RIGASSIFICATORI: ESPORTIAMO ANCHE ALL’ESTERO, NON SERVONO ALTRI IMPIANTI IN ITALIA

La nave Golar Tundra

Piombino (LI) –  Nel giorno in cui l’intero Consiglio Provinciale di Livorno approva, in seduta straordinaria, un ordine del giorno contro l’ipotesi di installazione di una nave con impianto rigassificatore all’interno del porto di Piombino, documento, che vede firmatari tutti i consiglieri della maggioranza e della minoranza, e che è stato approvato all’unanimità, due note, la prima del capogruppo dell’opposizione in consigli Regionale Marco Landi (LEGA) e la seconda del deputato Giaovanni Vianello (ALTERNATIVA) presentano una serie di dati che mostrano che in Italia non c’è alcun bisogno di istallare nuovi impianti così impattanti sul territorio.

Nell’ordine del giornovotato in Provincia a Livorno, oltre a premettere che la decisione del governo non ha visto il coinvolgimento delle comunità locali, si sottolinea l’allarme per le possibili ripercussioni negative sull’ambiente e l’economia locale, in particolare quelle legata al mare, come la pesca e l’itticoltura, nonché sulle attività portuali e le interferenze con i traffici e i trasporti marittimi. E’ stata evidenziata inoltre la carenza di garanzie sulla compatibilità degli sversamenti a mare con le attività produttive ed esprimono preoccupazione per la sicurezza dell’impianto in ragione della sua collocazione e vicinanza con altri impianti industriali e con la città stessa.

Dichiarando la contrarietà del Consiglio all’installazione della nave rigassificatore nel porto di Piombino, e, tenuto conto degli ultimi sviluppi della questione, “alla luce del presunto accordo raggiunto tra governo e commissario, chiede ad entrambi di conoscerne i dettagli e di poter coinvolgere gli enti territoriali di riferimento ai tavoli che saranno organizzati su tale tematica”.

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GAS: LANDI (LEGA), NEL 2022 ITALIA HA AUMENTATO ESPORTAZIONI DEL 476,6%, UN RITMO DA 3 MILIARDI DI MC IN PIÙ ALL’ANNO

Il consigliere Marco Landi

“Ci dicono che il rigassificatore a Piombino è necessario per scongiurare il rischio di passare un inverno al freddo, quando sappiamo che l’impianto non sarà attivo prima della primavera prossima. Ci dicono che il Paese non può fare a meno della nave nel porto perché la soluzione più immediata, ma nel frattempo, da gennaio a maggio, l’Italia ha aumentato le esportazioni di gas del 476,6%, passando dai 254 milioni di standard metri cubi dei primi cinque mesi dell’anno scorso ai 1467 di quest’anno. In pratica, un miliardo di metri cubi in più. Se restiamo al solo mese di maggio dai 33 milioni di metri cubi del 2021 ai 257 del 2022. Quindi alimentano lo spauracchio della carenza di gas, ma contemporaneamente lo vendono ad altri Paesi europei. C’è qualcosa che non torna”.

Così il consigliere regionale della Lega Marco Landi illustrando il bilancio del gas naturale del Dipartimento Energia – DGIS del Ministero della Transizione ecologica.

“Dall’inizio dell’anno l’Italia ha ridotto la produzione nazionale del 4% e aumentato le importazioni del 2,3%. Per quanto riguarda il rigassificatore di Livorno risulta un aumento delle importazioni del 69,4% da gennaio, ma un calo del 58,4% nel mese di maggio, mentre l’impennata si registra con le forniture dal nord Europa. Un quadro che non fa che alimentare confusione: se abbiamo timore che manchi il gas per l’inverno perché lo vendiamo? Siamo ai vertici europei della capacità di stoccaggio, possibile che siano già pieni? Di fronte a questi numeri, qual è la fretta di realizzare un rigassificatore impattante come quello di Piombino?”, conclude Landi.

Marco Landi

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VIANELLO: NON ABBIAMO BISOGNO DI NUOVI GASDOTTI, RIGASSIFICATORI E TRIVELLE

L’Onorevole Giovanni VIanello

«Ma è mai possibile che nessuno tra gli oltre 600 parlamentari, oltre 300 senatori, presidenti di regione, consiglieri regionali, sindaci e consiglieri comunali, migliaia di giornalisti e sedicenti esperti che stanno riempiendo le pagine di giornali e talk show venerando Draghi, abbiano fatto un semplice calcolo tra l’attuale capacità di importazione (senza il gasdotto Tarvisio e Gorizia che importano gas dalla Russia), l’attuale capacità di stoccaggio nei giacimenti sotterranei, l’attuale capacità di rigassificazione e il consumo più alto degli ultimi 10 anni avuto in Italia? No?

E allora provo a farlo insieme a voi. Nell’immagine, sulla base di dati forniti dal Ministero della Transizione Ecologica non solo arrotondati per difetto ma anche senza contare la produzione italiana di estrazione di gas e senza contare le esportazioni!

Nell’immagine vedete la capacità massima di importazione dei 4 punti di ingresso dei gasdotti (senza il Tarvisio e Gorizia che importano gas dalla Russia) sommata alla capacità di rigassificazione attualmente esistente. Inoltre viene sommata anche la capacità di stoccaggio di gas nei giacimenti sotterranei (a cui sono già sottratte le quote di riserva strategica).

la tabella prodotta dall’onorevole Vianello

Conclusione: senza le infrastrutture che portano il gas dalla Russia, l’Italia ha comunque una capacità annuale superiore a 100 miliardi di mc di gas e un consumo che, prendendo a riferimento tra gli ultimi 10 anni, l’anno in cui si è consumato più gas, si scopre che la nostra infrastrutturazione già disponibile è sufficiente a soddisfare molto, ma molto di più (circa 24 miliardi di mc) della domanda di gas del nostro Paese, senza trivellazioni e senza gas russo!

Risultato? Non abbiamo bisogno di nuovi gasdotti, rigassificatori e trivelle.

Se questo inverno avremo problemi con l’approvvigionamento di gas non e’ dovuto alla infrastrutturazione italiana bensì all’incapacità del “governo dei peggiori”.
Con i vari decreti approvati, Draghi e il “governo dei peggiori”, assieme a tutte le forze di maggioranza o in opposizione ma compiacenti, ci stanno legando per altri 20 anni alle fonti fossili, una finzione ecologica, vergogna!».

On. Giovanni Vianello

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Scritto da il 19.7.2022. Registrato sotto Economia, Foto, Toscana-Italia, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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