15 Gennaio 2026, 03:13

PIOMBINO, E LE SUE “STRANE” BONIFICHE: IL TAR ORDINA, MA JSW RISPONDE «GIÀ FATTO»

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la situazione nel 2018

PIOMBINO – A quasi trent’anni dall’istituzione del Sito di Interesse Nazionale (SIN), la partita delle bonifiche siderurgiche entra in una fase cruciale e contraddittoria. Gennaio 2026 si apre con uno scontro istituzionale senza precedenti: da una parte la giustizia amministrativa, che con una sentenza storica impone il risanamento forzato; dall’altra l’industria, che rivendica di aver già risolto il problema. In mezzo, un territorio che attende ancora di vedere sparire definitivamente tutti i veleni presenti all’interno del SIN.

Il caso Macro Area Nord: obbligo confermato, ma l’esito operativo resta da “chiudere” con atti pubblici

Sulla Macro Area Nord, il quadro ricostruibile è questo: le prescrizioni sono state introdotte/rafforzate nel percorso del riesame AIA e, nell’estate 2025, viene riportata una diffida della Regione Toscana a JSW sul ritmo di rimozione delle scorie di fusione ammassate nell’area nord. La dimensione del problema è quantificata in 44mila tonnellate e 32mila metri cubi (stime attribuite all’azienda) e la scadenza finale del programma viene indicata in aprile 2027, con obiettivi minimi trimestrali.

La questione arriva quindi al TAR: con sentenza del 5 gennaio 2026, secondo le ricostruzioni disponibili, il Tribunale amministrativo respinge il ricorso di JSW e conferma la validità degli atti regionali e, di fatto, l’obbligo di completare la rimozione dei cumuli entro il 30 aprile 2027.

Fin qui ciò che è documentabile come quadro di obblighi (diffida, prescrizioni, termine, passaggio al TAR). L’elemento che resta non “chiuso” sul piano della trasparenza pubblica è l’esito operativo: JSW sostiene che “l’operazione è già conclusa” o comunque completata in anticipo. Ma, allo stato della documentazione recuperabile, manca un set di atti tecnici pubblici che permetta di trasformare la frase “già fatto” in un fatto controllabile da chiunque: quantitativi effettivamente rimossi, periodizzazione, codici CER, impianti di destino, formulari/tracciabilità, presa d’atto o validazione di Regione o ARPAT. In assenza di questi elementi, la rimozione “conclusa” resta una dichiarazione (pur plausibile) che non è possibile ad oggi certificare.

La bonifica della falda: intervento pubblico strutturato, con date e importi verificabili

Parallelamente al caso cumuli, c’è la partita più ampia della messa in sicurezza operativa della falda, impostata come intervento pubblico funzionale anche al riutilizzo produttivo dell’area.

Nel luglio 2023 Invitalia pubblica l’avvio della procedura di gara per la messa in sicurezza operativa della falda nelle aree demaniali dello stabilimento, indicando un importo a base gara di 70 milioni di euro e un finanziamento pubblico complessivo di 88 milioni di euro. L’intervento è descritto come un insieme di opere di conterminazione della falda e di successivo trattamento delle acque contaminate, nell’ambito del “progetto integrato” previsto dal Codice dell’Ambiente.

Nel luglio 2024 Invitalia comunica la sottoscrizione del contratto con l’aggiudicatario per un valore “oltre 62,3 milioni di euro”, precisando che i cantieri saranno avviati “presto” e ribadendo il quadro complessivo di 88 milioni di risorse pubbliche. Questo passaggio è rilevante perché fissa importi e cronologia in atti ufficiali; resta però necessario, per una fotografia aggiornata al gennaio 2026, disporre di documenti di avanzamento (SAL e cronoprogrammi) per capire lo stato reale dei lavori.

