LUCCHINI: DIECIMILA PERSONE IN CORTEO A PIOMBINO

Lo striscione che ha apero il corteo

Lo striscione che ha aperto il corteo a Piombino

AGGIORNAMENTO: Al termine dell’articolo l’intervento del presidente della regione Toscana Enrico Rossi.

Piombino (LI) – Una città e il suo indotto in corteo gridando “L’altoforno non deve chiudere” e con loro i vertici dei sindacati, gli operai, e le istituzioni per provare a difendersi contro la crisi della siderurgia e la chiusura del cuore pulsante dello stabilimento Lucchini: l’altoforno.

In piazza Bovio i vertici dei sindacati,  Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti  segretari rispettivamente di Cgil, Cisl e Uil. Circa diecimila persone, compresi i massimi organi istituzionali a partire dal presidente della regione Enrico Rossi, i deputati del territorio e i sindaci, con le bandiere in mano e con la speranza che questo nuovo sciopero possa servire a non chiudere l’altoforno e a rilanciare l’industria dell’acciaio in Italia . Due i cortei, uno dei lavoratori di tutti i settori, dall’industria al commercio all’artigianato e della cittadinanza, l’altro un fiume di studenti. Presenti anche gli operai delle acciaierie di Terni, Taranto, Lecco, Genova, Novi Ligure e Condove: “Questa non è più una vertenza di Piombino e della Val di Cornia, ma è una vertenza nazionale.

Cgil, Cisl e Uil dal palco hanno espresso forte preoccupazione per l’incertezza politica nazionale che determina gravi ripercussioni sulla  economia del paese e rischia di far aumentare la pressione fiscale sul lavoro e sulle pensioni. Cgil, Cisl e Uil ribadiscono che occorre una buona legge di stabilità che inverta le scelte recessive compiute in questi anni: non si può immaginare un’uscita dalla crisi senza puntare sul lavoro e sulla buona occupazione. Per questo serve un vero Governo del Paese, capace di compiere le scelte necessarie a rispondere alle richieste del mondo del lavoro.

In ragione di ciò, Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto in un comunicato unitario che la legge di stabilità preveda un’ effettiva restituziont fiscale ai lavoratori dipendenti e ai pensionati; una riduzione fiscale alle imprese collegata agli investimenti e all’ occupazione; il completo finanziamento della cassa integrazione in deroga e la definitiva soluzione al problema degli esodati e dei precari della Pubblica amministrazione, della scuola e della ricerca.

«È essenziale che la legge di stabilità determini una riduzione del livello di tassazione, non solo in nome della giustizia fiscale, ma per la necessità di rilanciare investimenti, consumi e occupazione che non possono crescere se si accentua l’impoverimento di lavoratori e pensionati. È inoltre, irrinunciabile che la legge di stabilità compia scelte di politica industriale e di investimenti, senza le quali le grandi imprese di rete fondamentali per lo sviluppo, come Telecom e Alitalia, e grandi gruppi industriali, come Finmeccanica e quelli siderurgici, perdono la loro funzione e rischiano di essere svenduti».

«Infine – hanno concluso – bisogna affrontare il nodo della spesa pubblica, abbandonando la dannosa logica dei tagli lineari e realizzare, invece, un vero riordino istituzionale e una riduzione della spesa corrente attraverso i costi standard, avviando un processo contrattuale di riorganizzazione della pubblica amministrazione. L’assenza di queste scelte e una legge di stabilità ragionieristica determinerebbero un ulteriore peggioramento delle condizioni dei lavoratori, dei pensionati e delle imprese e, soprattutto, una diminuzione dei livelli occupazionali».

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Rossi a Piombino: “La conversione ecologica della siderurgia può salvare la città”

PIOMBINO (Li) – Un grande piano di conversione ecologica della siderurgia: è questo l’obiettivo indicato oggi dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, nel suo intervento alla manifestazione indetta dai sindacati a Piombino.

