JSW: IL TEMPO E’ FINITO, MA JINDAL CHIEDE ANCORA PROROGHE

l’ingresso impiegati di JSW

Piombino (LI) – Nella videoconferenza con la sottosegretaria allo Sviluppo Economico Alessia Morani, il Presidente di JSW, il sindaco Francesco Ferrari, il commissario Nardi, autorità portuale e sindacati, gli indiani che continuano a prendere tempo per la presentazione del piano industriale. Forti critiche dai sindacati: “Così perdiamo solo tempo!”.

L’unica novità della riunione è stata la presenza di Rfi, con le Ferrovie potrebbero essere interessate ad una compartecipazione nel progetto piombinese. Ma siamo ancora ai se e ai ma, e considerando che siamo a pochi mesi dalle elezioni regionali è giusto, visti i precedenti da Khaled a Rebrab essere diffidenti. Perché il gruppo indiano è fermo, immobile sulla richiesta al Governo di aiuti per presentare anche solo il piano-ponte, figuriamoci il Piano Industriale vero e proprio. Problemi di liquidità per Jindal che necessiterebbe dello Stato, tramite la Cassa Depositi e Prestiti. Sempre la stessa richiesta: si susseguono i padroni a Piombino che al fin fine vorrebbero sempre e solo soldi statali per problemi di insolvenza.  Idem per la promessa del nuovo forno elettrico: da subito strategico nell’idea del gruppo indiano, non se ne parla neanche più.

“Jindal ha lamentato una difficile situazione economica legata a problemi di liquidità, richiedendo nei fatti un intervento a sostegno da parte del Governo italiano. Come Fiom, abbiamo sottolineato in modo deciso che la situazione di Piombino, oltre ad essere molto preoccupante, sta diventando inaccettabile. Non è possibile, infatti, che a distanza di due anni Jsw sia così pesantemente inadempiente rispetto agli impegni sottoscritti, a partire dal fatto che non ha ancora predisposto un piano industriale per lo stabilimento di Piombino. Piano di rilancio che deve essere presentato in tempi brevi, se si intende salvaguardare il patrimonio industriale piombinese. Così come è evidente a tutti la necessità che l’azienda si doti di una governance possibilmente italiana all’altezza degli impegni che dovrà affrontare e che ad oggi risulta del tutto inadeguata. Il Governo, per quanto ci riguarda, deve porre questa vertenza tra le sue priorità, inserendola a pieno titolo tra gli impegni dell’annunciato piano nazionale per la siderurgia. Guardiamo positivamente all’eventuale ingresso di Invitalia nella compagine societaria a sostegno del rilancio industriale di Piombino, così come l’intenzione da parte di Rfi di continuare il rapporto commerciale in essere e di valutare una possibile compartecipazione e collaborazione societaria”.

Situazione sconcertante per Uilm, la richiesta di aiuto avanzata da Jsw al Governo italiano a fronte di una mancata presentazione del piano industriale per il rilancio del sito di Piombino.

“Dal momento dell’acquisizione nel 2018 fino ad oggi sono stati disattesi tutti gli impegni dell’azienda su investimenti impiantistici, continuità e sviluppo produttivo, sviluppo commerciale e progettualità della logistica portuale. Valutiamo positivamente – continua la nota – la disponibilità del Governo a supportare finanziariamente sia la fase contingente, anche attraverso una partecipazione pubblica nell’azionariato societario, che quella di sviluppo. Abbiamo chiesto al Mise di porre all’azienda condizioni vincolanti sui tempi di realizzazione degli investimenti impiantistici a partire dal treno rotaie, su cui anche il Rappresentante di Rfi, presente all’incontro, ha espresso interesse a supportarne la produzione. Per continuare a monitorare la gestione del sito di Piombino abbiamo chiesto al Ministero dello Sviluppo economico di prorogare la sorveglianza dell’Amministrazione straordinaria”.

Della stessa lunghezza d’onda i rappresentati Fim che ritengono “inaccettabili le richieste di aiuti del management senza indicare quali sono gli interventi e gli investimenti che intende portare a Piombino, in modo particolare sui treni di laminazione, la fattibilità del forno elettrico e gli investimenti per il potenziamento del settore logistico”.

