JSW: GRAVE SGARBO ISTITUZIONALE DI ROSSI E MORANI A PIOMBINO

l’ingresso impiegati di JSW

Piombino (LI) – Dopo l’incontro del 3 Giugno e la promessa di un piano ponte entro 15 giorni da parte di JSW, è arrivata la convocazione per una videoconferenza al Ministero dello Sviluppo economico per il 12 Giugno  per discutere delle questioni legate allo stabilimento siderurgico di Piombino. Convocata dal vice capo di gabinetto Giorgio Sorial, oltre al Ministero e all’azienda, parteciperanno Regione Toscana, Comune di Piombino, Autorità di sistema portuale, Agenzia del demanio, Rete Ferroviaria Italiana, Invitalia, Lucchini in amministrazione straordinaria. E proprio il Sindaco Ferrari è stato durissimo nei confronti del vero e proprio “Sgarbo istituzionale” avvenuto oggi con il sopralluogo presso la fabbrica dei rappresentanti di Governo e Regione Toscana, al quale è seguito l’incontro con i sindacati.  

Sopralluogo oggi per il sottosegretario Alessia Morani presso Jsw Steel Italy  insieme al presidente della Regione  Enrico Rossi con nel primo pomeriggio l’incontro con i sindacati per fare il punto. (ARTICOLO IN FONDO AL PEZZO).

Durissime le parole del Sindaco della città Ferrari. «Il comportamento del Partito Democratico – sia quando si trovi al governo del Paese sia quando, molto fortunatamente per tutti, galleggi all’opposizione – è il medesimo e può essere definito con un unico aggettivo: doloso».

«Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e la sottosegretaria allo Sviluppo economico Alessia Morani, entrambi Pd, giungono in città per visitare lo stabilimento di Jsw e, per la seconda volta in pochi giorni, dimenticano di contattare il Comune di Piombino. Abbiamo chiamato la segreteria dell’onorevole Morani più volte per comunicare la nostra disponibilità ad incontrare la delegazione governativa ma non abbiamo mai ricevuto la benché minima, cortese, risposta.

Si tratta dell’ennesimo sgarbo istituzionale che non è compiuto alla persona del sindaco ma alla città intera. Il Governo nazionale e regionale offendono, così, i piombinesi in maniera gratuita poiché mossi da un unico sentimento: la vendetta.

I Piombinesi decidono, dopo 74 anni, di cambiare il colore dell’Amministrazione che li governa e, come rappresaglia, vengono magicamente trasformati in essere invisibili e senza valore.
La ritorsione del Pd, infatti, non nuoce al sindaco di Piombino ma a tutti i piombinesi: il Governo nazionale e quello regionale dovrebbero sapere bene che la fabbrica non è una monade svincolata dalla realtà tangibile ma un pezzo importante della città. La fabbrica è Piombino, Piombino è la fabbrica.

I problemi di Jsw sono i problemi del sindaco Francesco Ferrari che rappresenta tutta la comunità che lo ha eletto e che deve essere coinvolto nelle scelte, nelle discussioni e nei ragionamenti concernenti i problemi economici di questo territorio. Non per vezzo, per manie di protagonismo o velleità di apparire ma per il solo fatto che Francesco Ferrari è tutti i piombinesi.

Ed è per questo che, convitamente e con più determinazione di prima, continueremo da domani a far sentire la nostra voce e a combattere per il futuro del nostro territorio».

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ROSSI: “LO STATO DEVE ENTRARE NELLA SOCIETÀ PER ACCELERARE GLI INVESTIMENTI”

Un comunicato che sa tanto di campagna elettorale giunge dall’ufficio stampa del presidente della regione Rossi. Leggiamolo insieme integralmente.

“Una presenza dello Stato nei settori strategici dell’industria nazionale penso che sia necessaria. Se ne discute anche in Europa”. Rossi lo dice al termine di un pomeriggio passato alle acciaierie Jsw Steel di Piombino assieme alla sottosegretaria del ministero dello sviluppo economico Alessia Morani: prima l’incontro con il management della società e poi con i sindacati. Lo dice sollecitato dalla domanda di un cronista sulla durata dell’annunciato piano industriale ponte che potrebbe essere presentato in queste settimane e su quanto a lungo lo Stato, magari attraverso proprio Cassa depositi e prestiti o in un altro modo, debba rimanere all’interno della compagine societaria delle acciaierie.

