VAL DI CORNIA: ORA POSSIBILI NUOVE INFRASTRUTTURE SULLA COSTA

Il consigliere regionale Matteo Tortolini

Il consigliere regionale Matteo Tortolini

VAL DI CORNIA/ELBA – Con l’approssimarsi delle elezioni regionali, che si dovrebbero tenere il 10 maggio 2015, ecco che arrivano nuove leggi ed emendamenti “last minute”: nel contesto della discussione sul “Piano paesaggistico” in commissione urbanistica e ambiente del consiglio regionale sono stati infatti approvati due emendamenti presentati dal consigliere Matteo Tortolini del Pd grazie ai quali si potrà tornare a realizzare infrastrutture lungo la costa. I nuovi interventi turistici, vietati da molti piani strutturali, sono adesso di nuovo possibili.

Dopo la recente adozione del PIT (piano di indirizzo territoriale) sono pervenute nei tempi previsti dalla legge le osservazioni da parte dei Comuni e dai vari soggetti privati (imprese, associazioni e cittadini), a seguito delle quali la giunta regionale ha elaborato le proprie controdeduzioni, fornendo al consiglio regionale un testo di legge con i pareri sulle proposte che sono prevenute. Il consiglio sta valutando tutte quelle osservazioni che i singoli consiglieri ritengono debbano avere un parere diverso o parzialmente diverso da quello espresso dalla giunta. E’ in questo contesto che si sono inserite le novità della commissione dove sono stati approvati gli emendamenti che riguardano la Val di Cornia e l’Elba proposti dal consigliere Matteo Tortolini e che riguardano in particolar modo il settore turistico, la rigenerazione urbana, la funzione delle aree industriali.

Con il primo emendamento cambiano le direttive sulle strutture turistiche lungo il litorale, tra Piombino e San Vincenzo e tra Piombino e Follonica. Si mantiene fermo l’obiettivo di evitare processi di espansione urbana di tipo residenziale, ma si consentono nuovi interventi per strutture turistiche sulla base di criteri selettivi, oltre agli ampliamenti e alle riqualificazioni. I Comuni potranno scegliere se adeguarsi a questa possibilità che il Piano propone con annessi i criteri di selettività previsti come ad esempio nel caso di cambi d’uso come per la centrale di Tor del Sale.

Nel secondo emendamento per le aree industriali degradate si inserisce la priorità del riuso a fini produttivi anziché la rinaturalizzazione. Infine sull’ Isola d’Elba e in su tutto il tratto di costa interessato da San Vincenzo a Follonica, viene soppresso un articolo che vietava nuove infrastrutture. Siamo sicuri che non saranno pochi gli imprenditori che ne beneficeranno.

Riportiamo i commenti che ci sono giunti in questi giorni sull’argomento.

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COMITATO PER CAMPIGLIA: «TOSCANA ADDIO»

L’opera di demolizione del Piano Paesaggistico da parte della sesta commissione consiliare della Regione Toscana continua alacremente e con un raro impegno lavorativo del PD, in pieno accordo con le forze più conservatrici della Toscana con le quali ha scelto di allearsi allontanandosi da una possibile maggioranza all’interno della commissione più aperta a processi di riforme di fatto e non solo di parole.

Urbanisti, archeologi, paesaggisti, geologi, naturalisti, esperti del settore turistico avanzato ecc. noti a livello nazionale e non solo, avevano visto nel Piano Paesaggistico toscano un esempio innovativo in materia di tutela e promozione del paesaggio inteso come insieme di elementi identitari di un territorio.

Un gruppetto di politici, salvo rarissimi casi del tutto ignoranti della materia trattata, ha silurato definitivamente il lavoro di anni che cercava di mettere in sicurezza il territorio dalla politica di demolizione e di saccheggio del precedente Assessorato all’Urbanistica.

Stando a quanto riporta la stampa, il Presidente della Commissione Venturi, che secondo la sua biografia si ispira a Berlinguer, alle socialdemocrazie europee e al pensiero Kennediano (sic!), ha presentato emendamenti che praticamente ridanno il potere decisionale ai Comuni che in questi anni molto spesso si sono dimostrati pronti a permettere ogni porcheria urbanistica venisse richiesta dai soliti sostenitori di politiche speculative a corto o cortissimo raggio. Sempre stando alla stampa, non si stacca dal coro il vicecapogruppo PD che non ammette che la Val di Chiana non si faccia carico di un pò di discariche. E, sempre stando alla stampa, il piombinese Tortolini del PD ha presentato emendamenti al Piano che permetterebbero ulteriori attacchi alle coste e dune sul litorale maremmano con la realizzazione di villaggi turistici e nuove strade all’isola d’Elba, alla faccia della tutela del “brand toscano” voluto dai sindaci del territorio.