Reindustrializzazione e Metinvest: investimento dichiarato, ma “ripartizione bonifiche” non verificabile qui con atti ministeriali accessibili

Il 10 luglio 2025 viene comunicata la firma dell’Accordo di Programma per il rilancio del polo siderurgico di Piombino con Metinvest Adria e vari soggetti pubblici, con un investimento complessivo indicato “circa 2,5 miliardi di euro”. Esiste anche una comunicazione societaria diffusa nella stessa data che parla di investimento complessivo “circa 3 miliardi di euro” e fornisce dettagli tecnici sul profilo impiantistico e produttivo: due numeri diversi, entrambi dichiarati, che richiedono una chiarificazione ufficiale se si vuole attribuire un valore univoco.

Quanto al punto più sensibile (“alcune bonifiche le doveva fare Metinvest”), il problema è documentale: per dirlo in modo verificabile serve il testo dell’Accordo e soprattutto gli allegati tecnici che definiscono obblighi ambientali e ripartizione degli oneri. Ad oggi non è stato possibile recuperare tali allegati in forma consultabile e citabile, quindi non è corretto attribuire “a Metinvest” obblighi specifici di bonifica senza riportare un altro articolo o un allegato ufficiale.

Il contesto SIN: perimetro e percentuali di bonifica dichiarate

Per inquadrare dimensione e ritardo, un documento della campagna “Ecogiustizia Subito” riporta che il SIN “Piombino” è stato individuato con la Legge 426/1998, perimetrato con DM 10 gennaio 2000 e ampliato con DM 7 aprile 2006; include 931 ettari a terra e un’area marina per circa 3 km di ampiezza. Nello stesso documento si afferma che, dopo quasi 30 anni, risulterebbe bonificato definitivamente solo il 6,6% dei terreni e lo 0,2% della falda (dati attribuiti a ISPRA).

Cosa si può dire con rigore, oggi

  1. Cumuli Macro Area Nord: obbligo e scadenza (30 aprile 2027) risultano coerenti con il quadro diffida/prescrizioni e con l’esito del contenzioso; la dichiarazione “già concluso” è riportata, ma non è chiusa da una documentazione pubblica completa e facilmente consultabile.
  2. Falda: esiste un intervento pubblico con importi e cronologia ufficiali (70 milioni base gara; 88 milioni risorse; contratto oltre 62,3 milioni) e finalità esplicita di messa in sicurezza operativa e trattamento acque; lo stato avanzamento cantieri va documentato con atti di esecuzione.
  3. Metinvest/Accordo 2025: l’investimento è dichiarato (2,5 miliardi in una comunicazione istituzionale; 3 miliardi in una comunicazione societaria), ma la ripartizione puntuale delle responsabilità di bonifica non è verificabile senza il testo e allegati accessibili.

Le pagine “ambiente” della regione Toscana: https://www.regione.toscana.it/ambiente


Timeline essenziale (2023–gennaio 2026)

  • 5 luglio 2023 – Invitalia: avvio procedura di gara, base 70 milioni, risorse 88 milioni, opere di conterminazione e trattamento acque.
  • 24 luglio 2024 – Invitalia: contratto oltre 62,3 milioni; cantieri annunciati come imminenti; risorse complessive 88 milioni.
  • 17 luglio 2025 – Data indicata per il decreto di diffida regionale sui cumuli (ricostruzioni).
  • 18 agosto 2025 – Notizie sulla diffida regionale a JSW per i cumuli (ricostruzioni).
  • 10 luglio 2025 – Accordo di Programma Metinvest Adria: investimento indicato circa 2,5 miliardi.
  • 10 luglio 2025 – Comunicazione societaria: investimento indicato circa 3 miliardi.
  • 26 novembre 2025 / 22 dicembre 2025 – “Ecogiustizia Subito”: perimetro SIN, e dati 6,6% suoli e 0,2% falda bonificati (attribuzione ISPRA).
  • 5 gennaio 2026 – Sentenza TAR Toscana (ricostruzioni): conferma obbligo rimozione cumuli entro 30 aprile 2027.

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