CAMPIGLIETO: HA VINTO IL “NO” ALLA FUSIONE

Il palazzo comunale di Suvereto

Il palazzo comunale di Suvereto

Si sono conclusi i “giorni dei referendum” sulle fusioni, e lasciano i dati a parlare. Delle nove preannunciate dalla regione Toscana, solo quattro sono state approvate dai rispettivi cittadini. Sono solo quattro su nove le fusioni che hanno avuto la “benedizione” popolare:  Scarperia-San Piero a Sieve (FI), Pratovecchio-Stia (AR), Casciana Terme-Lari e Lorenzana-Crespina (PI). Tutte le altre a partire da quella plateale di Campiglia M.ma e Suvereto sono invece state rispedite al mittente dagli elettori, così come era successo all’Elba qualche mese fa.

A Borgo a Mozzano (LU) il sì aveva vinto di poco, ma Pescaglia non ha voluto saperne. In contrasto anche le votazioni per Villafranca-Bagnone eAulla-Podenzana, nell’area di Massa Carrara, in cui i villafranchesi e gli aullesi si erano dichiarati favorevoli alle unioni.

Fallito infine anche l’unico progetto di “fusione a tre” di questa tornata di referendum: sia i cittadini di Peccioli che quelli di Capannoli non hanno voluto saperne, freddando gli entusiasmi di Palaia.

A suvereto, dove è andato a votare in contro tendenza più dell’80% del paese, alla vittoria del “No” si è assistito a cori da stadio e caroselli con i clacson come ai mondiali di calcio. A Campiglia, dove ha votato il 26% invece solo silenzio…

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Si è concluso il referendum sulla fusione dei Comuni di  Campiglia M.ma e Suvereto. Sono in arrivo i primi dati.

Da Campiglia Marittima sono arrivati i dati definitivi dell’affluenza e i risultati del sì e del no.

Su 10.766 aventi diritto al voto hanno votato 2864 (corrispondenti al 26,6 %). Di questo 26,6% il Sì ha totalizzato 2.185 voti (76,7%) e il NO ha ottenuto 664 voti (23,3%).

Anche da Suvereto sono arrivati i risultati  definitivi che hanno confermato i dati in anteprima. Su 2521 aventi diritto ha votato il 68,50% pari a 1717 votanti. Il NO ha ottenuto l’82,12 % (1410 voti) e il Sì ha ottenuto il 17,88 % (307 voti). 

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Il commento della lista civica “Comune dei Cittadini”.

«Gli esiti del referendum non lasciano dubbi. La fusione Campiglia Suvereto era improvvisata, assunta senza consultare i cittadini, senza nessun progetto e senza motivazioni convincenti. L’unico argomento dei fautori della fusione è stato in realtà un ricatto: o uniamo i due Comuni per accaparrare un po’ di contributi regionali e statali per i prossimi 5-10 anni (se ci saranno) o non saremo più in grado di garantire servizi ai cittadini. Argomento che ha fatto sorgere il dubbio sul perché, anche solo rimanendo in Toscana, solo 6 Comuni su 287 hanno scelto la fusione mentre gli altri preferiscono cercare soluzioni con altri strumenti come l’associazione delle funzioni o l’Unione dei Comuni.

L’alta affluenza dei votanti a Suvereto (68,5%) e il clamoroso successo del NO (82,1%) dicono che i sentimenti prevalenti suscitati tra i cittadini sono stati il rifiuto dell’annessione e il pericolo per la perdita di autonomia e identità. Il 73,4% di astensionismo a Campiglia dimostra invece che la stragrande maggioranza dei cittadini non ha colto nella decisione nessun beneficio strategico e duraturo, mentre una percentuale non marginale dei votanti (23,7%) l’ha ritenuta addirittura dannosa. Il referendum ha solo creato dissidi tra i cittadini laddove non c’erano anche se, ne siamo certi, presto saranno archiviati come errore di chi li amministrava. I contrari alla fusione, come i favorevoli, non hanno mai negato la necessità che tutti i Comuni della Val di Cornia lavorino insieme.

Resta però il dato politico: la clamorosa sconfitta della fusione a Suvereto e l’enorme astensionismo a Campiglia. Sono risultati che dimostrano una distanza abissale tra amministrati e amministratori. In un paese normale, dove chi governa risponde davvero del proprio operato ai cittadini, si ammetterebbe l’errore e se ne trarrebbero subito le dovute conseguenze con le dimissioni. Ma è molto probabile che questo non accada e che chi ha assunto una decisione così rilevante, impegnando nella campagna elettorale lo stesso Presidente della Regione, resti al proprio posto e si candidi ad amministrare anche per la prossima legislatura. La vergogna non è più tra i sentimenti di certa politica e chi fa politica confida sempre più sulla memoria corta degli elettori.