Ci sembra evidente in questa operazione dell’ultimo minuto, la volontà di vendicarsi della riduzione delle autonomie di Comuni spesso pochissimo virtuosi e pronti a interpretazioni funambolesche delle norme per accontentare qualche speculatore che arriva sventolando il sogno di nuovi posti di lavoro. Accanto a questa resa dei conti si svela finalmente anche il peso politico che in Toscana hanno i proprietari di cave delle Apuane, gli immobiliaristi del turismo di livello solo speculativo, i vignaioli che vorrebbero trasformare la Toscana in una piccola California.

E’ interessante vedere come il PD in quest’ultimo exploit tenti di stringere in un angolo il Governatore Rossi costringendolo a scegliere tra l’obbedienza al PD con relativa candidatura alle prossime elezioni, e il desiderio (speriamo) di difendere la scelta culturale e politica di aver dato l’incarico di Assessore all’Urbanistica alla professoressa Anna Marson dopo anni di nebbia politica e culturale nel settore gestione e governo del territorio.

Gli emendamenti sono passati senza «l’accordo dell’assessore all’urbanistica Anna Marson», ammette Venturi.

A questo punto se Rossi continuerà a cercare assurdi compromessi accogliendo in tutto o in parte gli emendamenti, sarà bene che per decenza dimissioni l’Assessore e si prenda la responsabilità, solo lui, di portare in consiglio una legge che da neonato sano rischia ormai di trasformarsi in un aborto da mammana.

Purtroppo lo scandalo politico rappresentato dal caso Piano Paesaggistico, permette anche di passare sotto silenzio il fatto che è pronta per la commissione di competenza una legge di modifica della legge 78/98 sulle cave che, se approvata così come è, batterà l’ultimo chiodo sul feretro del paesaggio toscano.

Infatti se questa proposta è piena di buone intenzioni, di fatto non si preoccupa minimamente di garantire strumenti che privilegino l’uso di materiale riciclato al posto di inerti scavati dalle montagne, che ne riducano la demolizione e che riequilibrino i danni portati dalle cave su altre settori del lavoro, che permettano di rinaturalizzare le migliaia di cave abbandonate in Toscana, che in sintesi portino la politica toscana sul tema nelle lineee molto più virtuose della politica di tanti paesi europei.

Comitato per Campiglia
Arch. Alberto Primi

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WALTER GASPERINI: COSTA FRUIBILE E PIANO DEL PAESAGGIO

Confesso che sono tra quelli che hanno sentito un brivido freddo leggendo che con le osservazioni al piano del paesaggio presentate dall’amico Tortolini si eliminava il vincolo di inedificabilità sulle coste per attività turistica. Sorpresa e incredulità insieme che derivano dalla storia politica e istituzionale che ha visto la sinistra al governo del nostro territorio e che nel primo piano regolatore coordinato tra i comuni, venne stabilita la completa liberalizzazione della costa da insediamenti che di fatto impedivano una fruizione aperta e libera del nostro litorale.

Di fatto con quei piani, venne stabilito dal confine nord con Castagneto Carducci, fino a quello sud con Follonica, tutte le coste della Val di Cornia dovevano essere liberate da insediamenti di qualsiasi tipo, portando ogni attività, campeggio, bungalow o altro, nella parte interna. Basta ricordare il campeggio di Torrenuova e quello di Torre Mozza, per non parlare della lottizzazione abusiva della Sterpaia che, la sua liberazione e pubblico utilizzo ha fatto la storia della pianificazione urbanistica della Val di Cornia e che ha distinto in maniera positiva le azioni dell’allora governo del territorio, il tutto condito da una visone unitaria, consapevole e ragionata, oltre che condivisa in ogni suo aspetto.

Parlare oggi di possibilità di realizzare interventi sulla costa porta quel senso di freddo che ricordavo all’inizio. Eppure la nostra Parchi Val di Conia è nata proprio per gestire anche le accoglienze turistiche sulle coste con dotazioni di servizi importanti alla pubblica fruizione.

E sulle coste non vorremmo, ne in Val di Cornia e ne altrove, porre insediamenti che trasformano un uso plurimo che valorizza e conferma una capacità di rapportarsi con il territorio dell’entroterra, per avere visione aperta che non chiude in camere stagne ogni settore di sviluppo, ma lo mantiene tutto in un processo studiato e consapevole, che parte dalla affermata consapevolezza di una diversificazione oggettiva che nella sostenibilità ambientale dello sviluppo trova la vera linfa per guardare avanti.

