LUCCHINI: DOMANI SCIOPERO PER LA SIDERURGIA A PIOMBINO

lucchini_sciopero3AGGIORNAMENTO 1 – Piombino (LI) – Giovedì 3 ottobre sciopero generale con i vertici istituzionali e sindacali per “salvare” la Lucchini che ormai fra poche settimane rischia di spegnere l’altoforno per sempre. La manifestazione partirà come sempre da largo Caduti sul lavoro alle 9. Gli studenti animeranno un proprio corteo che partirà alle 8,30 dal villaggio scolastico di San Rocco per riunirsi poi a quello principale. Il corteo attraverserà corso Italia per dividersi poi in due tronconi in piazza Verdi. Uno raggiungerà direttamente piazza Bovio, l’altro percorrerà via Bruno e viale del Popolo. In piazza Bovio parleranno il presidente della Regione Enrico Rossi, il responsabile dell’industria della Cna Claudio Giovine e alcuni lavoratori e a seguire i segretari della Cgil Camusso, della Cisl Bonanni e delle Uil Angeletti.

È la prima volta che i tre segretari generali dei sindacati, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti sono presenti insieme a Piombinoe fa capire che l’intero polo siderurgico e non solo la Lucchini, ma anche Magona e la Dalmine, rischiano di vedersi restringere le vie d’uscita da un’improvvisa caduta di competitività dell’area industriale. La fabbrica versa ogni mese 3 milioni e mezzo di stipendi in Val di Cornia. Una risorsa, come dimostrano anche i recenti studi effettuati dall’Istituto Sant’Anna, di cui il comprensorio non può fare improvvisamente a meno e che costituisce ancora l’unica base su cui è possibile innestare anche qualsiasi processo di riconversione economica.

A fine novembre non ci saranno più soldi neanche per ordinare una nave di materie prime. Da qui la proposta del commissario straordinari Nardi di realizzare a tappe forzate un forno elettrico che sostituisca l’altoforno, accompagnato, in tempi più lunghi (e senza certezze), da un impianto sperimentale Corex di piccole dimensioni. Ma il forno elettrico avrebbe come conseguenza la chiusura dell’intera area a caldo e un drastico ridimensionamento dell’occupazione. Ma la condizione per i sindacati è che la fabbrica continui a produrre mentre si preparano questi nuovi progetti. Lo slogan della manifestazione di domani sarà: «L’altoforno non deve fermare» oltre alla tradizionale «Piombino non deve chiudere».

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Riportiamo sotto varie note stampa relative all’argomento:

 

IDV: PIOMBINO NON DEVE CHIUDERE

“Piombino non deve chiudere” non è semplicemente uno slogan che vede i lavoratori soli a difendere il proprio posto di lavoro, ma è l’ urlo di un intero territorio, se si considera l’adesione di tutte le categorie economiche dalla CNA a Confesercenti a Confcommercio, oltre naturalmente ai sindacati ea tutti i comuni del comprensorio.

Cresce la consapevolezza di un dramma di fronte al quale la città ed il distretto economico potrebbero trovarsi già dal 20 novembre con lo stop dell’altoforno senza prospettive certe di riavvio . “Senza alcun provvedimento di urgenza  e con la fermata dell’altoforno e la sua sostanziale chiusura, circa 4.000 lavoratori, tra diretti e indiretti, che orbitano attorno alla Lucchini resteranno senza lavoro nel giro di pochi mesi” commenta Roberto Rizzo, responsabile lavoro e welfare per Italia dei Valori Toscana insieme al coordinatore provinciale Mauro Pasquali.

“Le ricadute sul territorio, partendo da Piombino fino a comprendere i comuni delle Val di Cornia e quelli limitrofi, sarebbero disastrose, sia dal punto di vista economico che sociale e comporterebbero gravissime conseguenze anche alle altre strutture industriali, come la Magona, la Dalmine e la Sol” continua Rizzo.

