GIULIANO FEDELI: «IMPEGNATI A TEMPO PIENO PER PIOMBINO»

il vice presidente del Consiglio Regionale Giuliano Fedeli

il vice presidente del Consiglio Regionale Giuliano Fedeli

il vice presidente del Consiglio Regionale Giuliano Fedeli

il vice presidente del Consiglio Regionale Fedeli

Piombino (LI) – Intervista a tutto campo al vice presidente del Consiglio regionale Giuliano Fedeli sui principali temi d’interesse del territorio.

Lei ha seguito con attenzione lo sviluppo del porto di Piombino e spesso è venuto in visita in città per vedere come stanno procedendo i lavori. Ci fa il punto della situazione?
I lavori del porto di piombino, ad oggi, sono un esempio di come anche in Italia si possono fare le cose rapidamente e bene.
La Regione deliberò a fine luglio ’13 il piano regolatore portuale, abbiamo seguito e visitato i lavori, come 7^ Commissione infrastrutture e trasporti, nel mese di novembre ’14 e abbiamo constatato dopo un anno e mezzo circa, che si era al 60% dei lavori eseguiti che si prevedono terminati per fine giugno 2015; questo deve essere un esempio che quando c’è sinergia d’intenti fra istituzioni e si fa squadra, tutto è possibile.
Infatti se Comune, Provincia, Regione e Governo sono coesi le procedure scorrono veloci e nel rispetto delle regole. Quando, invece, emergono personalismi o interessi politici di primogenitura  le cose s’inceppano e divengono lunghe con possibilità di infiltrazioni poco chiare con tutte le conseguenze che ciò comporta… e di esempi ne abbiamo a non finire.Perciò la realizzazione del piano portuale che abbiamo constatato procedere nei tempi stabiliti, sarà determinante per lo sviluppo del nostro territorio essendo in posizione strategica per la Toscana e l’Italia mediterranea.
Resta la realizzazione della bretella stradale per Piombino per 50 milioni, fondamentale per le infrastrutture portuali e per il polo siderurgico.

Con l’autostrada Tirrenica ormai al “capolinea” come pensa la Regione di completare l’asse della SS398 che è sempre più richiesta da tutti i “detentori d’interesse”?
Da parte della  Regione e del  Presidente Rossi c’è la volontà di completare questo vuoto autostradale che ci assilla e si dibatte senza conclusione ormai da troppi anni, è chiaro che non ci sono mezzi finanziari  ne da parte dello stato ne della regione. Il Presidente Rossi ha presentato una mozione in Consiglio regionale e il testo parla chiaro: “il Governo deve spiegare quale proposta alternativa offre l’attuale concessionario; quali sono gli atti immediati per evitare che si ricorra alla rescissione in danno della concessione; quali azioni prendere per assicurare, nel rispetto dell’accordo di programma quadro sottoscritto solo due mesi fa da Governo e Regione, il collegamento tra l’asse autostradale e il nodo logistico di Piombino”. Al Governo si chiede inoltre di “indicare quali azioni intraprendere in caso di azzeramento della concessione, per la messa dell’asse autostradale”. E nel caso non venga realizzata l’autostrada Tirrenica, si tolga quella vergogna di 60 centesimi che si deve pagare come un balzello all’altezza del casello di Vada”.

Siamo in attesa della decisione del Governo. Comunque SAT  deve dirci entro poco tempo cosa intende fare per la bretella di collegamento con il porto perché potremmo avere altri privati disponibili a farla. L’autostrada tirrenica è una vergogna e questa situazione ce la portiamo dietro dagli anni sessanta, sia per miopia della politica, interessi territoriali campanilistici, gruppi pseudo ambientali e conflitti fra società autostradali, sempre che non si risolva con un “rabbercio” nella trasformazione della quattro corsie esistente in autostrada con l’ingestibile pasticcio di chi deve pagare pedaggio e chi no.

