RIMIGLIANO: RADDOPPIANO LE SUPERFICI NELLA TENUTA, DA TETTOIE A VILLE

una delle tettoie contestate

una delle tettoie contestate

San Vincenzo (LI) – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato denuncia del consigliere d’opposizione Nicola Bertini sul futuro fatto di cemento del parco/tenuta di Rimigliano.

«Come previsto, si concretizzano le peggiori paure sulla Tenuta di Rimigliano. Il primo progetto che ha già ottenuto le autorizzazioni, prevede il raddoppio delle superfici al podere Chiusacce, il primo dei poderi oggetto di piano d’intervento. Superfici che, pur passando da 900 a 1800 circa, secondo il comune di San Vincenzo, non aumentano affatto. Come è possibile un simile assurdo?

Semplice, due chilometri più a sud, presso il podere Contessa Lea, ci sono delle rovine di tettoie. Tali manufatti agricoli vengono fatti decollare dal podere Contessa Lea e atterrare al podere Chiusacce. Un bel salto che migliora le caratteristiche edilizie di queste tettoie trasformandole, a parità di superfici, in case di lusso.

Ecco come sarà possibile raddoppiare i volumi esistenti nella Tenuta e realizzare proprio al podere Contessa Lea, che avrà fatto volare le sue tettoie a chilometri di distanza trasformandole in case di lusso, 6.000 mq di nuova edificazione per un nuovo albergo.

Con questo giochetto però le nuove costruzioni saranno almeno il doppio delle esistenti e incalcolabile il danno per il comune di San Vincenzo che permette di fare nella Tenuta di Rimigliano tutto ciò che in qualsiasi altra area agricola della Regione Toscana non si potrebbe assolutamente fare.

Semplice da calcolare è invece l’ammanco nelle casse comunali. Tralasciando per un attimo il danno più grave che è quello della perdita d’un patrimonio territoriale unico che potrebbe rappresentare la possibilità di rilancio per San Vincenzo e per tutta la Val di Cornia, facciamo notare che camuffando la nuova edificazione con la ristrutturazione di “edifici” esistenti, il Comune rinuncia ad incassare centinaia di migliaia di euro d’oneri d’urbanizzazione.

Tutto ciò infischiandosene bellamente di quanto aveva raccomandato la Regione Toscana dopo la Conferenza Paritetica: il Pama ancora non corrisponde al Regolamento Urbanistico, non essendo mai stato modificato e non v’è certezza su quali volumi si recuperino, per quali funzioni e quanti e quali rimangano per l’attività agricola (ormai, appare chiaro, destinata ad essere abbandonata).

Per capire quel che sta avvenendo crediamo tuttavia che parlino molto chiaramente le immagini: ecco quali sono i volumi che stanno per diventare 900 mq di case di lusso».

Nicola Bertini

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Scritto da il 28.8.2013. Registrato sotto ambiente/territorio, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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