Italia dei Valori aderisce sostenendo  che l’evenienza della fermata dell’altoforno deve essere scongiurata, per puntare invece a una siderurgia rinnovata e risanata, ad una seria politica industriale, assente dal nostro paese ormai da più di 20 anni, che difenda il know-how italiano. Si appella inoltre all’imprenditoria seria e desiderosa di innovare e investire nel paese, perché non abbandoni quello che è il secondo polo siderurgico italiano.

“Non possiamo accettare la fine di una vocazione industriale che è parte integrante del bagaglio culturale ed economico di questo territorio” concludono Rizzo e Pasquali “ Vogliamo che si torni a investire sul lavoro, se si vuole veramente rilanciare l’economia di questo paese”.

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CGIL GROSSETO: PIOMBINO NON DEVE CHIUDERE

Ci sarà anche la Cgil di Grosseto giovedì prossimo, 3 ottobre, a Piombino per partecipare con una propria delegazione allo sciopero generale per la salvaguardia del polo siderurgico indetto da Cgil, Cisl e Uil. Sciopero al quale saranno presenti Camusso, Bonanni e Angeletti.

«Avevamo deciso di partecipare allo sciopero generale di Piombino – spiega il segretario della Camera del lavoro, Claudio Renzetti – perché aldilà degli attuali confini amministrativi tra due province, è evidente che la crisi del polo siderurgico ha un riverbero significativo anche sui nostri livelli occupazionali, considerato che sono circa 1.200 i lavoratori maremmani occupati nelle acciaierie e nell’indotto. A questo punto, con l’accelerazione della crisi di governo, è ancora più importante esserci e testimoniare che c’è un’Italia che non si rassegna a soccombere all’irresponsabilità di chi mette avanti i propri interessi personali rispetto ai problemi drammatici di un Paese che, a Piombino come altrove, chiedono di essere affermati e on ignorati.

Venendo al nostro ruolo di rappresentanza sociale, la Cgil ha chiaro che i problemi del lavoro seguono dinamiche autonome rispetto ai confini amministrativi, e per questo alla nostra camera del lavoro interessa quel che succede sull’Amiata (senese e grossetano) così come a Piombino e nella Val di Cornia.

Rispetto alla vicenda della siderurgia italiana, per tornare allo sciopero generale del 3 ottobre a Piombino,

e al ruolo che hanno avuto Riva e Lucchini, è altrettanto chiaro che va messa in campo una politica industriale da parte dello Stato. Piombino in questo senso potrebbe essere il primo polo siderurgico europeo ad avere una tecnologia alternativa all’altoforno per la produzione di ghisa, il cosiddetto “corex”. Per cui ci sarebbero le condizioni per tutelare l’occupazione e l’ambiente, collocando il polo siderurgico piombinese nella fascia alta dell’innovazione siderurgica.

Oramai non c’è più tempo da perdere, e ognuno deve fare la propria parte. Il sindacato la sta facendo ricompattando le fila con una piattaforma unitaria, concordata anche con Confindustria. Se manca l’interlocuzione con il Governo, però, non c’è possibilità di salvare il nostro apparato industriale. In altri termini la priorità è tutelare il lavoro, e per questo bisogna avere il coraggio di trovare le risorse facendo scelte: dalla rinuncia all’acquisto degli F35 al ripristino dell’Imu per chi ha redditi alti, dalla lotta all’evasione fiscale con la tracciabilità delle spese sopra i 100 euro alla patrimoniale, fino ala revisione dei termini dello scudo fiscale. Le misure a disposizione ci sono».

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I consiglieri regionali Pd domani alla manifestazione per la Lucchini