“Quando uscire sarà qualcosa da valutare successivamente – si sofferma -, ma qualche riflessione andrà fatta su come la privatizzazione dei grandi asset pubblici non abbia portato bene al nostro Paese”. “Abbiamo abbandonato settori – prosegue  Rossi – dove l’Italia eccelleva e i tentativi di rilancio, anche nella siderurgia, attuati dal capitalismo non sono stati in grado di produrre i risultati attesi

Parole chiare, come quelle in cui il presidente della Toscana reclama un impegno netto e deciso da parte della proprietà in questa fase, sia pur difficile da un punto di vista congiunturale  per la produzione di acciaio e complicata dal blocco delle attività per via dell’emergenza Covid.

I sindacati avevano sottolineato a più riprese, durante le riunione, come siano passati due anni dall’arrivo dell’imprenditore indiano e di investimenti se ne siano visti ben pochi. Anche Rossi reclama il mantenimento degli impegni. “L’anno scorso ad agosto – ricorda – abbiamo fatto le corse come Regione per garantire i permessi che avrebbero dovuto permettere  un investimento dell’azienda da 30 milioni di euro per  un nuovo laminatoio. La nostra parte l’abbiamo portata a termine, ma quell’investimento ancora non l’abbiamo visto. Siamo anche disposti a dare contributi, oltre che sulle bonifiche, pure per interventi di carattere ambientale. Ma ci deve essere anche impegno da parte dell’azienda”. E l’ingresso nella compagine societaria di Cassa Depositi e Prestiti, soluzione che aveva ipotizzato e proposto al presidente proprio Rossi, potrebbe finalmente permettere, si augura il presi dente, “un controllo sullo sviluppo dei progetto che al momento non è stato quello che avremmo desiderato”.

Invita Rossi a guardare di nuovo all’Europa: “Le risorse del Just Transition Fund sono lì a disposizione per la riconversione ecologico della produzione dell’acciaio. Lo ha detto anche Timmermans. E produzione verde e pulita vuol dire forni elettrici”.

Intanto a breve sarà presentato il piano ponte. Rossi è fiducioso. Ritiene che sia lo strumento giusto in questa fase e che entro agosto si possa arrivare ad un chiarimento definitivo.

“Il forno elettrico non è uscito dai nostro radar” tranquillizza la sottosegretaria Alessia Morani, che ricorda i 100 milioni che fino ad oggi Governo e Regione hanno messo sul tavolo per il rilancio del polo produttivo. E il punto è proprio quello: la produzione autonoma di acciaio. Senza, anche per i sindacati, non ci può essere futuro per Piombino. “E’ un investimento, non il solo, fondamentale e strategico per il rilancio dell’economia della città” ribadisce Rossi.

Il 23 aprile 2014, sei anni fa, le acciaierie hanno spento l’altoforno. Pochi anni prima i russi, da poco subentrati, avevano lasciato la guida della società, che ancora oggi conta 1800 dipendenti diretti, che lavorano a rotazione tre o quattrocento per volta, ma che, con l’indotto e le maestranze di altre aziende, arrivano almeno a quota 5000.

Ma con una produzione autonoma, nuovi laminatoi, la logistica e gli investimenti fatti sul porto che possiede fondali di venti metri Piombino può essere ancora competitiva. Soprattutto per la produzione di rotaie, che ancora si vendono bene e c’è domanda e visto che è l’unico impianto in Italia in grado di farle.  Lo ribadisce anche il consiglio regionale (e a suo tempo sindaco della città) Gianni Anselmi. Bene dunque l’iniezione di liquidità, per superare la fase difficile. Bene, dice il consigliere regionale, il piano ponte. “Ma deve portare – sottolinea – al forno elettrico: quello deve rimanere l’orizzonte”.  E reclama il mantenimento di tutti gli impegni assunti da parte dell’azienda.

La pensa allo stesso modo anche la sottosegretaria. “L’impegno di Cassa depositi e prestiti – chiarisce – sarà proporzionale e andrà di pari passo rispetto agli impegni della società e il traguardo rimane la ripresa della produzione d’acciaio”.  Intanto venerdì al ministero proseguono gli incontri con l’azienda e le istituzioni.

Conclude Rossi: “La sottosegretaria Morani sta avendo l’atteggiamento giusto. In dieci anni, da quando mi occupo delle acciaierie di Piombino, è la seconda volta che un esponente del Governo viene, fa una visita, ascolta e cerca di capire quali sono i problemi. Questo mi fa ben sperare bene per il futuro”.

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Scritto da il 10.6.2020. Registrato sotto Economia, Foto, Toscana-Italia, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
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