“L’industria europea – ha detto il presidente – ha ancora un grande bisogno di acciaio. Se vogliamo rilanciare l’Europa dobbiamo pensare di nuovo al lavoro e quindi all’industria. Ma oggi si impone un nuovo modello di sviluppo più sostenibile socialmente e ambientalmente, un modello in grado di conciliare la bellezza di questi luoghi con la produzione, la tecnica e la ricerca scientifica. Non sarà certo l’abbandono industriale né una facile fuga in uno sviluppo basato sul terziario, sugli investimenti finanziari e immobiliari a risanare le ferite che l’industria ha inferto a questi luoghi. Un grande filosofo fiorentino, Cesare Luporini, così si esprimeva già negli anni ’70: ‘Solo la scienza e la produzione possono guarire la ferita che hanno inferto alla natura…ritrovando e stabilendo superiori equilibri e cicli vitali…Ogni strada a ritroso sarebbe impossibile…Ma è altrettanto chiaro che per procedere così in avanti al posto di comando sta la politica’”.

“Sentiamo di avere l’occasione – ha proseguito il presidente – per impegnarci e realizzare quel sogno: la conversione ecologica degli impianti industriali della siderurgia. L’impianto Corex è il nostro obiettivo: può produrre e impiegare migliaia di unità di lavoro con un impatto ambientale neanche paragonabile a quello dell’altoforno. Può produrre anche energia per abbattere i costi del forno elettrico. Ecco il nostro piano per Piombino. Corex e forno elettrico. Chiediamo al governo di impegnarsi e investire risorse. Chiediamo all’Europa di fare fino in fondo la sua parte”.

“La Regione Toscana – ha detto ancora Rossi -, con l’accordo di programma per l’ammodernamento infrastrutturale del porto e per la viabilità dell’area industriale di Piombino, sta facendo la sua e contribuisce per oltre due terzi dell’investimento complessivo di 150 milioni di euro. Tutta l’area industriale diventerà più competitiva con l’escavazione del porto a 20 metri, che consentirà alle nuove grandi navi transoceaniche di entrare direttamente nel cuore industriale di Piombino. Un vantaggio forse unico nel panorama nazionale ed europeo. Questo significa anche creare le condizioni perché Piombino sia uno dei porti dove è possibile effettuare la rottamazione delle navi. Piombino deve essere il primo porto italiano che si candida a rottamare le navi europee in modo corretto e pulito. Sarà lavoro, e lavoro di qualità. Stiamo quindi lavorando, e ci riusciremo, per essere in condizione di accogliere e smantellare la Costa Concordia a Piombino. L’Europa possiede il 40% del naviglio mondiale e sono centinaia e centinaia all’anno le navi da rottamare. E qui, come forse in nessun’altrà parte dell’Italia e dell’Europa, si può costruire un sistema a filiera corta, anzi cortissima, tra il rottame lavorato nel porto e il forno elettrico che utilizza l’energia dei gas del Corex”.

“Tocca al governo intervenire senza timidezza – ha concluso il presidente Rossi – adottando il piano che noi proponiamo e di sostenerlo con l’UE. Chiediamo anche che, a partire dall’integrazione necessaria con l’Ilva di Taranto, si continui l’esperienza dell’utilizzo nei prossimi mesi dell’altoforno, senza spegnerlo. La nostra è una lotta per la conversione ecologica della siderurgia, con un progetto intelligente e fattibile che risponde alla grave crisi economica, industriale e ambientale che stiamo vivendo. Insieme posiamo farcela: la siderurgia italiana non morirà a Piombino”.

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Scritto da il 3.10.2013. Registrato sotto Economia, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

4 Commenti per “LUCCHINI: DIECIMILA PERSONE IN CORTEO A PIOMBINO”

  1. Elia

    In sintesi hanno detto buona fortuana, la nave sta affondando, Dio per tutti e ognune per se.

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DA QUANTO TEMPO...

  • QUANTO E' PASSATO DAL 1 LUGLIO 2017 DATA TERMINE DELL'ACCORDO DI PROGRAMMA CON CEVITAL?

    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
    38 mesi, 24 giorni, 17 ore, 8 minute fa

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