“Apprezziamo sia i passi avanti dichiarati dal Ministero dell’Ambiente sugli interventi di bonifica e messa in sicurezza della falda per un imminente progetto esecutivo, sia le parole della sottosegretaria Morani. Come diciamo da diverso tempo – hanno aggiunto – noi saremmo favorevoli all’entrata nel capitale aziendale di altri players. Siamo consapevoli che il futuro di Piombino si garantisce solo se ci sarà l’investimento sul forno elettrico in modo da rendere autonomo lo stabilimento per tornare a produrre acciaio. Dopo anni di chiacchiere, continui rimpalli e rinvii, oggi chiediamo che si parli solo di fatti concreti per riavviare la produzione, gli investimenti e mantenere l’occupazione”, hanno concluso.

Per Uglm il presidente Jindal si è dimostrato irresponsabile. “Nemmeno oggi è stato presentato il nuovo piano industriale, l’azienda chiede ancora 10/15 giorni di tempo. I punti sottolineati dalla proprietà durante l’incontro destano grandissima preoccupazione per la loro difficile applicazione in un progetto al passo con la gestione tecnica e industriale, che peraltro contraddistingue la storia del sito siderurgico. Basti pensare al rinvio degli investimenti e dello smantellamento, che denunciano la mancanza di prospettive e di futuro, dopo 2 anni di incertezze gestionali.

Non solo, l’azienda chiede un aiuto immediato economico e si è rifiutata di rendere noto il piano operativo durante la discussione, pur dichiarando di conoscerlo perfettamente, posticipando a data da destinarsi la condivisione di tali informazioni. Inoltre si è limitata a dichiarare che la Cig e’ a disposizione per la copertura dei lavoratori. Riteniamo questo atteggiamento irresponsabile e non corretto nei confronti delle maestranze, perché si continuano a omettere dati dirimenti, come i piani produttivi futuri, scelta che genera una forte incertezza rispetto a possibili prossimi stop impiantistici, con conseguente generando un clima lavorativo caratterizzato da diffidenza e mancanza di serenità nelle attività quotidiane. I lavoratori di Piombino meritano altri atteggiamenti, comportamenti più seri e coerenti da parte dell’attuale management”.

Il Sindaco Francesco Ferrari

“Dalla riunione odierna del Mise sulla crisi siderurgica piombinese non esce nulla di diverso dalla serie infinita di annunci vuoti su un futuro che di questo passo rischia di non arrivare mai”, commenta il sindaco di Piombino Francesco Ferrari al termine dell’incontro convocato dal MISE.

“Nell’attesa spasmodica di avere uno straccio di Piano industriale, il Comune di Piombino continua a essere fermo sulle proprie posizioni. Il Comune ha fatto responsabilmente la propria parte per mettere Jsw nella condizione di operare e operare al meglio: penso, ad esempio, alla variante tempra che questa Amministrazione ha varato in tempi record lo scorso agosto, cioè una manciata di giorni dopo l’insediamento della giunta. Il preciso cronoprogramma che Jsw ci aveva allora fornito è stato completamente disatteso e dell’impianto in questione non vi è ancora traccia alcuna”.

“In sostanza, – conclude il sindaco Ferrari – tante, troppe promesse che si sono trasformate soltanto in una lunga serie di giorni, settimane e mesi sprecati. Ma noi non abbiamo alcuna intenzione di mollare: recentemente abbiamo, infatti, proposto il nuovo Patto per Piombino. Io credo che, all’interno di quel percorso ambizioso ma realizzabile, Jsw possa essere protagonista attivo ed efficace per mettere insieme gli strumenti di rilancio del territorio. Ma deve dare prova di credere nelle potenzialità della città: deve, da domani, impegnarsi nei lavori di bonifica e nelle opere infrastrutturali, dando così ossigeno vitale ad una realtà che da anni sopravvive, sempre più difficoltosamente, grazie agli ammortizzatori sociali”.

 

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Scritto da il 13.6.2020. Registrato sotto Economia, Foto, Toscana-Italia, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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  • QUANTO E' PASSATO DAL 1 LUGLIO 2017 DATA TERMINE DELL'ACCORDO DI PROGRAMMA CON CEVITAL?

    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
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