GIAMPAOLO TALANI: «NELLE MIE OPERE LA VITA DI SAN VINCENZO»

Talani con il suo Marinaio

Giampaolo_TalaniAbbiamo intervistato Giampaolo Talani, artista sanvincenzino, famoso in tutto il mondo per le sue opere come il Marinaio del Porto di San Vincenzo o l’affresco della stazione di Santa Maria Novella a Firenze.

– Lei è ormai un artista di fama internazionale, ma è nato e vive a San Vincenzo. Quanto si sente legato al suo paese di origine e quanto sente di mettere di questo rapporto nelle sue opere?
Mi sento legato totalmente al mio paese di origine. Ho delle radici a volte spaventosamente profonde. Lo dimostra il fatto che, con tante proposte che ho ricevuto negli ultimi 30 anni, per andare a lavorare e portare il mio studio fuori da San Vincenzo, ho sempre rifiutato perché ho delle radici, insospettabilmente anche per me, legate a questo paese e soprattutto a questo pezzo di costa. Perché io devo vivere dove c’è il mare. Il mio studio è a 20 metri dal mare nella parte più carina di San Vincenzo, in via della Principessa. Spero ancora che il mio paese diventi un bel paese, come tutti quelli che vivono in una certa realtà e vedono tutti i difetti e le assurdità, ma non per questo smettono di amarlo. E la mia esperienza, e la fortuna dei miei quadri, credo siano nate da questo ambiente, da questo mare sempre presente e da questa aria salmastra che io metto nelle mie opere anche laddove non rappresento il mare. Credo ci sia sempre questa storia che arriva o va per il mare. Devo ringraziare anche la mia esperienza vissuta sulla spiaggia: dal 1964 mio padre ha aperto uno stabilimento balneare e la mia vita l’ho vissuta sulla spiaggia e tutte le storie dei miei quadri indubbiamente derivano da qui.

– Quale è tra le sue opere quella che la rende più orgoglioso?
Volendo fare della falsa retorica rispondo “la prossima”! Quella che mi rende orgoglioso è sicuramente l’affresco alla Stazione di Santa Maria Novella di Firenze perché è stata la più sofferta e la più sperata, e dentro questa grande opera ho cercato di concentrare 30 anni di ricerca artistica. E mi rende oltremodo orgoglioso perché ha portato fortuna a me e alla Stazione di Firenze anche all’estero. Io ero già stato sdoganato all’estero, in America, tanti anni prima. Quest’opera continua a portarmi orgoglio e ancora lavoro.

– Il suo “Marinaio” è l’opera simbolo del porto di San Vincenzo, che è ancora al centro delle polemiche per il mancato collaudo e per il dubbio sui reali benefici all’economia del paese. Lei che ne pensa?
Quando vidi apparire questo porto io fui uno dei primi che aveva grandi dubbi, anche come proprietario di uno stabilimento balneare. E i dubbi, come quelli degli altri miei colleghi, erano puntati sulla paura per il proprio lavoro e per la perdita della spiaggia. Non remai contro però sollevai tantissimi dubbi durante le riunioni che facevamo prima della costruzione del porto. Quando poi il progetto andò avanti e si doveva iniziare a costruire, pensai che se un porto ci doveva essere si doveva sperare che da qualche parte ci avrebbe portato. E ancora lo penso e lo spero, perché in fondo questo porto è nuovo. Pensai che ci volesse un grande simbolo, perché l’uomo impara e comunica per simboli. Credo che non esista un porto in Italia, ma neanche in Europa ad esclusione della Sirenetta di Copenaghen, che abbia un simbolo forte da raccontare agli altri. Pensai ad un simbolo di speranza e, quando proposi questa operazione, venne immediatamente recepita dal paese e dal porto.
Cosa penso di questo porto? Più che cosa penso, cosa spero! Il porto c’è, nel bene e nel male, ed è inutile fare adesso delle critiche su una cosa che comunque c’è. Se dicono che non ha portato niente, bisogna anche pensare che, appena inaugurato, è iniziata questa recessione, una crisi che ha investito tutti. Non sono per il porto o contro il porto, sono per San Vincenzo ma soprattutto per questo territorio della Val di Cornia che non è solo San Vincenzo. Mi auguro che possa andare avanti anche grazie a questo porto e a tutto quello che si sta facendo nel territorio, Piombino compresa.

