COMITATO SALUTE: GIULIANI, LEI NON RAPPRESENTA PIU’ PIOMBINO

Piombino (LI) – Il Comitato salute pubblica risponde in modo perentorio ai commenti del Sindaco di Piombino Massimo Giuliani che dopo aver di fatto sempre tutelato l’impresa, il giorno dopo la vendita a Navarra aveva commentato dicendo che «ora però siamo in un’altra fase, io spero che il Comitato collabori con noi, anche se è chiaro che se devìa e diventa uno strumento politico, tutto sarà più difficile». La risposta è stata durissima e la pubblichiamo integralmente sotto.

Per quanto riguarda la proprietà di Rimateria, con il 30% di Rimateria a Navarra, la quota pubblica detenuta dai Comuni nell’azienda è scesa al 27,75%, con un 12,25% a Lucchini in amministrazione straordinaria, e il 60%  diviso tra Unirecuperi e Navarra Spa, che ha acquistato il secondo 30% al prezzo di 2,8 milioni di euro (quando la discarica era pubblica le quote di Asiu erano così divise: Piombino 61,80%, Campiglia 20,64%, San Vincenzo 8,64%, Castagneto 8,72%, Suvereto 0,12%, Sassetta 0,08%). Il Comitato inoltre invita i cittadini di Piombino sabato 2 febbraio a partire dalle 10,30 in Piazza Cappelletti.

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Egregio Sindaco,

le diciamo subito, a scanso di equivoci, che non solo noi continueremo a difendere la salute e l’ambiente, ma che non la riteniamo più capace di rappresentare i suoi concittadini.

Lei ha venduto un’azienda appartenente ai suoi cittadini senza che loro le abbiano dato un mandato diretto come aveva il dovere di richiedere. Lei ha consegnato la maggioranza delle azioni della SpA Rimateria a privati che, è facile prevederlo, la gestiranno  per fare profitti senza alcun riguardo alle esigenze locali. Questa è stata del resto finora la gestione di RIMateria: ha accolto rifiuti provenienti da ogni parte e lo ha fatto in mancanza dei requisiti minimi per fare funzionare in modo corretto una discarica.

Quando per questo è stata sequestrata , poi, Lei non si è limitato a chiedere la messa a norma, ha chiesto che potessero essere ripresi immediatamente i conferimenti. E lo ha fatto ben sapendo che, lavorando in quelle condizioni, le conseguenze erano facilmente immaginabili: continuare ad inquinare ed a danneggiare la salute dei suoi concittadini. Lei ha avallato la nascita della SpA RIMateria, in cui confluiva ASIU, che, al di là delle intenzioni dichiarate, aveva un solo scopo: fare sparire il buco di 50 milioni che incredibilmente un’azienda controllata dal pubblico aveva accumulato.

Per fare sparire il “buco economico” e le responsabilità di chi ha gestito ASIU ora Lei ha leso anche un diritto democratico, la possibilità di eseguire il referendum. Era in suo potere  far convocare l’assemblea dei soci ASIU e chiedere la sospensione della vendita, con ogni probabilità l’avrebbe ottenuta. Ma pur di non affrontare le responsabilità che derivavano dalla fallimentare gestione ASIU ha fatto passare in secondo piano la salute dei suoi concittadini e la democrazia.

Ci chiede di collaborare, ma sappiamo che continuerà ad ignorarci. Le abbiamo chiesto di fare eseguire i carotaggi per scoprire se nella discarica sono finiti, per la nota vicenda Lonzi e RaRi relativa al traffico illecito di rifiuti, dei rifiuti pericolosi: prima ci ha detto di sì, poi ci ha ripensato. Lei, ignorando le potenzialità del nostro territorio (che deve affiancare al rilancio della siderurgia il turismo, l’agricoltura, le attività legate al mare, ecc) appoggia il nuovo progetto di RIMateria che vuole fare sorgere all’ingresso della città un’altra mega discarica da 2,85 milioni di metri cubi per rifiuti speciali che proverranno dal mercato globale e impedirà la diversificazione.

 A Colmata abitano 52 nuclei familiari, circa 152 cittadini. La legge dice che non può essere costruita una discarica a meno di 500 metri dalle abitazioni, per tutelare la loro salute. La Regione Toscana per analizzare il nuovo progetto RIMateria Le chiede se Colmata è un centro abitato perché spetta al Comune dirlo. Glielo diciamo noi: siamo un centro abitato, ci abitano cittadini che hanno diritto alla tutela della loro salute. Glielo diciamo noi perché temiamo che la sua risposta ci neghi anche questa evidenza.

Ci invita a collaborare: come è possibile collaborare con Lei che promette e non mantiene, che non persegue gli interessi generali della sua città? Nel prossimo Consiglio Comunale chiederà l’approvazione di una nuova proposta di variante urbanistica con la quale si aumenterà  ulteriormente la zona destinata ai rifiuti, trasformando in questo senso una zona che nella recentissima variazione urbanistica era invece destinata all’industria siderurgica.  Le ricordiamo che gestire un territorio non significa metterlo a disposizione di chi lo chiede senza garanzie o contropartite occupazionali. Lei invece ha scelto di continuare a lasciare fare a JWS come fece con Rebrab.

Ci invita a non fare politica. Stia tranquillo, non faremo certo la “politica” per come la intende Lei. Noi continueremo a fare  politica come abbiamo fatto fino ad oggi: per risolvere insieme i problemi comuni, dare voce ai cittadini, permettere la loro partecipazione alle scelte.

 Per noi questa è la Politica e non una delega in bianco. La politica è partecipazione e per questo sabato 2 febbraio a partire dalle 10,30 saremo a disposizione dei cittadini in Piazza Cappelletti.

Comitato Salute Pubblica

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Scritto da il 2.2.2019. Registrato sotto ambiente/territorio, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
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