VAL DI CORNIA: QUALE FUTURO PER PIETRELLI, CAMBIAVERSO E PD?

Carla Maestrini con Matteo Renzi e l'assessore Pietrelli

Maestrini con Matteo Renzi e  Pietrelli

Piombino (LI) – L’uscita di Martina Pietrelli, renziana della prima ora ed Ex assessore comunale, dall’associazione “Costa Toscana – Cambiaverso” alcuni giorni fa, dopo l’abbandono a poche ore dalla sua fondazione nel 2015 di Carla Maestrini (che pochi mesi dopo ha anche sostituito come assessore la stessa Pietrelli, ndr.), a prescindere dalle varie sfaccettature che i vari comunicati che potete leggere sotto mostrano, presentano un partito debole,  nel quale gli spazi per portare avanti una discussione interna sembra siano molto ridotti.

Un partito frammentato che (per motivi ai quali dovrebbe rispondere la stessa dirigenza, ndr.) spesso sembra non comprendere le reali esigenze di rinnovamento di questo territorio.

Pubblichiamo integralmente tutti i commenti, in modo che i nostri lettori possano farsi una propria idea della situazione in totale autonomia.

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PIETRELLI: «A CHI GUIDA IL PD NON INTERESSA DISCUTERE I PROBLEMI»

Martina Pietrelli con Mazzeo e Maestrini

Martina Pietrelli con Mazzeo e Maestrini

«In questi ultimi tempi abbiamo avviato una riflessione sulla situazione politica locale e nazionale che ci ha spinto a prendere la decisione di uscire dall’associazione Costa Toscana Cambiaverso. Ci teniamo a spiegarne i motivi pubblicamente, per essere chiari soprattutto con chi in questi anni ci ha sempre seguito e dato fiducia.

Siamo fermamente convinti che al nostro paese e al nostro territorio serva un grande, radicale e profondo cambiamento. In nome di questa convinzione abbiamo seguito l’iniziativa di Matteo Renzi fin dall’inizio e continueremo a seguirla perché pensiamo che rappresenti l’unica possibilità credibile e concreta di rimettere in marcia questo paese.

Ma questo non ci impedisce di vedere alcuni punti critici, che riguardano in particolare l’attività del Partito Democratico e la sua presenza sui territori.

Per produrre un vero cambiamento del nostro paese, infatti, non basta l’azione del governo nazionale, peraltro messa a dura prova e limitata dalla necessità di trovare accordi e equilibri con i gruppi parlamentari frutto del voto del 2013. Nessun cambiamento andrà in profondità se nella realtà locali tutto rimane come è.

Non abbiamo difficoltà a riconoscere i nostri limiti rispetto al percorso fatto in questi anni, ma questo non sposta di un millimetro la necessità di innovazione della proposta complessiva di governo e della classe dirigente adatta ad interpretarla, anche a Piombino e in Val di Cornia.

In questo senso ci sembra che i risultati delle ultime amministrative confermino il nostro pensiero: le persone decidono di dare fiducia a chi pensano sia più credibile e in grado di rappresentare il cambiamento che continuano a volere.

Se questo è vero, l’azione di chi come noi a livello locale ha cercato di rappresentare una visione del territorio che puntasse decisamente alla valorizzazione di risorse e potenzialità inespresse, in modo da ricostruire un modello sociale ed economico solido e in grado di durare nel tempo, deve essere più decisa e dirompente.

Gli spazi per portare avanti questa linea dentro il PD locale, sono, purtroppo, molto ridotti. A chi lo guida, infatti, non interessa discutere dei problemi e capire se le cose che diciamo hanno un senso, ma vuole esclusivamente mantenere il controllo del partito facendo passare l’idea che chi dice cose diverse dalla linea del gruppo dirigente è contro il PD. La situazione ha convinto diversi esponenti dell’associazione Cambiaverso che tenere una linea più prudente sia la cosa più giusta da fare.

Secondo noi, invece, preoccuparsi delle dinamiche interne al partito non può e non deve condizionare l’azione di un’associazione che è nata per promuovere idee e proposte a vantaggio del nostro territorio. Nello stesso tempo non vogliamo partecipare al gioco di chi trasforma ogni nostra proposta in una polemica personale.

Recuperiamo dunque la nostra libertà per usarla in ogni spazio che ci sarà concesso o che sapremo aprirci tra la gente comune, convinti che in un momento difficile come questo, servono serenità e lungimiranza, e l’intelligenza per combattere i problemi, non le persone».

Martina Pietrelli, Delia Del Carlo, Sergio Fedeli, Carlo Canaccini

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«IL VERSO GIUSTO» PER VALERIO FABIANI E CARLA MAESTRINI

Carla Maestrini e Valerio Fabiani

Carla Maestrini e Valerio Fabiani

«Prima ci spiegano – commenta su Facebook il Segretario del PD Fabiani –  che la loro libertà la difendono fondando un’associazione, poi (sempre gli stessi) ci spiegano che sempre per difendere la loro libertà da quella stessa associazione che hanno fondato devono uscire. Io, francamente, non ci capisco più niente… Ma soprattutto non capisco cosa c’entri io che di quell’associazione non sono mai stato iscritto e tanto meno dirigente, quindi perché dovrebbero lasciarla in polemica con me?? (Non capisco se mi si sopravvaluta o se ormai per qualcuno rappresenti un’ossessione)

Ma soprattutto soprattutto (2 volte!), qualcosa mi dice che i problemi di cui occuparsi siano francamente altri di questi tempi. E se su questi si intendesse dare il proprio contributo, lo accetteremmo a braccia aperte, magari un primo passo potrebbe essere partecipare alle riunioni che invece si disertano sistematicamente da quando non si hanno più incarichi istituzionali. Non so cosa rappresenti o non rappresenti per costoro quell’associazione.