Come sta procedendo l’acquisizione della Lucchini da parte di Cevital? Come vede lo sviluppo agroindustriale per il territorio?
Vedo procedere puntualmente e celermente il programma CEVITAL, dobbiamo anche dire e ricordare la situazione di stallo in cui si trovavano le acciaierie Lucchini, tra l’offerta degli Indiani e “l’interessamento” anche di Federacciaio i cui progetti ed interessi non erano sembrati tanto chiari. Con l’arrivo degli Algerini, in cui sono coinvolto per averli presentati al Presidente Rossi, e la loro partecipazione e poi acquisizione abbiano dato un avvio alla soluzione che stava diventando pesante per questo territorio, per la Regione e, direi l’Italia. Ripeto, attualmente tutto sembra procedere secondo programma. Ma non è solo questo, se tutto andrà secondo previsione e impegni presi, Piombino potrà avere realmente una svolta economica positiva non solo per quanto riguarda l’acciaio ma anche per quanto riguarda l’industria agroindustriale per estrarre etanolo che servirà alle centrali elettriche interne e, se Cevital la acquisirà, anche per la dismettente centrale ENEL. Tutto questo, aggiunto allo smantellamento e relativa bonifica della zona della esistente acciaieria più a ridosso della città, la bonifica e la liberazione delle vecchie aree carbonili dismesse, l’ampliamento del porto con l’aggiunta delle zone oggi adibite a parco minerale.…insomma mi sembra che ci sono prospettive di lavoro anche solo preparatorio in vista della ripresa della piena produttività per diversi anni.

Si è appena concluso il viaggio dei giovani toscani con il “treno della memoria”. Quali riscontri ha avuto la Regione da parte dei giovani sull’iniziativa?
Il riscontro del viaggio della memoria è sicuramente positivo, basta osservare i giovani, il loro partire in allegria come per una gita scolastica e vedere come si affievolisce, fino a scomparire, la loro giovanile euforia durante la visita al campo di concentramento e constatare il silenzio di quando scendono dal treno al loro rientro, a dimostrazione di aver interiorizzato l’orrore di quel periodo. L’esperienza personale in questi cinque anni, avendo la delega al giorno della memoria per il Consiglio Regionale, mi porterebbe a trasformare, se potessi continuare tale esperienza, il giorno della memoria nel giorno delle memorie cioè vorrei aggiungere alle atrocità del nazismo anche quelle più ridotte ma sempre atrocità che si sono compiute da quel periodo a tutt’oggi per far meglio capire che ciò che è successo può avvenire di nuovo perché anche se in proporzioni ridotte avviene e spesso passa nell’indifferenza del mondo. Ritengo, comunque, che il treno della memoria come la “celebrazione” del giorno della memoria debbono continuare per non dimenticare e non abbassare la guardia pensando che ormai non succederà più.

Piombino e la Val di Cornia? Riusciranno i comuni ha fare l’Unione dei Comuni? Come vede il futuro della città?
Sono un convinto fautore dell’unità, del fare squadra, sempre più necessario dovendo le Amministrazioni confrontarsi in un mondo globalizzato, fanno eccezione alcune realtà di eccellenza sia geograficamente che per la produzione di qualità uniche nel mondo. Purtroppo, in generale in Italia e in particolare in Toscana, il campanilismo è molto forte, ho tentato di convincere gli Elbani al Comune unico, niente da fare. Perciò vedo complicato vedere realizzare e funzionare l’unione dei Comuni in Val di Cornia. Se si realizzasse ne guadagnerebbero tutti, per primi i cittadini fruitori dei servizi: unicità dei servizi con minor costo e costi eguali per tutti i fruitori. Un piano regolatore per tutto un territorio e non per ogni comune, evitando le assurdità per cui in un comune si può realizzare un progetto insediativo per civile abitazione o impresa e sul confine del Comune limitrofo non si può, però ne subisce comunque le conseguenze di rispetto ambientale o d’inquinamento sia visivo che sonoro. Così come unione per i trasporti, i rifiuti, il catasto, finalmente la realizzazione del famoso “sportello unico” mai decollato ma che è divenuto, per gli utenti, uno sportello in più a cui doversi rivolgere per il disbrigo di pratiche. Piombino stessa ne ricaverebbe un utile di rafforzamento divenendo inevitabilmente epicentro per la distribuzione e gestione associata dei servizi con un maggiore peso rappresentativo e politico a qualsiasi tavolo istituzionale specialmente se riprenderà il volano economico in cui tutti speriamo. Auspico perciò, per tutto quanto detto, un futuro prossimo migliore per Piombino e in anticipo rispetto al resto della Toscana e non solo, sperando che tutte le programmazioni finora stabilite diventino imminenti realtà.

