PIOMBINO: IL PD BOCCIA IL REFERENDUM SU RIMATERIA

il consiglio comunale di Piombino

Piombino (LI) – Bocciati, come purtroppo previsto dalle opposizioni, i due ordini del giorno presentati il 30 agosto scorso  per l’indizione del referendum comunale su Rimateria, l’azienda che oggi gestisce la discarica di Ischia di Crociano che accoglie rifiuti speciali (gli urbani vanno come noto a Grosseto). Vista l’importanza degli interventi e il peso delle affermazioni fatte in consiglio comunale, sarà nostra cura fornire ai nostri lettori i video, non appena questi saranno disponibili, per comprendere in autonomia quanto accaduto.

Due le questioni principali che le opposizioni vorrebbero proporre al giudizio dei cittadini con il referendum: la realizzazione nell’area di Ischia di Crociano di una discarica di accogliere 2 milioni e 500 mila metri cubi di rifiuti speciali, come previsto dal nuovo progetto presentato da Rimateria e dalla richiesta di Via presentato alla Regione Toscana; la volontà di cessione, anche parziale, di quote di proprietà di Rimateria a soggetti privati.

I due ordini del giorno presentati compattamente da tutte le forze politiche di opposizione  (Rifondazione comunista, Un’Altra Piombino, Ferrari sindaco Forza Italia, Movimento 5 stelle, Ascolta Piombino) non sono stati approvati in quanto ha pesato il voto contrario dei consiglieri del PD, mentre l’altro partito di maggioranza presente in consiglio, “Sinistra per Piombino” rappresentato da Marco Mosci, si è astenuto. I voti favorevoli di tutte le opposizioni presenti non sono stati quindi sufficienti.

Il confronto è stato prevalentemente di natura politica mentre altra cosa sarà la procedura tecnica di richiesta del referendum, che si deve ancora attivare.  L’iter formale, come ha spiegato il sindaco Giuliani nel suo intervento, non è per niente semplice e prevede alcuni passaggi preliminari che dovranno essere svolti da settembre a novembre.

Se come promesso le opposizioni chiederanno alla città comunque di esprimersi, raccogliendo le 2500 firme necessarie per bypassare il NO dei consiglieri PD, il comitato promotore per il referendum dovrà presentare formale richiesta in Comune e da quel momento, fino alla fine di ottobre, la commissione comunale, formata dal sindaco, segretario comunale e due funzionari comunali competenti per materia, esprimerà il proprio giudizio. Nel mese di novembre sarà nuovamente il consiglio comunale ad esprimersi. Nel caso in cui la commissione decretasse la non ammissibilità del referendum, il consiglio comunale potrebbe ribaltare questa decisione ma solo con il voto favorevole della maggioranza qualificata del consiglio, e cioè  dei 2/3 dei consiglieri.

Un’altra questione è legata al periodi di svolgimento del referendum. Le consultazioni referendarie, secondo il regolamento comunale del 1993, si possono svolgere solo in due periodi dell’anno e cioè dal 1 maggio al 15 giugno e dal 1 ottobre al 15 novembre. Non ci sarebbe più tempo quindi per il 2018 e si andrebbe direttamente al 2019. Considerando però che nella prossima primavera ci saranno le elezioni amministrative, il referendum, se venisse ammesso, potrebbe essere indetto solo per ottobre/novembre 2019 dal momento che non è compatibile con le amministrative.

Questo però sarebbe un problema per la maggioranza che sostiene il progetto e non per le opposizioni, in quanto il comma 9 dell’articolo 34 dello statuto comunale chiaramente dice che “Quando il referendum sia stato indetto, l’Amministrazione comunale non dà luogo ad alcuna attività amministrativa inerente l’argomento oggetto del referendum, salvi gli atti urgenti; in questo ultimo caso il competente organo dell’amministrazione comunale, previa consultazione dei Presidenti dei gruppi consiliari, adotta gli atti ritenuti urgenti con la maggioranza dei componenti lo stesso organo”. Cedere quote ai privati di una azienda pubblica non è certo un “atto urgente” visto anche che Rimateria, avendo a disposizione il “Cono rovesciato” ha almeno due anni di autonomia lavorativa senza considerare le mai fatte bonifiche di “Città futura” e la messa in sicurezza della discarica di “Poggio ai Venti”, che potrebbero far almeno raddoppiare tale forchetta temporale.

