JINDAL: SINDACATI, «SOLO UN PRIMO INCONTRO CON MOLTI ASPETTI DA CHIARIRE»

Piombino (LI) – Primo incontro sulla vertenza Jsw in videoconferenza con tutti i sindacati che hanno mostrato grande preoccupazione per la scarsa chiarezza di quanto mostrato nel precedente incontro. Leggiamo insieme le due note.

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FIM-FIOM-UILM: SI E’ TRATTATO SOLO DI UN PRIMO INCONTRO

un momento dello sciopero

Terminato l’incontro sulla vertenza Jsw in cui con forza come Fim-Fiom-Uilm abbiamo chiesto ed ottenuto che ci venisse presentato il piano industriale alla presenza del MISE e dell’organizzazioni sindacali a tutti i livelli

Discussione non scontata quando Ministero e Azienda, ritenevano che oggi si dovesse esclusivamente affrontare le modifiche all’accordo di programma.

Sul piano industriale abbiamo espresso le nostre richieste di chiarimenti a cui al momento non abbiamo ancora avuto tutte le risposte che ci attendevamo dalle domande poste.

Si è trattato di un primo vero incontro che dovrà essere, come ha detto giustamente il Ministero, aggiornato nei prossimi giorni.

Riteniamo e chiediamo come Fim-Fiom-Uilm a tutte le istituzioni firmatarie, che qualsiasi modifica all’Accordo di Programma debba avere al centro il ritorno a produrre acciaio e la salvaguardia di tutta l’occupazione.

Chiediamo un ruolo più incisivo del Governo soprattutto con la volontà dichiarata di intervento con Invitalia in tempi utili compatibilmente alla necessità di realizzare gli investimenti sui treni per renderli più sicuri e più efficienti.

Al prossimo incontro non potrà non esserci anche il Ministero del lavoro a cui chiederemo garanzie di ammortizzatori sociali per garantire la piena occupazione per tutta la durata del piano industriale.

Segreterie Provinciali Fim-Fiom-Uilm
Rsu Jsw e Piombino Logistics

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L’Intervento di Lorenzo Fusco (UILM): https://www.facebook.com/lorenzo.fusco.906/posts/3350048675043328

(intervento molto interessante, da vedere)

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UGLM: RESTANO DA CHIARIRE MOLTI ASPETTI

Il logo dell’UGL

Si è conclusa alle 19 circa una video-conferenza fiume, iniziata poco dopo le 15.30 e che il Ministero dello Sviluppo economico ha ri-aggiornato alla prossima settimana. Una riunione nella quale non sono mancate “scintille” tra Azienda e Sindacati. Una riunione che Governo e Azienda volevano incentrare sull’accordo di Programma ma che i Sindacati hanno preteso di dedicare al Piano Industriale.  Piano Industriale che come UGLM, ci lascia ancora molto perplessi e scettici.

Nonostante le “buone intenzioni” dell’Azienda, restano da chiarire molti aspetti. Resta da chiarire innanzi tutto il ruolo che avrà lo Stato in questo progetto. L’ingresso di Invitalia sembra non essere ancora certo e non è chiaro in che tempi e con quale modalità avverrà questo ingresso. Si parla di fine Novembre, inizio Dicembre.
E fino ad allora quindi non potranno partire nemmeno gli investimenti necessari per l’ammodernamento e l’efficientamento dei 3 treni di laminazione,  investimenti fondamentali per far partire la prima fase del progetto.

Non c’è nessuna certezza riguardo alla costruzione del forno elettrico. L’eventuale nuova acciaieria elettrica, secondo l’Azienda, sarà progettata solo se la prima fase del piano porterà a margini positivi che  consentiranno l’investimento.

Resta da chiarire tutta la seconda parte del Piano che dovrebbe vedere l’insediamento di Aziende come Creon, Fincantieri e Montello spa. Non è dato sapere quanti lavoratori saranno ricollocati in quelle Aziende e in che tempi e con che modalità.  Il ruolo del Governo resta molto marginale, non si è detta una sola parola sulle bonifiche, gli smantellamenti e la dismissione degli impianti.
Non si è detta una sola parola sulla formazione dei lavoratori che andranno ad operare con tecnologie completamente nuove, nell’ipotetica nuova acciaieria e che quindi avranno la necessità di essere formati.

C’è bisogno di approfondire la discussione con il Ministero del Lavoro per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali.

Il Governo a fronte dell’ingresso di Invitalia deve, a nostro avviso,  chiedere all’Azienda garanzie certe sul ritorno alla produzione di acciaio liquido a Piombino senza se e senza ma e sulla totale occupazione degli attuali 1800 lavoratori, senza se e senza ma, la maggior parte dei quali, ricordiamo a tutti,   sono in cassa integrazione da quasi 6 anni.
Insomma, tutto è ancora molto fumoso e poco chiaro e poco dettagliato.   Speravamo di avere qualche certezza in più, ma con grande rammarico, usciamo da questa riunione  con molti punti interrogativi e con altrettanta amarezza.

-Segreteria nazionale UGLM
-Segreteria provinciale UGLM
-RSU JSW UGLM

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Scritto da il 8.10.2020. Registrato sotto Economia, Foto, Toscana-Italia, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
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