Una delegazione del gruppo Pd in Consiglio regionale della Toscana parteciperà domani giovedì 3 ottobre a Piombino alla manifestazione nazionale a sostegno della Lucchini organizzata da Fim, Fiom, Uilm, i sindacati dei metalmeccanici, alla presenza dei tre segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil Susanna Camusso, Raffaelle Bonanni e Luigi Angeletti. Tra i membri della delegazione, Marco Ruggeri, il capogruppo, Ivan Ferrucci, consigliere regionale e segretario Pd Toscana, e Matteo Tortolini, consigliere regionale di Piombino. “Scongiurare lo spegnimento dell’altoforno: è quello che chiederemo con forza partecipando a una manifestazione importante che per la prima volta riunisce a Piombino i vertici nazionali dei sindacati, e portando avanti, in questo modo, il nostro impegno in difesa del polo siderurgico e a fianco dei lavoratori della Lucchini. – spiega Ruggeri – Oggi vogliamo ribadire la necessità di un intervento governativo per dare respiro alla produzione e garantire un futuro all’azienda”. “Il Pd regionale ha sempre espresso forte preoccupazione per la situazione della Lucchini: anche oggi, in una manifestazione grande e importante come questa vogliamo essere presenti per sottolineare ancora una volta la necessità di difendere un polo siderurgico fondamentale per la Val di Cornia, la Toscana e il Paese”, precisa Ferrucci. “Con il futuro della Lucchini è in discussione lo sviluppo economico di Piombino e della Val di Cornia: non possiamo stare a guardare mentre è a rischio un pezzo di manifatturiero di importanza nazionale e la presenza dei tre segretari generali dei sindacati dà l’idea della drammaticità della vicenda. – fa presente Tortolini – Occorre trovare una soluzione in grado di traghettare il sito siderurgico verso un nuovo modello produttivo, competitivo e sostenibile, riducendo al minimo i costi sociali per la città e i lavoratori, e unitamente rispondere alla necessità di mettere in atto un piano di bonifica e di reindustrializzazione per le aree che nel futuro saranno occupate da impianti dismessi. Gli strumenti legislativi ci sono, devono essere attivati”.

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Vertenza Lucchini: Federico Gelli PD: “Piombino non deve chiudere. Il Governo faccia chiarezza sul futuro dell’acciaierie e verifichi la sospensione dell’Irap per il 2012 alle imprese creditrici”

“Il Ministro dello sviluppo economico ci deve dire nel dettaglio in cosa consiste il piano di salvataggio dell’acciaieria Lucchini presentato l’11 settembre scorso dal commissario straordinario Piero Nardi e quali sono gli impegni del Governo per salvare la siderurgia di Piombino, tutelare l’occupazione e le imprese dell’indotto”. Sono queste alcune delle richieste avanzate da Federico Gelli deputato del PD eletto in Toscana, contenute in una interrogazione parlamentare presentata nei giorni scorsi al Ministro Flavio Zanonato sulla vertenza dell’acciaierie Lucchini di Piombino (Li). “Piombino non può essere dismessa – ha dichiarato Gelli – ma il rischio diventa ogni giorno più concreto soprattutto se non si fa niente. Fino adesso del piano di salvataggio sappiamo poco tranne qualche indiscrezione giornalistica. Invece se a fine novembre sarà spento l’altoforno si perderanno oltre 1000 posti di lavoro, una situazione drammatica che metterà in ginocchio questa città nata sull’acciaio mentre in pratica l’Italia perderà il suo secondo polo siderurgico. In un momento di crisi come questo – ha aggiunto – chiudere una industria così importante che opera in un settore strategico come la siderurgia è inaccettabile soprattutto in vista della tanto auspicata ripresa. In più sulla Lucchini in questi anni sono successe cose poco chiare. Per questo motivo ho chiesto al Ministro di fare delle verifiche sulla cessione della maggioranza del gruppo Lucchini nel 2010, quando era proprietaria la russa Severstal leader mondiale nella produzione di acciaio, ad una società di diritto cipriota facente capo a Mordashov, presidente della stessa società russa per il valore di un euro. Da quel momento invece del rilancio ci sono stati solo patti disattesi e false promesse. Così il debito della Lucchini è arrivato all’inizio dell’anno alla cifra astronomica di oltre 1 miliardo e trecento milioni con l’arrivo dell’amministratore straordinario. Inoltre – ha continuato Gelli nell’interrogazione – chiedo al Ministro se non si ritenga urgente verificare la possibilità di disporre la momentanea sospensione dell’IRAP per l’anno 2012 a carico delle imprese dell’indotto creditrici della Lucchini Spa, in quanto già notevolmente esposte nei confronti di quest’ultima e con pagamenti la cui riscossione appare, ad oggi, piuttosto incerta. Infine – conclude il deputato democratico – voglio sapere se i tagli ai costi portati avanti nella gestione commissariale dell’acciaieria, non abbiano riguardato, anche in maniera indiretta, aspetti importanti come quelli ambientali e sulla sicurezza del lavoro, anche alla luce dei numerosi fenomeni di emissioni diffuse in questi ultimi tempi e il grave infortunio dello scorso 30 agosto”.

