CIVATI A PIOMBINO: “DOBBIAMO RIPENSARE IL CENTRO-SINISTRA”

Il gruppo sostenitore di Civati in Val di Cornia

Il gruppo sostenitore di Civati in Val di Cornia

Il gruppo sostenitore di Civati in Val di Cornia

Circa 150 persone hanno accolto mercoledì 6 novembre nel palazzetto di Via Ferrer, Giuseppe Civati, candidato alle primarie come segretario nazionale PD. Introdotto dall’Assessore piombinese Marco Chiarei, Civati non ha risparmiato stoccate, seppur benevoli, ai suoi competitor e non ha fatto mancare critiche costruttive all’operato del suo stesso partito.

Luigi Bruschi, blogger e collaboratore dell’”Espresso”, che insieme all’assessore piombinese Chiarei era seduto al tavolo con Civati, ha sottolineato come la situazione complessa e drammatica della Lucchini sia uno specchio della crisi. “Dalla delusione alla speranza” è il titolo del manifesto programmatico della lista “Civati in Progress”.

Ed è proprio dalla speranza che inizia l’intervento di Civati: “Il PD deve smettere di parlare soltanto di tessere, stiamo dando un pessimo esempio di credibilità. Dobbiamo iniziare a parlare di idee concrete. Mi “accusano” di essere il candidato segretario più a sinistra, una cosa che mi fa sorridere dal momento che nel mio programma ci sono gli 8 punti della proposta di Bersani delle ultime politiche. Il partito deve ricostruire il rapporto con la gente, con i lavoratori, con chi subisce davvero la crisi. La “delusione” per il centrosinistra sta diventando un”genere letterario”, incontro solo elettori delusi. La speranza vera è quella di riuscire a rappresentare i ventenni e i giovani che devono costruire il loro futuro. È fondamentale “restituire” la politica ai cittadini e ritornare a farci capire da tutti.”

“Solo nella mozione Civati, – prosegue Bruschi – la parola lavoro è quella numericamente più importante, classificandosi al primo posto. Perchè dobbiamo restituire l’Italia agli onesti?- chiede il giornalista”

Civati: “l’Italia è il Paese del conflitto d’interessi, dell’evasione fiscale e della corruzione. Dobbiamo restituire l’Italia agli onesti perchè dovremmo usare tutte le risorse ricavate dalla lotta a questi reati per diminuire la tassazione sul lavoro e creare una progressività maggiore delle tasse sui patrimoni. Non è più possibile andare avanti con due Paesi, uno che stà bene ed uno che non ce la fa più. Siamo diventati il Paese del demerito, la competenza e il merito non contano più nulla”. “La prima cosa che farei se venissi eletto – continua Civati – è quella di creare una sinergia con gli altri candidati. Poi cercherei di basarmi sull’ascolto dei problemi reali dei cittadini sulla riapertura dei rapporti con la base con tutti i mezzi possibili. Se il Papa telefona nelle case della gente, perchè non dovremmo farlo noi?”

civatti_2L’incontro prosegue spostando l’attenzione alla realtà locale con l’intervento del delegato Fiom Mirko Lami: “La Lucchini ha fissato la chiusura dell’altoforno al 30 novembre e mette a rischio di cassa integrazione 1500 persone. Nel nostro Paese manca la politica industriale. Chiedo a Civati di riunire tutto il PD per mettere al centro del progetto del partito il lavoro, il vero problema di tutta l’Italia. Piombino non merita una fine così tragica con una lotta tra poveri in cui i lavoratori dell’area a caldo Lucchini saranno a casa e quelli dell’area a freddo lavoreranno. La nostra richiesta è quella di mantenere l’altoforno in funzione fino alla creazione dei nuovi impianti per non perdere i clienti e i lavoratori”.

Civati: “Nel mio piccolo posso aiutarvi nel volantinaggio per la causa “Piombino non deve chiudere”. Ma è forse più corretto dire che l’Italia intera non deve chiudere. Il PD dovrebbe occuparsi delle proposte concrete come queste, ascoltarle e costruirle insieme. Non è possibile perdere un Paese che produce come il nostro e dismettere interi settori industriali e manufatturieri. Dobbiamo riuscire a difenderci dalla multinazionali estere e da quelle italiane che investono all’estero. È una necessità quella di valorizzare le nostre eccellenze.”

La conclusione ancora a Bruschi che chiede a Civati la sua opinione sul “leaderismo” e sul perchè i programmi vanno sempre in secondo piano rispetto alle persone.

civati_1Civati: “il leader è necessario ma solo se basa la sua azione su una cultura condivisa e su un’idea di società precisa. Sono troppi anni che la politica è diventata una recita. Per me per fare una buona politica bisogna abbassare i toni e discutere sui problemi veri. Dobbiamo recuperare un’identità e dire chiaramente agli elettori chi siamo e cos’è il PD”.

Andrea Fabbri

 

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Scritto da il 6.11.2013. Registrato sotto Foto, politica, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

5 Commenti per “CIVATI A PIOMBINO: “DOBBIAMO RIPENSARE IL CENTRO-SINISTRA””

  1. Roberta

    Che il PD parli di sinistra è una bestemmia!

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DA QUANTO TEMPO...

  • QUANTO E' PASSATO DAL 1 LUGLIO 2017 DATA TERMINE DELL'ACCORDO DI PROGRAMMA CON CEVITAL?

    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
    39 mesi, 30 giorni, 23 ore, 1 minuto fa

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