– Qualche settimana fa si parlava di una sua eventuale opera per ricordare la tragedia della Concordia. Ci può anticipare qualcosa?
Vi posso anticipare che un contatto c’è stato e che è una situazione in divenire. Niente di sicuro, è un interesse da parte di certe istituzioni. Vedremo cosa succederà. Di più non posso dire. Mentre sto per comunciare un progetto importantissimo a Venezia: una delle mie opere diventerà il simbolo della stazione. Mi hanno proposto Venezia Santa Lucia, dove ci sarà un bronzo alto più di tre metri. Quindi a Firenze l’affresco e a Venezia un bronzo. I tempi sono quelli della burocrazia dei lavori che in tutta Italia va con una lentezza da lumaca. È un progetto sicuro che però va ancora ufficializzato.

– Lei gestisce anche delle attività turistiche. Come è in generale il bilancio della stagione estiva appena conclusa?
Molto più debole dei bilanci degli anni scorsi. Come si dice “la stagione si è portata a casa”, però viene portata a casa con fatica per chi ha la fortuna di essere una azienda antica, come lo è la mia azienda, e senza debiti. È stato tutto in tono minore rispetto agli anni passati. Il problema è che appunto c’è crisi e questa si tocca con mano anche nel settore turistico, ma il grosso problema sono quelle aziende che sono partite da pochi anni e che hanno fatto degli investimenti e non li hanno ancora soddisfatti. E questi sono problemi che ricadono su tutti, su tutto il territorio e su tutta la nazione.

– Se avesse una bacchetta magica cosa cambierebbe di San Vincenzo?
Se  avessi una bacchetta magica non cambierei, ma cercherei di mettere qualcosa dentro la testa di tutta questa comunità, ma anche di tutto il territorio, perché cerco sempre di guardare con il grand’angolo. Metterei dentro del buonsenso. Per esempio, ben venga l’Europa, ma noi siamo diversi come penisola italica dal resto dei paesi europei e dobbiamo subire delle regole date ad un Europa che è diversa per territorio, e noi lo siamo ancora di più per collocazione geografica e tutto il resto.
Cosa metterei qua a San Vincenzo? Del buonsenso. Meno “partitica”, inutile, sciocca e ormai demodé e più politica, intesa come quella scienza inventata dall’uomo per fare il bene di tutti. Il buonsenso si può tradurre in un colloquio aperto senza questa cosa terribile che è la partitica, per essere legati ad una tessera,  e non  essere legati a una meritocrazia che non è mai esistita in Italia. Chi sa fare deve fare e deve fare con una mente intellettualmente onesta e aperta alla politica, e non alle idee vecchie che tengono tutto fermo.

– E riguardo il resto della Val di Cornia?
Dobbiamo fare una politica stando insieme, perché oggigiorno siamo tutti vicini ma nessuno fa insieme all’altro. Una politica di fusione è realmente valida per una crescita del territorio, non bisogna avere dei preconcetti, però va valutato tutto bene. Quello che penso io è che si valuta poco e si valuta sempre a senso unico, cioè ci sono sempre le solite macchine dei partiti che fanno i loro interessi di fazione, gli interessi di una tessera o di un colore. Vanno bene anche le fusioni, bisogna andare avanti tutti nel territorio, non è il problema lo stare divisi. Abbiamo fatto crollare i muri in Europa ma sono rimasti quelli dentro la testa. Anche io mi porto dietro idee conservatrici che tento di rimuovere ed è un’operazione che dobbiamo fare tutti. Il mondo cambia e chi è disposto a cambiare è una persona valida e intelligente. Quindi le fusioni vanno bene se portano a qualcosa, io la penso come i tre moschettieri “uno per tutti e tutti per uno”. Si può stare come dice Suvereto “ognuno a casa propria”, ma basta aprire le porte. Non è la fusione, è il voler stare insieme.

– Cambierebbe qualcosa in tutto quello che ha fatto?
Orgogliosamente dico di no, anche con gli stessi sbagli perché forse sono quelli che mi hanno divertito di più. Può sembrare presuntuoso, ma voglio dire, sono una persona che lavora da una vita e ho avuto la fortuna di fare il lavoro che mi piace, che amo e che volevo fare, e quindi anche gli sbagli che ho fatto e anche gli sbagli hanno portato esperienza. E mi sono anche divertito, perché no!?

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Scritto da il 11.10.2013. Registrato sotto cultura, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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