PRONTO SOCCORSO: «SIAMO POCHI E LAVORIAMO MOLTO»

Inserito da Redazione Corriere Etrusco il mar 12th, 2010 ed archiviato nelle categorie Economia, Foto, cronaca, ultime_notizie. Puoi seguire tutte le risposte a questa voce tramite RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta o trackback a questa voce

pronto-soccorso“Siamo pochi e lavoriamo molto”. I lavoratori del  pronto soccorso di Villamarina contestano le dichiarazioni del direttore Asl che nei giorni scorsi parlava di situazione molto tranquilla alle emergenze del nostro ospedale.

“Al pronto soccorso di Piombino si lavora con molta tranquillità. Troppa”: non è passata inosservata  questa  dichiarazione  del direttore generale dell’Asl. Monica Calamai aveva risposto così ad una domanda  con la quale  il cronista le chiedeva  se  avesse ripetuto qualche blitz in incognito negli ospedali di Livorno e provincia.

Adesso i dipendenti del servizio, una quarantina, replicano in blocco sottoscrivendo il  documento proposto da Paolo Camelli (segretario provinciale Uil Federazione poteri locali). Lo fanno snocciolando  cifre tese ad evidenziare l’alta produttività del pronto soccorso e la contemporanea scarsità di personale e di dotazioni tecnologiche.

Si comincia con i 60 accessi giornalieri medi, che diventano un centinaio in estate, con a disposizione due infermieri , un operatore sociosanitario e due medici per turno. Risorse esegue e dimezzate dai frequenti trasferimenti dei casi urgenti  su Pisa e Livorno. (circa 250 ogni anno).

I  dipendenti sottolineano anche la media dei tempi di attesa, che non supera i 25 minuti, e i 14 ricoveri ogni cento assistiti.

“Tutte cifre – si sostiene – che collocano il pronto soccorso di Villa Marina sopra la media di produttività della Regione Toscana che a sua volta è tra le migliori d’Italia”.

I dipendenti del servizio piombinese parlano di atteggiamento scarsamente responsabile e giudicano  equivoche le parole del direttore generale, soprattutto per la delicatezza del settore in cui si calano. “Un settore – si aggiunge –  in cui è necessario spiegare al cittadino i motivi per cui il suo bisogno di assistenza è meno urgente di un altro e dove, talvolta, i tempi di attesa sono estenuanti”.

Il documento si conclude con un’ipotesi:  “Se le direzione  intende preparare in questo modo il terreno per aumentare le attività del pronto soccorso come la breve osservazione, senza integrare gli organici, allora è un’altra musica e la nostra risposta sarà ferma e chiara: no, non sarà possibile”.

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