Credo di poter affermare che, almeno qui in Val di Cornia, sia chiaro il concetto che le coste debbano essere libere alla pubblica fruizione e non potrebbe essere accettata una visione che riporta insediamenti lungo le coste, tra l’altro nemmeno ben definiti e chiariti, siamo interessati ad un governo del territorio attento alla valorizzazione delle sue risorse naturali e ambientali, qui vogliamo uno sviluppo che non significa portare altro cemento o comunque insediamenti che occupano spazi che invece debbono rimanere liberi e aperti. Ritengo che il PD farebbe bene a chiarire con urgenza quali sono le sue visioni e i suoi impegni per il futuro, il rischio notevole è quello che anche su questo si gioca una parte non secondaria della sua credibilità sul governo del territorio.

Walter Gasperini
Suvereto

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GELICHI: “BASTA LACCI E PROTEZIONISMI IDEOLOGICI”

Apprendiamo dai quotidiani locali che in Regione, e in particolare nel consiglio regionale, sta maturando un’intelligente metamorfosi del PIT e del relativo Piano Paesaggistico. Una metamorfosi con la quale, emendamento dopo emendamento, si stralciano i vincoli e si trasformano in indirizzi.

Per chi ha seguito la politica e i programmi della lista civica Ascolta Piombino, sa che noi perseguiamo gli interessi a tutto tondo della citta e del suo territorio, e che nell’attuale scenario della crisi siderurgica, auspichiamo un’industria moderna, pulita e collocata al posto giusto ma, nel contempo, anche un’adeguata diversificazione che ci permetta in futuro di sdoganarci dai ricatti occupazionali del passato.

Pertanto non possiamo che congratularci per l’operato del PD regionale e, in particolare, del suo consigliere Matteo Tortolini che si è prodigato affinché questo territorio, dichiarato area di crisi complessa, non fosse gravato da lacci e laccioli di una pianificazione regionale offuscata da esagerati protezionismi ideologici.

Riccardo Gelichi
Ascolta Piombino

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LUIGI COPPOLA: UN AZZARDO NUOVI INSEDIAMENTI SULLA COSA

Era comprensibile che ci fosse la necessità di qualche modifica rispetto alla stesura iniziale del piano paesaggistico, ma sinceramente che vi fosse un’apertura rispetto a possibili nuovi insediamenti sulla costa ed all’Isola d’Elba è alquanto azzardato.

Ricordo che i posti letti diffusi sul territorio costiero ed insulare sono molti, anzi, già da tempo superiori rispetto alla ricettività delle spiagge adiacenti. Inoltre, solo per pochi giorni a cavallo di ferragosto vi è un’occupazione elevata, per il resto della stagione la disponibilità è certamente superiore alla domanda. Il turismo nel nostro territorio va qualificato con servizi adeguati, non certo con ulteriori strutture ricettive. Gli interventi di riqualificazione dell’esistente sono legittimi e comprensibili, un po’ meno il concetto di ampliamento, se non correlato esclusivamente alla funzionalità non certo all’incremento ricettivo.

Peraltro, le nuove potenziali costruzioni in alcune zone di Piombino, in particolare nell’area di Via della Pace e di Via del Risorgimento, già lungamente menzionate per la famosa questione della “Bellavista”, lasciano perplessi, soprattutto in un’ottica di seconde case con fini turistici. In città mancano molte cose in questo momento, non certo case vuote in vendita od in affitto, con un mercato immobiliare crollato vertiginosamente. Chiaramente sulla questione nuove strutture ricettive e turismo in genere sarebbe opportuno porre l’attenzione in termini analitici concreti e non certo demagogici o strumentali.

Nel frattempo Le Fabbricciane e aree limitrofi sono sempre zona franca e nessuno ha il coraggio di intervenire, come se in quell’ambito non pesasse il fenomeno di un’antropizzazione selvaggia, che certamente non fa il bene del TURISMO con la T maiuscola.

Luigi Coppola
UDC Provincia Livorno

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Scritto da il 11.3.2015. Registrato sotto ambiente/territorio, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

1 Commento per “VAL DI CORNIA: ORA POSSIBILI NUOVE INFRASTRUTTURE SULLA COSTA”

  1. Sergio Tognarelli

    Dice Gelichi: “Pertanto non possiamo che congratularci per l’operato del PD regionale e, in particolare, del suo consigliere Matteo Tortolini che si è prodigato affinché questo territorio, dichiarato area di crisi complessa, non fosse gravato da lacci e laccioli di una pianificazione regionale offuscata da esagerati protezionismi ideologici.”
    Ascolta Piombino, ascolta: lo spirito cementificatore, come soluzione dei problemi economico sociali, sta rinascendo. Ascolta Piombino, ascolta. (Com’è triste Piombino!).

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