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 Brogi e Ghilarducci (SEL): sosteniamo i lavoratori Lucchini

“Lo sciopero del 3 ottobre è l’ultima occasione per compiere scelte decisive per la Lucchini e per un territorio che vive da mesi con l’angoscia di cadere in un baratro sociale e occupazione senza precedenti. Per questo, Sinistra Ecologia Libertà giovedì sarà in piazza, a Piombino, al fianco dei lavoratori e delle loro famiglie”. A dichiararlo sono il coordinatore regionale, Giuseppe Brogi, e il coordinatore provinciale livornese, Andrea Ghilarducci, che preannunciano una presenza importante di militanti ed esponenti di SEL alla manifestazione organizzata da CGIL, CISL e UIL.

“La crisi di un governo insano – proseguono i due coordinatori – non può significare l’assenza di un intervento immediato dello Stato. La Lucchini rappresenta un pezzo importante della siderurgia italiana, un settore fondamentale per evitare che il nostro Paese rimanga senza un apparato industriale degno di questo nome. Di fronte ad una crisi straordinaria come questa, è necessario avere il coraggio di assumere decisioni straordinarie e forti”.

“E’ necessaria un’azione immediata da parte dello Stato – dicono ancora Brogi e Ghilarducci – che deve intervenire facendo ricorso a tutte le leve possibili, compresa la Cassa depositi e prestiti, per evitare, ora, la cessazione delle produzioni e per realizzare un concreto piano di rilancio, basato su nuove tecnologie più competitive e più pulite. In quest’ottica, il processo Corex, per realizzare il quale sono stati già individuati alcuni partner tecnologici privati, può rappresentare una soluzione ottimale”.

“Quello che manca – concludono – è la volontà della politica, che è chiamata a dare risposte coraggiose a Piombino e alle migliaia di famiglie che da mesi vivono l’incubo della precarietà. La via d’uscita c’è, è stretta, difficile, complessa da realizzare. Ma c’è. E’ l’ora delle scelte decisive, sulle quali misurare il senso di responsabilità di tutti”.

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I consiglieri regionali Pd domani alla manifestazione per la Lucchini

Una delegazione del gruppo Pd in Consiglio regionale della Toscana parteciperà domani giovedì 3 ottobre a Piombino alla manifestazione nazionale a sostegno della Lucchini organizzata da Fim, Fiom, Uilm, i sindacati dei metalmeccanici, alla presenza dei tre segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil Susanna Camusso, Raffaelle Bonanni e Luigi Angeletti. Tra i membri della delegazione, Marco Ruggeri, il capogruppo, Ivan Ferrucci, consigliere regionale e segretario Pd Toscana, e Matteo Tortolini, consigliere regionale di Piombino.

“Scongiurare lo  spegnimento dell’altoforno: è quello che chiederemo con forza partecipando a una manifestazione importante che per la prima volta riunisce a Piombino i vertici nazionali dei sindacati, e portando avanti, in questo modo, il nostro impegno  in difesa del polo siderurgico e a fianco dei lavoratori della Lucchini. – spiega Ruggeri – Oggi vogliamo ribadire la necessità di un intervento governativo per dare respiro alla produzione e garantire un futuro all’azienda”. “Il Pd regionale ha sempre espresso forte preoccupazione per la situazione della Lucchini: anche oggi, in una manifestazione grande e importante come questa vogliamo essere presenti per sottolineare ancora una volta la necessità di difendere un polo siderurgico fondamentale per la Val di Cornia, la Toscana e il Paese”, precisa Ferrucci.

