«PIOMBINO ASPETTA UNA BIBLIOTECA ADEGUATA DA ALMENO 70 ANNI»

Piombino (LI) – Il gruppo “Amici della biblioteca” manda una lunga nota dove ricostruisce una vicenda che va avanti ormai da 12 anni. Leggiamola insieme.

«In questi giorni sono apparsi sulla stampa locale diversi interventi sul Polo Culturale e il destino della biblioteca, ed anche alcune dichiarazioni del sindaco Ferrari che riteniamo opportuno commentare.

La conferma dell’arrivo delle risorse economiche per il completamento del primo e secondo lotto del progetto e la previsione del finanziamento anche del terzo lotto ( le ex Officine ) ci rende ovviamente soddisfatti ( al di la di chi sia il merito o di chi se lo attribuisca : questo poco importa ai cittadini ), perché si intravede finalmente la possibilità di completare un’opera di grande significato per la città: il recupero di una struttura antica  ( l’ex convento francescano cinquecentesco ) e delle ex officine dell’ IPSIA (Istituto Professionale per l’Industria e l’ Artigianato) costruite negli anni ’70 a ridosso delle mura leonardesche. Questo intervento costituisce una tappa fondamentale nella riqualificazione della città, con significative ricadute anche sull’assetto urbanistico, e per la sua importanza non può prescindere da un dibattito pubblico attorno alle sue linee progettuali.

Bene quindi che ci siano le varie proposte da parte delle forze politiche, delle associazioni e dei cittadini che vorranno intervenire nel merito.

Come Comitato Amici della Biblioteca abbiamo da sempre sostenuto che il “cuore” del Polo Culturale debba essere la biblioteca e su questo obiettivo abbiamo promosso una raccolta di oltre duemila firme di altrettanti cittadini che hanno così dato testimonianza del loro interesse verso questo servizio.

Siamo rimasti quindi sconcertati a fronte della dichiarazione del sindaco di prevedere il collocamento della biblioteca non più nella parte antica ma nelle ex Officine e di voler trasferire il Centro Giovani al Polo.

Piombino aspetta una biblioteca adeguata da almeno 70 anni: perché ancora una volta la si vuole mortificare?

Se nella parte antica ( 1°e 2° lotto ), dove ci sono spazi bellissimi e perfettamente adeguati ai servizi originariamente previsti,  non si colloca la biblioteca, l’amministrazione cosa intende metterci ?

Il progetto iniziale del 2010 prevedeva che il primo e il secondo lotto fossero destinati alla biblioteca: spazi per l’accoglienza, per il prestito, le sale lettura e studio, i locali per materiali particolari quali giornali, riviste, multimediali ecc., spazi per il ristoro e per attività assembleari e convegnistiche. Si è detto che questi locali non possono accogliere tutto il patrimonio librario: ma  in una struttura di 1600 mq totali questo tecnicamente non può certo costituire un problema !

Le ex Officine, spazi interessanti e molto ampi anche se non dello stesso pregio architettonico di quelli della parte antica, erano destinate nel progetto originario ad accogliere l’archivio storico e un centro di documentazione sulla siderurgia.

Va considerato però che da allora il Comune ha acquisito l’archivio documentale delle Acciaierie Lucchini, costituito da una mole notevole di materiali, e che in futuro il patrimonio archivistico della città si arricchirà sicuramente di altri fondi: meglio pensare ad un’altra sede, diversa dal Polo, che assicuri una collocazione adeguata ai fondi attuali ed abbia al contempo margini di accrescimento dei magazzini di conservazione.

Siamo d’accordo con il sindaco quando asserisce che il Polo non debba essere una cattedrale nel deserto. Però l’esperienza ormai consolidata offerta dalle biblioteche di moderna concezione realizzate  ( anche vicino a noi ) negli ultimi decenni, progettate nell’ottica di essere rivolte ad un pubblico diversificato oltre i tradizionali fruitori quali lettori, studenti ecc. dimostra che sono esse stesse attrattive, capaci di attivare un  grande afflusso di utenti e che quindi non si corre questo rischio: l’importante è avere un progetto valido.

Non siamo d’accordo invece nel riproporre il trasferimento del Centro Giovani. La sua sede è adeguata per le funzioni che fino ad oggi vi sono state svolte, ha spazi attrezzati ( sala prove per la musica, sala computer, biblioteca, auditorium, il bar, spazi espositivi  ecc. ) oltre che un bel giardino. Di fatto non è mai giunta notizia di insoddisfazione da parte dei giovani utenti.

Piuttosto nel Polo dovrebbero essere pensati spazi e attività interessanti per i giovani, così da offrire loro altre opportunità in aggiunta a quelle dalla sede attuale del Centro a loro destinato.

Ma c’è un altro aspetto che non ci piace nella collocazione della biblioteca nelle ex Officine, e sono i tempi di realizzazione: il primo step è il completamento dei primi due lotti, previsto in due anni circa. Per il terzo lotto si parla di tempi più lunghi, non meglio precisati: ancora una volta ne risulterebbe penalizzata la biblioteca!

In sintesi, la proposta del Comitato Amici della Biblioteca è questa:

1) destinare integralmente il 1° e 2° lotto del Polo alla Biblioteca, trasferendovi prima possibile tutti i servizi attualmente erogati in piazza Appiani, e inaugurare la parte antica della struttura in modo da restituire alla città uno dei suoi gioielli storico-architettonici di maggior pregio.

2) lasciare il Centro Giovani nella sua sede attuale.

3) aprire un dibattito sull’utilizzo del 3° lotto: per la storia plurisecolare di Piombino quale centro siderurgico di importanza nazionale, noi vediamo positivamente l’istituzione di un centro di documentazione che, attraverso le nuove tecnologie informatiche e multimediali renda conto di questa storia: esempi ce ne sono anche poco lontano da noi, basta pensare al Magma di Follonica.

Piombino non merita forse di essere valorizzata anche attraverso questi interventi?».

AMICI DELLA BIBLIOTECA

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Scritto da il 26.1.2022. Registrato sotto cultura, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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