Al di là delle questioni tecniche, non sufficientemente approfondite (che possono essere però conosciute dalla cittadinanza premendo su questo link) la discussione politica si è polarizzata su due posizioni contrapposte, le stesse già emerse nei procedenti incontri e consigli comunali sui rifiuti.

Il Pd, con il proprio capogruppo Rinaldo Barsotti, ha espresso l’idea che sia necessaria un’assunzione di responsabilità, “Siamo in vista di uno sbocco positivo per un futuro più certo che si  fermerebbe nel caso di un referendum – il tema è stato affrontato più volte in tante occasioni senza nessuna preclusione di dialogo”.

Per il sindaco Giuliani l’ammissione del referendum potrebbe bloccare l’attività amministrativa da parte di Rimateria creando una sorta di “limbo” dell’attività aziendale e interrompendo i progetti in corso. In più ci potrebbe essere anche il rischio di una richiesta di risarcimento di danno da parte dell’azienda stessa, perché il progetto Rimateria è stato approvato dal consiglio comunale. “Rimateria sta risanando un’area dove sono presenti quattro discariche e il referendum fermerebbe il risanamento di un territorio – Ha detto Giuliani”.

Le opposizioni hanno invece informato che già 3000 firme sono state raccolte contro il raddoppio di Rimateria, e presentato i documenti evidenziando la preoccupazione che desta il progetto di ampliamento della discarica,  in relazione alla previsione di realizzazione di una nuova enorme, grande come 100 campi di calcio regolamentari alti 32 metri all’entrata di Piombino, al tipo di rifiuti che vi verranno lavorati, alla provenienza di questi prodotti conferiti da vari siti italiani e toscani.

“Laddove non si bonifica – ha detto Carla Bezzini – si crea un’immensa area di discarica. Chiediamo pertanto che la cittadinanza si pronunci su questo progetto di grande impatto sul territorio.”

A questo si unisce la questione della vendita di quote di proprietà di Rimateria a soggetti privati.

“Rimateria in un anno è passata da un’esposizione debitoria di 21 milioni a un debito di 9 milioni di euro, trovando le risorse per la messa a norma. Con l’approvazione della quarta variante Rimateria ha a disposizione 400mila metri cubi per far partire Rimateria e la bonifica della Li53 – ha affermato Daniele Pasquinelli – riteniamo quindi importante che i cittadini possano esprimersi su questo.”

Anche per le altre forse di opposizione, Ascolta Piombino, Rifondazione comunista e Ferrari sindaco Forza Italia, la situazione deriva da responsabilità precedenti (ricordiamo che nelle due precedenti legislature il sindaco Giuliani era assessore al bilancio)e non è giusto che a subire, ndr.) e non è giusto che a subire i danni debba essere la cittadinanza. Il PD accetta un piano industriale altamente impattante per riparare a questi errori – hanno affermato i consiglieri di opposizione.

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A SEGUIRE IL COMMENTO “POST VOTO” DELLE OPPOSIZIONI E I MOTIVI PER CUI CONGIUNTAMENTE HANNO CHIESTO IL REFERENDUM SU RIMATERIA

PAGINA NERA PER IL TERRITORIO E, QUEL CHE È PEGGIO, PER LA DEMOCRAZIA
Questa mattina abbiamo assistito alla pagina più nera della politica amministrativa del Comune di Piombino, quantomeno degli ultimi anni. Eppure questa amministrazione comunale di perle ne ha collezionate parecchie.
Di fronte al nuovo progetto di Rimateria, con la richiesta di ampliamento della discarica a 2.500.000 di metri cubi e la volontà di privatizzare ciò che, quando c’erano decine di milioni di debiti era pubblica, le opposizioni hanno chiesto di celebrare due referendum consultivi.
Visto che le decisioni su Rimateria avranno effetti sostanziali per i prossimi decenni, abbiamo ritenuto che la popolazione dovesse esprimersi attraverso lo strumento che rappresenta la più alta espressione di democrazia.
Semplicemente con un si o con un no i cittadini avrebbero potuto decidere il loro destino ed il destino delle generazioni future.
Questa proposta è stata bocciata dal Partito Democratico.
La notizia si commenta da sola.
Rifondazione comunista,
Un’Altra Piombino,
Ferrari sindaco Forza Italia,
Movimento 5 stelle,
Ascolta Piombino