La nostra proposta resta la stessa: archiviare questa brutta pagina politica, portare subito a compimento l’associazione delle funzioni già avviata tra Campiglia e Suvereto nel rispetto delle leggi e riprendere nella prossima legislatura un serio rapporto di collaborazione tra tutti i Comuni della Val di Cornia, irresponsabilmente interrotto, per rilanciare la sovracomunalità e affrontare seriamente i problemi reali di questi territori».

COMUNE DEI CITTADINI

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Di seguito invece il commento integrale di Rifondazione Comunista –  circolo di Piombino.

«I Sindaci di Suvereto e Campiglia si dimettano!

Nel ringraziare i cittadini che nei Comuni di Suvereto e Campiglia hanno espresso il loro voto, ed in particolare il voto negativo, alla fusione dei due Comuni, il Prc chiede che il Sindaco Pioli e la Sindaca Soffritti prendano atto della sconfitta e rassegnino le dimissioni dall’incarico. Per mesi la propaganda violenta per la fusione ha alimentato menzogne, insulti, divisioni e discordie tra i cittadini della Val di Cornia.

Un’operazione sbagliata nel merito e nel metodo ha immobilizzato tutto il dibattito politico, in una fase di crisi gravissima nel nostro territorio. La valanga di no espressi dagli elettori di Suvereto alla fusione delegittima, se cene fosse stato bisogno Pioli chiuda con l’unico atto di dignità la legislatura e si faccia da parte evitando anche di essere riclato. La sindaca Soffritti, nonostante le energie spese ed avvantaggiata dall’opposizione inesistente del Comune dei Cittadini non riesce che a portare a votare che il 26,7 % degli elettori raccogliendo per il si poco più di 2000 voti anch’essa pensi che non ha più la fiducia dei suoi cittadini e con coraggio accetti il fatto che per lei un secondo mandato sarebbe inopportuno. Anche il Presidente della Regione Rossi ha gettato il suo prestigio nella campagna elettorale ricevendo una dura risposta dai cittadini della Val di Cornia.

Rifondazione Comunista aveva lanciato un preciso avvertimento perché non abbandonasse il ruolo super partes che il suo ruolo prevede. Non ci ha ascoltato ed ora la sua immagine esce compromessa da questa sconfitta. Ci auguriamo che il PD, che esprime ambedue i sindaci, sia attraversato da una profonda riflessione e che operi, per la prossima legislatura una discontinuità nei programmi e nelle pratiche politiche e nelle candidature, che consenta l’apertura di un dibattito tutto incentrato sul contrasto alla crisi ed alla decadenza delle strutture economiche della Val di Cornia».

Rifondazione Comunista Piombino

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A seguire il commento dell’UDC proviciale.

«La lezione elbana non è servita e la regione con un’altra forzatura ha tentato di imporre il comune unico ai cittadini di Campiglia e Suvereto. La risposta ancora una volta è stata chiara con una netta bocciatura che grava pesantemente sulle spalle del governatore Rossi, ma in particolare sui Sindaci Pioli e Soffritti. Quando si impone con logiche politiche questioni che competono a livelli più alti di discussione, si rischia di incorrere in figuracce.

L’accorpamento dei comuni è materia che riguarda la riorganizzazione dell’Ordinamento e deve prescindere da una riforma generale che abbia una visione diversa delle Istituzioni. Il Parlamento è la sede idonea per elaborare un preciso riassetto dello Stato ed auspichiamo che questo governo in carica se ne occupi, come promesso.

Il PD toscano è stato pressoché l’unico sostenitore del REFERENDUM, e visto il risultato scadente ottenuto, c’è da chiedersi se fossero convinti anche i suoi dirigenti locali dell’opportunità di accorpare Suvereto e Campiglia.

Su queste materie si evince il danno che ha prodotto la riforma Bassanini fornendo alle regioni poteri che vanno oltre la loro reale competenza, entrando talvolta in contrasto con la Costituzione, ed innescando ripetutamente ricorsi amministrativi fra i diversi enti.

La riduzione dei livelli istituzionali e la riduzione dei comuni attraverso l’aggregazione è un tema che non può essere messo da parte ed è opportuno che la politica se ne faccia carico, ma in modo serio ed autorevole, come è accaduto in molti paesi del Nord Europa.

Qualora invece vi sia l’esigenza di anticipare i tempi o di formalizzare richieste precise da parte di comuni limitrofi per unirsi, è bene che le istanze partano dal basso e non dagli uffici del Presidente della Regione, con tanto di promesse finanziarie che allo stato delle cose non sono facilmente reperibili e vanno contro il principio stesso degli accorpamenti, che ha come finalità la riduzione della spesa».