Di certo so cosa siamo o non siamo noi, un luogo in cui ciascuno può dare il proprio contributo ma a patto di accettare di confrontarsi con tutti, non un autobus da cui si scende e si sale a seconda delle convenienze. In politica come nella vita si vince e si perde ma quando hai avuto tante opportunità e il privilegio di servire la tua città e il tuo partito dovresti essere prima di tutto grato a chi te lo ha consentito. E poi, se posso dare un amichevole consiglio non richiesto, ogni tanto domandarsi dove si è sbagliato noi stessi prima di dare, come sempre, la colpa a tutti gli altri, aiuta a crescere e a non correre il rischio di perpetuare all’infinito gli stessi errori».

Carla Maestrini commenta così quanto scritto da Fabiani: «Io non ho votato per Valerio Fabiani quando si è candidato come segretario della nostra Federazione. Lui non ha votato per me quando mi sono candidata come consigliere regionale. Spesso non abbiamo condiviso reciprocamente scelte e metodi.

Ma invece di fare guerre sante e battagline mediatiche, abbiamo deciso di intraprendere un percorso che parla di un nuovo modello di sviluppo per il nostro territorio e di innovazione. Un progetto su cui confrontarsi nelle istituzioni, con i cittadini e con gli iscritti, perché, come scrive giustamente Valerio in questo post, un partito non è un autobus da cui scendere e salire, ma una comunità di donne e uomini che si confrontano su progetti condivisi che, per fortuna, superano i destini personali dei propri dirigenti. Figuriamoci il rancore.

La libertà si esercita con la presenza, lo studio, il confronto, non soltanto attraverso i comunicati stampa e i post su Facebook.  Umiltà, determinazione e sorriso».

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CAMBIAVERSO: «IL NOSTRO TERRITORIO RICHIEDE INNOVAZIONE RADICALE»

turismo costa toscana cambiaverso«Cambiaverso nacque con lo spirito di dare un contributo dentro e fuori il PD su idee e proposte riformiste sul territorio e sui temi nazionali, proprio perché credevamo che il nuovo corso che ha aperto il PD nazionale non sia ancora sufficientemente diffuso nella cultura politica che esprime il nostro partito nei territori. Da questo punto di vista non c’è nessuna differenza di analisi con chi come Martina Pietrelli si è sempre battuta, anche quando non andava di moda, per  affermare questi principi e questi temi.

Semmai è la fase che si apre va letta con grande attenzione. Le elezioni amministrative, l’esito del referendum inglese e la scadenza referendaria di Ottobre segneranno una passaggio determinante per l’Italia e perfino per l’esistenza del PD. Il Pd a tutti i livelli deve fare i conti con una società che vive una grande fase di inquietudine e di sfiducia verso “l’ordine costituito “ dei partiti tradizionali, il nostro territorio non è esente da questo problema e minimizzare o pensare di poter esentare Piombino, la Val di Cornia e la Provincia di Livorno dal un clima generale di disaffezione sarebbe un errore grave. I segnali ci sono, e chi ha responsabilità politiche non può omettere la realtà in nome di una presunta originalità legata alla tradizione.

Non esiste più un elettorato tradizionale in grado di assicurare un sicuro successo nei comuni che amministriamo, l’esempio di Torino è lampante da questo punto di vista.  Del resto le elezioni amministrative ci dicono che anche in Toscana il PD ha subito battute di arresto la dove si sono reiterate lotte interne e divisioni. Questa è una lezione attualissima anche per noi che viviamo in un territorio che sta in mezzo al guado di una riconversione difficilissima e ricca di incognite. Esprimere innovazione all’esterno, preoccuparsi di avere un dibattito interno al PD reale e profondo, costruire l’unità che riconosce e rispetta le differenza dovrebbe essere la preoccupazione di tutti a maggior ragione di chi in questo momento ha l’onere e l’onore di dirigere il PD.

Attenzione a sottovalutare fenomeni che in altri territori a noi vicini hanno portato a lacerazioni che hanno contribuito a produrre sconfitte elettorali.  In questa direzione noi vogliamo portare il nostro contributo, con chiarezza e senza ambiguità. perché la fase che si apre richiede un di più di responsabilità, perché se a Ottobre al referendum perderemo o accuseremo problemi di gestione sui temi di governo locali, sarà tutto il PD a perdere e non solo chi ha la responsabilità di guidarlo o chi sta sulla frontiera dell’amministrazione.

Questo non significa rinunciare a dare il nostro contributo in modo propositivo e autonomo perché, la fase in cui versa il nostro territorio richiede un innovazione radicale che si trasformi in fatti concreti e non solo declamati. Su questo siamo pronti a dare il nostro contributo dentro il PD e fuori del PD aggregando quell’elettorato che alle primarie nazionali ha più volte sostenuto un novo corso per il PD a tutti i livelli».

Costa Toscana – Cambiaverso

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Scritto da il 26.6.2016. Registrato sotto Foto, politica, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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