PIOMBINO: POLEMICHE PER IL CANILE AD ENPA PER DUE ANNI

canilePiombino (LI) – Assegnata ad Enpa la gestione del canile per altri due anni. Nell’ottobre 2014 infatti, il Comune ha avviato una procedura ad evidenza pubblica mediante affidamento in economia per l’assegnazione dei servizi di gestione canile comunale, servizio accalappiatura cani vaganti e coordinamento colonie feline. Ma gli altri partecipanti denunciano che la gara è stata “viziata” in vari punti.

La gara si è svolta mediante la pubblicazione di un avviso pubblico per ricevere manifestazione di interesse. Tre soggetti hanno espresso il loro interesse e, dopo valutazione dei requisiti previsti dall’avviso per l’ammissione alla fase successiva della gara, sono stati invitati due soggetti a presentare l’offerta tecnica ed economica. Tuttavia soltanto uno di loro ha presentato la proposta progettuale che è stata esaminata da un’apposita commissione composta dall’arch. Cerrina, dirigente di settore, dal dott. Lera, membro esperto medico veterinario appartenente alla ASL val di cornia, dal dott. Melosi, membro esperto presidente ordine dei veterinari di Livorno, e dalla dott.ssa Cristina Pollegione, responsabile servizio ambiente con funzioni di segreteria.

“Pur in presenza di una sola offerta si è proceduto ad un attento esame della proposta progettuale e infine all’aggiudicazione definitiva dei servizi ad ENPA mediante la sottoscrizione di un contratto con validità due anni, ossia dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2016 – afferma Marco Chiarei, assessore all’ambiente e ai diritti degli animali.

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BIAGINI: UN BANDO “CUCITO” APPOSITAMENTE PER L’ENPA

Riceviamo e pubblichiamo integralmente da Maria Cristina Biagini dell’associazione “La Casa di Margot”.

«Il Comune di Piombino ha affidato all’ENPA per altri due anni (suscettibili di proroga) la gestione del canile comunale mediante una gara. Tutto bene dunque? Riteniamo di no.
Cominciamo dalla gara: essa è stata pubblicata solo ed esclusivamente sul sito del Comune, neanche un trafiletto su un giornale per avvertire chi avesse interesse che essa esisteva. Inoltre è stata concepita prevedendo dei requisiti, non contemplati dalla normativa, che tagliavano fuori tutte le associazioni protezionistiche locali eccetto l’ENPA. Si è poi previsto un affidamento biennale perché solo così la spesa di Euro 180.000 poteva consentire una procedura semplificata e quasi segreta.

Risultato: solo tre soggetti hanno partecipato e cioè ENPA, La Casa di Margot e una Cooperativa di Pontedera . La Casa di Margot, venuta per caso a conoscenza dell’avviso, è stata esclusa perché il Comune ha ritenuto che non avesse i requisiti. La Cooperativa di Pontedera si è ritirata. E così ENPA è rimasta sola.

Intendiamoci, era già tutto previsto, ma nonostante ciò abbiamo presentato una richiesta di chiarimenti alla responsabile del procedimento, arch. Cerrina, facendo presente che secondo noi la gara è viziata sotto diversi aspetti e chiedendo che venisse di nuovo bandita.

Mi limito ai più gravi: l’avviso è stato pubblicato per un giorno in meno dello stabilito, gli atti con cui essa viene bandita parlano di un affidamento ad Euro 90.000 annue IVA compresa, mentre l’aggiudicazione viene fatta ad Euro 90.000 IVA esclusa e perciò “puliti” (anzi Euro 89.500, visto che ENPA ha praticato un ribasso di Euro 500) , non si tiene conto della legge sul volontariato e qui mi fermo.

Dopo due mesi, in assenza della risposta dell’arch. Cerrina, ci siamo rivolti al Segretario Generale del Comune, che ci ha risposto proprio ieri senza entrare minimamente nel merito delle nostre contestazioni , ma dicendo che secondo lei la gara non sarebbe né nulla né annullabile. Perché non lo spiega.

Ed ecco come il Comune ha affidato all’ENPA sia la gestione del canile , che il servizio di accalappiatura che la gestione di una serie di colonie feline, anche queste individuate tra le moltissime presenti in Piombino secondo un criterio che non si comprende. Non sono però quelle in aree pubbliche, in quanto vi figurano anche colonie in proprietà privata.

E’ noto che le gare si possono fare in molti modi, lo dice anche la normativa contro la corruzione.

Se il Comune avesse voluto vedere più offerte, più prezzi, più progetti logicamente avrebbe dovuto fare di tutto per coinvolgere le Associazioni e le Cooperative : avrebbe avuto modo di scegliere tra una vasta gamma di soggetti, si sarebbero potuti elevare gli standard dei servizi e magari risparmiare anche qualche soldo.

C’era il rischio, certo – conclude Maria Cristina Biagini –  che la gara venisse vinta da altri, ma così sono, o dovrebbero essere, le selezioni pubbliche. Mi pare evidente che invece il Comune non volesse questo e che abbia fatto di tutto per restringere il numero dei concorrenti. Ci è riuscito, ma la domanda è : perché?».

La Presidente de La Casa di Margot
Maria Cristina Biagini

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Scritto da il 14.2.2015. Registrato sotto ambiente/territorio, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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