 Luigi Coppola (Segretario provinciale UDC Livorno)

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Scritto da il 7.10.2013. Registrato sotto Foto, politica, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

7 Commenti per “CAMPIGLIETO: HA VINTO IL “NO” ALLA FUSIONE”

  1. alberto

    Ogni volta che c’è una dicotomia, una forte contrapposizione di idee, valori etici e/o strategie politiche, la Società si divide e si conta. Da una parte chi la pensa diversamente di chi sta dall’altra parte. Ne esce una Maggioranza ed una Minoranza. Ma non è detto che la maggioranza sia la soluzione corretta del problema se il confronto si realizza esclusivamente nella cornice di una valutazione di convenienza economica senza guardare oltre, senza tenere nella giusta considerazione riferimenti etici come l’appartenenza, il riconoscersi nell’altro come amico ,in funzione di un comune progetto futuro.
    Concetti che attengono alla Bioetica. Non è una questione riservata a pochi addetti, ma ha influenza diretta sulle scelte politiche e sociali. In questo senso la Bioetica è questione politica ,è questione sociale. Penso che abbia vinto non Suvereto, ma la la percezione del SENTIRSI INSIEME.

  2. Alessandro Nencini

    Leggo quanto avete scritto in questi articoli, dopo aver letto tutto ciò che viene scritto su facebook dalla maggioranza dei suveretani, comprese le derisioni rivolte verso il sindaco Pioli, e penso ai 7 milioni di euro andati in fumo.
    Penso a tutto quello che poteva esser fatto con tutti quei soldi: servizi, strade, scuola, ecc.
    Perchè ha vinto il No? Per l’assurdo campanilismo che coinvolge tutta la Toscana, per menefreghismo e per la grande opera di terrorismo e disinformazione portata avanti dalla solita e aggressiva opposizione, a qualsiasi proposta provenga da queste giunte comunali.
    Visto che ci sarà l’accorpamento di tutte le funzioni rimanenti al comune Suvereto entro la fine del 2013 mi chiedo quale autonomia e identità abbiano difeso i cittadini che hanno votato no.
    Mi chiedo anche che senso abbia avere 2 sindaci a pochi km di distanza su una popolazione che conta poco più di 15000 anime.
    L’unica cosa che è stata difesa, a mio modo di vedere, è l’ennesima poltrona di cui si poteva fare a meno, ma che è tanto preziosa agli ambiziosi di turno.
    A proposito, vivo a Venturina e alle scorse elezioni amministrative non ho votato Pd.
    Voglio nuovamente sottolineare, riferendomi all’articolo di Rifondazione Comunista, che le “menzogne, insulti, divisioni e discordie” sono state portate avanti dalle varie opposizioni con la stessa aggressività che le contraddistingue.
    Saluti, Alessandro Nencini

  3. piero

    informarsi meglio: nessuna fine obbligatoria. Le poltrone le avrebbe create il comune unico. I 7 milioni sono una favola a cui non ha creduto nessuno. Ai sindaci non crede più nessuno. La proposta di fusione è stata un’offesa, violenta e provocatoria. Cosa si aspettavano? il solito tappetino? gli elettori stavolta non hanno obbedito ne a suvereto ne a campiglia. Abbiate rispetto di loro.

  4. Alessandro Nencini

    Caro Piero, che prove ha per affermare che i 7 milioni sarebbero una favola?
    La violenza verbale l’ho trovata maggiormente nel linguaggio usato dai fautori del No, e i toni della sua risposta ne sono una prova.
    Come può dire che la proposta di fusione è stata offensiva? Niente è stato imposto, è stata fatta una proposta che è stata valutata dall’elettorato attraverso il mezzo più democratico che c’è: il Referendum.
    Per il resto staremo a vedere, basterà osservare i comuni toscani che hanno risposto Si alla proposta di fusione.
    Le funzioni saranno accorpate, entro la fine del 2013, a quelle del Comune di Campiglia che già gestisce alcuni servizi di Suvereto come la scuola e i vigili urbani.
    Esprimere le proprie opinioni educatamente(come mi sembra di aver fatto) è avere rispetto nei confronti di tutti, anche di me stesso.
    Saluti, Alessandro Nencini

  5. piero

    certo, basta vedere come funziona il patto di stabilità, dove sono quei soldi e a cosa sono finalizzati. Quelli del no lo hanno spiegatobene ai cittadini e si vede che sono stati convincenti, mentre quelli del si hanno fatto un libretto rosso dove promettevano addirittura la riduzione delle tasse. In Toscana le fusioni sono state bocciate nella maggioranza dei casi. Le 3 fusioni attualmente in corso, per ora le uniche, sono casi molto molto diversi da Campiglia-Suvereto. Funzioni associate non significa che un comune gestisce le funzioni dell’altro, ma che le gestiscono insieme, con pari dignità. Saluti

  6. Alessandro Nencini

    Come le ho già scritto: staremo a vedere.
    Le funzioni già associate, quelle menzionate ne mio post precedente, sono gestite interamente da Venturina.
    Alessandro Nencini

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