EDITORIALE: LA POLITICA INCERTA DI PIOMBINO

L’EDITORIALE                                   di Giuseppe Trinchini trinchini

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EDITORIALE: LA POLITICA INCERTA DI PIOMBINO

Corriere Etrusco “numero 51” del 4 aprile 2014.

Il PD a Piombino si ritroverà probabilmente vincitore alle prossime amministrative non per suoi meriti, ma a causa della eccessiva frammentazione e sovrapposizione delle alternative di Governo. Tra le situazioni in bilico possiamo citare la Concordia che rischia di fare rotta verso Genova, la SS398 ancora ferma in qualche cassetto del CIPE e l’altoforno che, ad oggi, spera nell’offerta “last minute” di SMC, per non essere spento.

A Piombino a sinistra della coalizione composta da PD-PSI-IdV-PdCi, avremo Rifondazione Comunista e la lista “Un’altra Piombino” ispirata da SEL. Al centro troviamo la l“Ascolta Piombino” di Gelichi, la lista civica “Svolta Popolare” ispirata dall’UdC. A destra, la lista “L’alternativa” sostenuta dal Ncd, poi Forza Italia con Lega e FdI. Infine i grillini del M5S.
Fare oggi un consuntivo sull’Amministrazione Comunale e sul partito di maggioranza che l’ha sostenuta fa quanto meno riflettere. A partire dalla vicenda dei fanghi di Bagnoli, che non ha prodotto nessun beneficio, alla vicenda di Città Futura, che è stata un’utopia costata oltre un milione di euro di progettazioni. Dai porti turistici che senza la 398 non si potranno fare, alle risorse che erano già in nostro possesso e che non siamo stati capaci di spendere per le bonifiche.

La crisi politica, che sembra accanirsi sul partito di maggioranza, non è la crisi del PD in quanto tale, ma sembra piuttosto la crisi di un modo di fare politica tutto locale, che purtroppo ha fallito e sembra superata. Portare oggi in dote politica la continuità, come si accinge ancora a fare il PD locale, è pericoloso per il futuro del nostro territorio. Serve una scossa, altrimenti rischiamo davvero che “Piombino chiuda” perché legata ad un passato che non può più essere conservato, rischiando di perdere le opportunità che saranno date a questo territorio, in un futuro che comunque rimane incerto. Tutti noi subiremo le conseguenze di queste scelte e a poco servirà dissociarsi o pensare a congiure ordite contro l’amministrazione comunale e contro questo territorio.

Thomas Sterns Eliot diceva che “L’umiltà è la virtù più difficile da conquistare;  niente di più duro a morire del desiderio di pensar bene di se stessi”.

Giuseppe Trinchini

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