Come considera la sua esperienza in Regione. Si candiderà ancora?
Credo di aver fatto il mio dovere di politico-amministratore a tempo pieno spesso sette giorni su sette, se sia stato fatto bene o meno, lo potrà dire chi ha lavorato con me: persone, aziende e associazioni. Sono entusiasta dell’esperienza vissuta nel ruolo istituzionale come vice presidente del Consiglio Regionale sia per il ruolo di rappresentanza sia per le deleghe assegnatemi: Festa della toscana, Giorno della memoria, forze armate e dell’ordine, membro della VII^ commissione trasporti e infrastrutture Porti e Aeroporti, nonché Presidente dell’AICCRE (Associazione dei Consigli Comunali Regioni Europee). Mostre convegni nel palazzo del Consiglio: Accademia navale di Livorno, Istituto geografico Militare, Guardia di finanza, Carabinieri, Polizia di stato. Relazioni diplomatiche: Ambasciatori, Consoli, delegazioni estere; Mostre e convegni culturali, artistiche, ecc. Attività di aula settimanale con la presidenza, l’Ufficio di presidenza e Conferenza dei Capogruppo, riunioni in varie parti d’Europa per la CALRE (Conferenza Assemblee Legislative Regioni Europee). Incontri costanti con l’aziende in crisi e quelle di eccellenza, mozioni, interrogazioni, proposte di delibera e proposte di legge. Politiche territoriali come Piombino e l’Elba….e tante altre minori attività ma comunque impegnative.
Ricandidarmi? Forse! Lancerò un’indagine in rete e sui giornali per chiedere a voi cittadini se ritengono opportuna una mia altra candidatura.

Giuseppe Trinchini

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Scritto da il 30.1.2015. Registrato sotto Foto, politica, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

2 Commenti per “GIULIANO FEDELI: «IMPEGNATI A TEMPO PIENO PER PIOMBINO»”

  1. lino

    Ricandidatura? Ma questo signore non ha fatto una ceppa di nulla in tutti questi anni. S’è trovato lì senza nemmeno sapere come è potuto succedere. Pensate che fu cacciato d’Anselmi, il più scarso sindaco che Piombino abbia mai avuto, perché non lo riteneva all’altezza di fare l’assessore, e ora fa un’indagine per vedere se ripresentassi? Per fare cosa? Con quale partito, quello di Di Pietro ? Italia dei valori?
    Ma vada a casa alla svelta e non si faccia più vedere in giro a far finta di essere interessato al bene della città. Poi ci chiediamo come mai l’Italia va in rovina? Continuate ad eleggere signori come questo Fedeli, poi però non rompete più i marroni con le lamentele.

  2. Alberto

    Rispetto le idee di Lino, ma conoscendo personalmente Giuliano Fedeli, in relazione alle problematiche delle persone disabili gravissime, Vi assicuro che è stato tra le poche persone della regione Toscana che in silenzio, senza mai apparire, si è fatto carico di aiutare chiunque si fosse trovato in drammatiche criticità esistenziali.

    Forse è perché non ha l’attitudine a salire sui capannoni, o a presentarsi in prima fila davanti al sommo Pontefice, non appare, e quindi, per il sentire comune, NON E’!

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