È TORNATO ALLA CASA DEL PADRE PAPA FRANCESCO (1936 – 2025)

l’ultima apparizione pubblica il 20 aprile

Città del Vaticano, 21 aprile 2025 – È morto questa mattina Papa Francesco, nato Jorge Mario Bergoglio, all’età di 88 anni. Con lui si spegne una delle figure più carismatiche e rivoluzionarie del XXI secolo, il primo Pontefice gesuita, il primo proveniente dal continente americano e il primo a scegliere il nome di Francesco, in omaggio al santo di Assisi.

Eletto il 13 marzo 2013, dopo la storica rinuncia di Benedetto XVI, Papa Francesco ha immediatamente dato un’impronta nuova al ruolo di Vescovo di Roma. Al tradizionale “Habemus Papam” fece seguire un semplice saluto: “Fratelli e sorelle, buonasera”. Da quel momento, la sua cifra stilistica fu chiara: sobrietà, vicinanza al popolo, attenzione agli ultimi.

Le tappe di un pontificato epocale

  • 2013 – Rinuncia agli appartamenti papali per vivere nella residenza di Casa Santa Marta. Pubblica l’esortazione apostolica Evangelii Gaudium, programma del suo pontificato.

  • 2015 – Pubblica Laudato si’, l’enciclica ecologica che diventa un riferimento mondiale sulla cura del Creato.

  • 2016 – Indice il Giubileo della Misericordia, ponendo il perdono e l’accoglienza al centro della missione della Chiesa.

  • 2019 – Firma ad Abu Dhabi il Documento sulla fratellanza umana, storico gesto di dialogo con l’islam.

  • 2020–2021 – Guida spirituale durante la pandemia da COVID-19: celebre la sua benedizione Urbi et Orbi in una piazza San Pietro vuota e sotto la pioggia.

  • 2020 – Pubblica Fratelli tutti, enciclica sociale sull’amicizia universale, la pace e il rifiuto della guerra.

  • 2023 – Avvia il Sinodo sulla sinodalità, un processo di ascolto senza precedenti nella storia recente della Chiesa.

  • 2024 – Compie uno dei viaggi più delicati del suo pontificato in Sudan e Ucraina, come messaggero di pace.

Fino all’ultimo ha cercato di parlare al cuore dell’umanità, sostenendo la dignità dei migranti, il ruolo delle donne, il rispetto della Terra, e una Chiesa “in uscita”, povera per i poveri. Ha rotto barriere, promosso la trasparenza, sfidato resistenze interne con pazienza e decisione.

L’eco di una voce profetica

La sua voce, a tratti scomoda, ha denunciato il clericalismo, le disuguaglianze globali, la “cultura dello scarto”. Ha cercato un equilibrio delicato tra dottrina e misericordia, in una società e in una Chiesa in rapido cambiamento.

Papa Francesco lascia un’eredità viva e potente. Il suo testamento spirituale è scritto nei gesti più che nelle parole: nei suoi abbracci ai malati, nel lavare i piedi ai detenuti, nell’invito costante a “non avere paura della tenerezza”.

Oggi il mondo lo piange come un pastore autentico, un uomo di Dio che ha saputo indicare la via del Vangelo con radicalità e umanità.

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