“Con il futuro della Lucchini è in discussione lo sviluppo economico di Piombino e della Val di Cornia: non possiamo stare a guardare mentre è a rischio un pezzo di manifatturiero di importanza nazionale e la presenza dei tre segretari generali dei sindacati dà l’idea della drammaticità della vicenda. – fa presente Tortolini – Occorre trovare una soluzione in grado di traghettare il sito siderurgico verso un nuovo modello produttivo, competitivo e sostenibile, riducendo al minimo i costi sociali per la città e i lavoratori, e unitamente rispondere alla necessità di mettere in atto un piano di bonifica e di reindustrializzazione per le aree che nel futuro saranno occupate da impianti dismessi. Gli strumenti legislativi ci sono, devono essere attivati”.

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UDC: SALVARE LA SIDERURGIA PER RILANCIARE IL PAESE

L’UDC provinciale attraverso il nuovo responsabile per la zona mineraria, la dott.ssa Sarah Corsini, tiene a esprimere profonda solidarietà ai lavoratori della Lucchini in questo momento difficile.

“Dovesse chiudere l’altoforno dell’azienda oltre 4000 lavoratori rimarrebbero senza lavoro di qui a pochi mesi. Questo avrebbe conseguenze negative non solo per Piombino ma per tutta la nostra zona che rimarrebbe senza un polo lavorativo importante che è stato capace di offrire lavoro e dignità a moltissime famiglie della zona anche mineraria.

Senza lavoro non c’è sviluppo e non c’è famiglia né comunità né futuro. Non si può pensare allo sviluppo di un paese non pensando ad una politica seria e reale di sviluppo economico, per questo che auspichiamo che il Governo apra un tavolo serio o meglio ancora intervenga direttamente per ristrutturare questa situazione, rinegoziando scadenze e lanciando un programma di investimenti per l’intero settore siderurgico italiano.

Lo sciopero generale del 3 ottobre serva a riunirci attorno ai lavoratori senza strumentalizzazioni ma con fraternità verso uomini in difficoltà della nostra comunità e serva soprattutto a far prendere atto al Governo italiano e alle istituzioni tutte, del problema grave che questi lavoratori si trovano ad affrontare e faccia comprendere a tutte le forze politiche che sono queste le vicende d’Italia da valutare e risolvere se vogliamo effettivamente rialzarci.”

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Scritto da il 2.10.2013. Registrato sotto Foto, sociale, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

6 Commenti per “LUCCHINI: DOMANI SCIOPERO PER LA SIDERURGIA A PIOMBINO”

  1. elia

    Bello il comunicato politico ma davvero solo politico, interessante che la ricetta della CGIL per salvare la siderurgia in particolar modo qua a Piombino passi dalla rinuncia all’acquisto degli F35 al ripristino dell’Imu per chi ha redditi alti, dalla lotta all’evasione fiscale con la tracciabilità delle spese sopra i 100 euro alla patrimoniale, fino ala revisione dei termini dello scudo fiscale, cose che condivido anche politicamente ma non c’entra nulla con il contesto del nostro problema specifico. Ho capito, domani non vengono per SALVARE PIOMBINO, perché la ricetta che propongono neanché un euro va ai capitoli di spesa sulla siderurgia, ma questo di certo loro lo sanno forse solo i lavoratori non lo sanno, ma siamo in capagna politica invece di pensare a salvare il nostro territorio loro stanno già pensando ad altri problemi utilizzando la nostra piattaforma e la pelle dei nostri lavoratori. Io ho sempre avuto e ho ancora rispetto dei sindacati ma questo comunicato legato al problema industriale siderurgico di Piombino e fuori luogo e sa di presa di giro. SONO SENZA PAROLE.

  2. andrea61

    Ma la CGIL non si rende conto di rendersi ridicola pensando di risolvere i problemi dilatando ancora di più la spesa pubblica ? Che cosa abbiamo ottenuto con tutte le aziende tenute in piedi negli anni settanta e ottanta con i soldi dei contribuenti/lavoratori ? Tanto debito pubblico e il deserto industriale.
    Leggere certe cose nel 2013 fa veramente credere che per una grossa fetta del sindacato il 900 non sia mai terminato !

  3. liberopensatore

    Solo un grossetano può non considerare l’argomento lucchini una cosa seria.

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