PARODI: ASIU LA SITUAZIONE DA DRAMMATICA A GROTTESCA

Suvereto (LI) – Riceviamo e pubblichiamo integralmente dal sindaco di Suvereto Giuliano Parodi e a seguire un altro interessante intervento del Movimento 5 stelle di Piombino che fa una serie di domande sul futuro di Asiu al quale sarebbe l’ora che arrivassero le risposte da chi governa.

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«La vicenda ASIU – inizia il sindaco Parodi – sta assumendo in questi giorni da contorni drammatici a grotteschi, legati alle nomine del nuovo cda. Asiu e’ una societa’ di fatto fallita, con un bilancio 2014 chiuso con oltre 700 mila euro di deficit e con oltre 30 milioni di debiti: 6 milioni di debiti solo nei confronti dei fornitori a cui si aggiungono quelli con le banche, gli ammortamenti degli impianti (TAP e CDR) e la fideiussione per il post mortem della attuale discarica di Ischia di Crociano.

La nomina del consigliere Olmo, mai stata oggetto di discussione nell’assemblea dei soci, ma piovuta dall’alto poche ore prima della votazione, alla luce del art. 6 della Legge Madia (114/2014) risulta appunto grottesca. Il sindaco di Piombino prima dichiara che i legali di Asiu stanno facendo approfondimenti sulla compatibilita’ e poi in un comunicato stampa congiunto con il sindaco Campiglia M.ma, beatamente afferma che sapeva tutto dell’incompatibilita’ di Olmo gia’ prima della nomina ma ha deciso di inserirlo nel cda per un anno a costo zero.

“Da socio di Asiu e da cittadino” interviene il Sindaco Giuliano Parodi “mi sento un po’ preso in giro, visto che nell’assemblea del 15 luglio, dove si sono votate le nomine, questa questione non e’ mai uscita fuori e tanto meno la gratuita’ della prestazione di Olmo, anzi e’ stata rimandata ad assemblea successiva la ripartizione dei compensi.”

“Personalmente vista la gravita’ della situazione economica/finanziaria di ASIU” continua il sindaco di Suvereto “non sento la necessita’ di un pensionato, che in maniera volontaria venga a prestare la sua opera nel c.d.a, ma per il bene dei cittadini e dei lavoratori vorrei un professionista competente nel settore anche da remunerare, ma che risolva i problemi.”

La situazione debitoria di ASIU ha fatto fare marcia indietro a SEI Toscana, che dal 1 di agosto, come gia’ stabilito da decreto del direttore di AtoSud, non acquistera’ nessun ramo di azienda di ASIU, ma proporra’ di affitare personale e mezzi fino a quando i conti della partecipata non ritorneranno con il segno positivo. Il che significa 2 cose: che i lavoratori non passeranno in SEI Toscana e che questo processo di affitto e di insicurezza per loro si protrarra’ per i prossimi 3 anni.

Questo scenario drammatico, sottovalutato e taciuto per troppo tempo dai Sindaci, ora si palesa con tutte le sue difficolta’. Il nuovo corso del Presidente Caramassi, nel solco di Murzi, non promette niente di buono: costruire discariche per riempirle di rifiuti speciali e pericolosi puo’ essere anche un business redditizio che richiede pero’ onerosi investimenti iniziali da fare con capitali pubblici (oltre 25 milioni di euro per costruire la discarica sulla Li53, oltre 3 milioni di euro per il “cono rovescio” , senza contare le fidejussioni che devono essere versate a garanzia della chiusura a fine vita) e tempi autorizzativi lunghi che, una societa’ al collasso come ASIU e i suoi soci non possono permettersi.

“Mi aspettavo” conclude Parodi “nelle prime dichiarazione del nuovo Presidente soluzioni a breve termine per dare ossigeno alle casse di ASIU e soprattutto un piano fattivo di ristrutturazione del debito”».

Giuliano Parodi
Sindaco di Suvereto

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M5S PIOMBINO: «SARA’ PREMIATO L’ARTEFICE DEI FALLIMENTI DI ASIU?

«Con il cambio al vertice di ASIU – inizia il comunicato – vengono riproposte ricette del passato senza dare chiarezza né sugli aspetti finanziari legati ad un abisso debitorio, né sul futuro dei lavoratori coinvolti nel passaggio a SEI Toscana dei servizi di spazzamento, né sugli impianti in forza ad ASIU stessa.

L’area industriale di Piombino è stata, per decenni, sede di stoccaggio abusivo di scarti delle lavorazioni industriali.

Già nel 1994 uno studio Arpat (citato anche recentemente dal neopresidente Asiu Caramassi) indicava in 7 metri il rialzo dal piano di campagna realizzato utilizzando questi scarti.

Del resto il conto è presto fatto: per ogni tonnellata di acciao prodotta con il sistema dell’AFO, si produceva ½ tonnellata di scarti. Andate a rivedere i quantitativi di acciaio prodotto negli anni dallo stabilimento di Piombino, calcolate gli scarti prodotti e poi provate a sottrarre la quantità conferita ad Asiu negli stessi anni. Vedrete che, per quanto si parli di quantitativi enormi, si tratta di cifre irrisorie rispetto a quanto effettivamente prodotto e presumibilmente stoccato nell’area industriale (non ci risultano, ma vorremmo essere smentiti, conferimenti verso siti lontani).