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PD: TUTELIAMO LA CITTÀ E I LAVORATORI

L’Unione comunale del Pd di Piombino su Rimateria sostiene di «essere vicino ai lavoratori e a tutta la comunità. Lo abbiamo sempre fatto e continueremo a farlo. Proprio per questo motivo non siamo stati favorevoli alla proposta di un referendum su Rimateria avanzata dalle opposizione».

La mozione non è stata accolta «perché a nostro avviso presenta finalità del tutto strumentali e propagandistiche, proprio ora che siamo in vista di uno sbocco positivo che potrà garantire attraverso l’Accordo di programma un futuro certo non solo ai lavoratori e alle loro famiglie, ma anche alla stessa Rimateria. Una città che si avvalga di uno sviluppo sostenibile. È questo quello che noi vogliamo».

«Non vogliamo ignorare l’opinione dei cittadini, per questo abbiamo presentato un odg per un percorso di trasparenza e condivisione delle informazioni».

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REFERENDUM RIMATERIA – PIOMBINO AD UN BIVIO: L’AMPLIAMENTO DELLA DISCARICA E LA PRIVATIZZAZIONE DELLA SOCIETÀ AVRANNO ENORMI RIPERCUSSIONI SUL TERRITORIO PER I PROSSIMI DECENNI.
È GIUSTO INTERROGARE LA POPOLAZIONE.

Il PD fino ad oggi ha gestito Rimateria dettando gli indirizzi di una scellerata politica dei rifiuti. Non sono condivisibili due scelte politiche assunte.

Da un lato, la volontà di ampliare la discarica (sino a due milioni e mezzo di metri cubi di rifiuti speciali); un progetto assolutamente non necessario, se non per aprire al business dei rifiuti speciali. Rimateria, infatti, non nacque per accogliere rifiuti da qualsiasi parte del mondo bensì per ricevere quelli derivanti dalla produzione dell’acciaio nonché quelli presenti su molte aree limitrofe alla fabbrica.

Ed invece, con l’allargamento della discarica si vorrebbe lucrare sui rifiuti.

Dall’altro lato, la cessione delle quote sociali a privati, con scelte aziendali dettate non più dagli interessi pubblici e del territorio ma da esigenze di profitto.

Insomma, fino a che la società era ricoperta dai debiti, era pubblica. Ora che si stanno profilando enormi guadagni collegati ai milioni di metri cubi di rifiuti speciali provenienti da fuori, la si vuole privatizzare.

Le scelte che il PD sta assumendo su Rimateria e, più in generale, sui rifiuti, avranno effetti negativi sull’intera città, con ripercussioni in termini di salute, di impatto visivo ed odorifero nonché turistico, annientando ogni possibile metamorfosi della città. Il tutto senza ritorni neppure economici per il territorio, visto che a guadagnarci – e tanto – saranno dei privati.

Vogliamo sperare che alla base di tali decisioni ci sia solamente l’inettitudine di chi ci amministra.

Di fronte a scelte così importanti per il destino delle prossime generazioni, abbiamo deciso, noi tutte le forze politiche di opposizione, di chiedere al consiglio comunale di indire due referendum consultivi per consentire alla popolazione di prendere posizione sia sull’ampliamento della discarica che sulla cessione delle relative quote a società private.

Così facendo le forze di opposizione hanno deciso di anteporre agli interessi di ciascun gruppo politico o lista civica quelli della città intera.

Ferrari Sindaco
Ascolta Piombino
Rifondazione Comunista
Movimento 5 Stelle
Un’Altra Piombino

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Scritto da il 31.8.2018. Registrato sotto Foto, politica, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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