1 Gennaio 2026, 01:31

VITTORIA DEI COMITATI E PER LA DEMOCRAZIA: IL CONSIGLIO DI STATO TUTELA I FIRMATARI CONTRO DANIELI

Una vittoria che va oltre la mera questione legale: è una difesa concreta del diritto alla riservatezza e alla libertà di espressione. Con la sentenza pronunciata oggi, il Consiglio di Stato ha dato ragione ai comitati cittadini che si oppongono alla costruzione della nuova acciaieria Danieli a San Giorgio di Nogaro, tutelando l’identità dei quasi 22mila firmatari della petizione popolare.

Il pronunciamento, che ribalta la precedente sentenza del Tar del Friuli Venezia Giulia, rappresenta un successo per il gruppo “No acciaieria” e per i promotori dell’appello Furio Honsell, Marino Visintin e Paolo De Toni. Il cuore della questione? Il diritto alla privacy dei cittadini che hanno scelto di esprimere civilmente il proprio dissenso.
Secondo il Consiglio di Stato, i dati personali dei firmatari – pur essendo legati a una vicenda politica e ambientale – rientrano pienamente nella sfera dei dati sensibili, equiparabili a quelli sanitari o religiosi. Una posizione che fa scuola: non esistendo precedenti giurisprudenziali analoghi, la sentenza fissa un principio importante per la tutela dei diritti civili in Italia.

A sottolinearlo è l’avvocato Carlo Monai, che ha seguito la causa per conto dei comitati: «È una bella giornata per la libertà di pensiero», ha dichiarato, evidenziando come la decisione rafforzi la possibilità per i cittadini di partecipare al dibattito pubblico senza temere ripercussioni personali.

Anche la reazione della Danieli segna un punto di chiusura: in una nota, l’azienda ha dichiarato di non avere intenzione di proseguire ulteriormente nella richiesta dei nomi. Un atto che, pur nella compostezza formale, sancisce implicitamente la fondatezza delle ragioni dei comitati.

Un modello di attivismo civico L’azione dei comitati dimostra come l’impegno civile, quando è organizzato, informato e rispettoso delle regole, possa portare a risultati concreti. In un periodo storico in cui spesso la partecipazione popolare viene percepita come inefficace o trascurabile, questa sentenza riafferma l’importanza dell’attivismo locale, capace di influenzare istituzioni e decisioni anche complesse.

Il caso della petizione contro l’acciaieria non è solo una questione ambientale, ma un esempio concreto di come i comitati siano presidio di democrazia e diritti. La tutela della Laguna di Marano, la preoccupazione per l’impatto ambientale del nuovo impianto e il desiderio di uno sviluppo sostenibile sono stati portati avanti con forza ma con strumenti pienamente democratici.

In un’epoca in cui il confronto tra grandi interessi industriali e comunità locali è sempre più acceso, questa sentenza offre un precedente importante e incoraggia la partecipazione civica. I comitati non sono ostacoli allo sviluppo, ma voci preziose che richiamano a un progresso che sia davvero condiviso, trasparente e rispettoso dell’ambiente e delle persone.

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