Il paradosso è che perfino i rifiuti speciali conferiti ad Asiu non sono stati trattati per produrre conglomix (il cui iter autorizzativo è rimasto fermo per 10 anni!!!), ma sono stati direttamente messi in discarica, provocandone il precoce esaurimento: con enorme danno per il territorio e la spudorata richiesta di andare urgentemente alla creazione di una nuova.

Inoltre nessuno sembra volersi accorgere nella montagna di amianto, derivante dalle demolizioni, che dovrà essere inertizzato e smaltito.

Parlare oggi di bonifica dell’area industriale chiama, quindi, in causa responsabilità enormi di vari soggetti:

– quelli industriali che si sono succeduti nella proprietà dello stabilimento;

– quelli politici che hanno permesso che l’industria non fosse caricata dei costi di smaltimento, forse ritenendo così di aumentarne la competitività e (nel loro miope pensiero) l’occupazione;

– quelli istituzionalmente chiamati a controllare e verificare (a partire da Arpat).

Il futuro industriale che si prospetta per quell’area, pur prevedendo l’utilizzo di tecnologie industriali meno impattanti, continuerà a produrre scarti. Riteniamo che ogni piano industriale, ogni accordo di programma, ogni tentativo di “visione d’insieme” di questo territorio, debba farsi carico di questo tema. Anche AFERPI deve sapere che non potrà produrre senza dotarsi di un progetto di recupero della materia.

La politica deve riuscire a recuperate le risorse necessarie a intervenire sullo stoccaggio “storico” delle stesse (facendo pagare i responsabili e, comunque, facendosi carico del periodo di produzione statale). Evidentemente questa questione chiama in causa Asiu, TAP e il conglomix.

Al di là della risibile procedura di identificazione dei componenti del consiglio di amministrazione, fra cui addirittura un soggetto incompatibile (in quanto pensionato), è necessario fare chiarezza su alcuni punti:

– c’è la volontà di erodere lo strapotere di Sales sul nostro territorio, con la conseguente scelta di utilizzare il materiale di cava per le opere portuali (arrivando a introdurre l’utilizzo di conglomix, previsto nell’AdP, solo come “invito” non vincolante)?

– esiste la capacità produttiva per fornire il conglomix necessario all’avanzamento dei lavori, nei tempi e nella qualità previsti?

– esiste un equilibrio finanziario che permetta ad Asiu di affrontare questa sfida?

Ricordiamo che tutto questo era già auspicabile e auspicato: quale “discontinuità” è avvenuta per rendere credibile il reiterare la stessa ricetta, già pesantemente fallita per le responsabilità succitate e per la pessima gestione del CdA uscente?

Per maggiore chiarezza: verrà premiato, politicamente ed economicamente, chi è stato l’artefice degli insuccessi della gestione Asiu in termini di trattamento rifiuti, spreco risorse pubbliche, spericolato utilizzo fondi europei e comunali… oppure verranno richiesti opportuni risarcimenti, economici e politici?

Guardando specificatamente a Piombino: quale assunzione di responsabilità verrà chiesta all’assessore (già pesantemente screditato per l’attività svolta sugli altri temi assegnatigli)?»

MOVIMENTO 5 STELLE PIOMBINO

DANIELE PASQUINELLI

SUSY NINCI

MASSIMILIANO SANTINI

LESSI ANDREA

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Scritto da il 29.7.2015. Registrato sotto ambiente/territorio, Foto, Toscana-Italia, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

4 Commenti per “PARODI: ASIU LA SITUAZIONE DA DRAMMATICA A GROTTESCA”

  1. Ciuco nero

    Il m5 stelle e Parodi che mi sembrano abbastanza interessati alla questione dovrebbero iniziare a denunciare alla magistratura certe maialate fatte.per quanto riguarda la gestione dei rifiuti tossici lucchini tutti lo sapevano da l ultimo apprendista al direttore passando da usl e sindacati che hanno sempre fatto finta di niente.io li vorrei tanto in galera questi spocchiosi incapaci ….che hanno fatto fallire un azienda storica.

  2. Ciuco nero

    Le tecnologie per produrre acciaio pulito con altoforno esistano da 30 anni e passa ma qui a piombino mai viste..e secondo me di soldi negli anni tra comune sindacati usl e compagnia bella ne sono girati tanti x poter permettere di lavorare ancora come 70 anni fa.

  3. silvia

    I fallimenti sono dovuti solo ed esclusivamente alla malagestione, malgoverno e la totale incapacità dei dirigenti.
    Inoltre gli stipendi da 6 zeri non sono giustificati.
    Non capisco come si fa a stipendiare i dirigenti che fanno poi affondare le aziende….
    Idem vale per i ns politici.stipendi milionari x la totale incapacità ….
    Mi sono rotta di dare la parte del mio stipendo e ora cig ai ladri.

  4. Ciuco nero

    Con il tempo e le giuste persone uscirà fuori di tutto.
    Dalle promesse dei politici locali…esempio la 398??
    L ospedale a riotorto?? Tra poco chiudono anche a Piombino figuriamoci….alle varie porcate tipo il disastro ambientale lucchini il fallimento asa e asiu..altro che peste rossa.

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