole 24 Ore può essere letto al seguente indirizzo:
http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2017-01-20/ex-lucchini-piombino-pressing-segreto-aferpi-e-rebrab-160114.shtml