PIOMBINO: SULLE PALAZZINE LA PROTESTA PASSA ALLA POLITICA

Il paesaggio deturpato in via della pace

Il paesaggio deturpato in via della pace

Continua il dibattito sulle palazzine di viale Michelangelo (località Pozzetti), ancora fortemente al centro della polemica per aver “oscurato” il panorama di cui si godeva da via della Pace. La “novità” è che, da progetto approvato a suo tempo, la parte terminale degli edifici è considerata come terrazza praticabile e c’è la possibilità di inserire delle strutture fisse ombreggianti (non gazebo però). Ora però niente di tutto questo è più certo e tali aspetti del progetto possono essere rimessi in discussione. Con l’occasione riportiamo gli interventi integrali di SEL, UDC e PRC in merito alla questione.

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SEL: E’ IL CONSIGLIERE TROTTA CHE HA APPROVATO LE PALAZZINE

Iniziamo con il comunicato di Sinistra Ecologia e Libertà di Piombino.

«Il comunicato in cui  consigliere Trotta accusa SEL di aver approvato il piano di lottizzazione per le palazzine di via della Pace, rasenta veramente l’assurdo: chi era il consigliere, Trotta o Benifei? Ci saremmo aspettati, a onor del vero, se non un dignitoso silenzio,  una semplice ammissione di colpa da parte dell’allora consigliere di SEL e un’assunzione di responsabilità per aver  condiviso la scelta e non aver sufficientemente informato e coivolto SEL nel percorso intrapreso.

Chi c’era in consiglio comunale ad ascoltare le parole di Francardi e a  discutere del piano di lottizzazione, Trotta o Benifei? Chi c’era in giunta ed aveva tutti gli strumenti per capire, Chiarei o Benifei?  Uno dei motivi per cui SEL è uscita dalla coalizione di maggioranza è stata proprio la mancanza di un’adeguata rappresentanza nelle istituzioni locali, la mancanza di chi potesse controllare dall’interno i processi e le scelte condividendone i percorsi. Si intravede poi, dietro la penna dell’ex consigliere, il livore e la volontà di diffamazione di chi, in evidente difficoltà, cerca di spostare il bersaglio scaricando le responsabilità su altri  e usa la solita arma della diffamazione. Chi vuole “ricostruirsi una verginità” è proprio chi, modificando e attuando malamente le previsioni del PRG del 1994, ha reso possibili gli scempi che oggi si vedono nella zona.

Quel piano prevedeva l’edificazione nella parte bassa della collina, lungo viale Michelangelo, e la cessione al Comune di vaste aree a monte da destinare a verde pubblico.  Con il piano del 1994, ad esempio,  non sarebbe stato possibile realizzare le villette sul crinale di Montelupinaio. Se fosse stata posta la dovuta attenzione al piano di lottizzazione, con il quale si attuano le previsioni del PRG, si sarebbe potuto evitare l’impatto visivo da via della Pace. Dal 1994 ad oggi ci sono stati dunque tanti passaggi: varianti al PRG, l’approvazione del  Piano Strutturale nel 2007 (con il quale l’attuale amministrazione ha riconfermato le scelte per la zona dei Pozzetti assumendosene per intero la responsabilità) e, soprattutto, l’esame del piano di lottizzazione presentato dai privati nel 2009 ed approvato dal Consiglio nel 2011.

L’assessore all’urbanistica ha definito quella lottizzazione  una “opportuna sintesi tra interesse privato che tende alla massimizzazione edificatoria e le indicazioni orientate  alla mitigazione dell’impatto”.  Riteniamo quell’espressione infelice e inadeguata, perchè l’unica cosa di cui l’assessore e gli organi tecnici di sarebbero dovuti occupare era quella di garantire che la prevista edificazione non andasse ad interferire con la tutela di punti panoramici, tanto più in una zona che, per ammissione dello stesso assessore, ha un forte pregio paesaggistico e viene giustamente percepita dai  cittadini come un “bene comune”. Siamo certi che se i consiglieri fossero stati edotti, da chi ha gli strumenti e le conoscenze tecniche, delle conseguenze di quelle scelte, molti si sarebbero opposti.

Qualcosa non ha dunque funzionato e oggi ne paghiamo le conseguenze. Lo scempio operato viene ora  sanzionato con una multa  di 100 mila euro che non ripaga certo la collettività del danno subito per responsabilità che vanno ricercate esclusivamente in chi amministra attualmente. Una lezione di saggezza viene dal consigliere Barsotti, che con la consueta intelligenza e umiltà (le due cose vanno notoriamente a braccetto) ammette la sottovalutazione legata a una prassi di voto fiduciario e quindi miope.  Anche SEL riconosce di aver dato un’approvazione frettolosa e assolutamente non consapevole: siamo usciti a suo tempo dalla coalizione di maggioranza proprio per le enormi difficoltà di rapporti politici, per l’impossibilità di approfondire, di discutere  e  per la mancanza di un’adeguata presenza critica all’interno delle istituzioni locali. Noi abbiamo preso le distanze, altri ne sono diventati i più convinti sostenitori».

Sinistra Ecologia Libertà

Circolo Piombino VdC

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UDC: INTERROGAZIONE CONSILIARE SULLE PALAZZINE CONTESTATE

Ecco l’intervento di Luigi Coppola (UDC).

«Le polemiche sulla vicenda delle palazzine in località Pozzetti si fanno sempre più accese e si percepisce nell’opinione pubblica l’esigenza di capire meglio cosa stia accadendo. Ovviamente, al di là delle valutazioni istintive e delle opinioni personali, vi sono percorsi tecnici ed amministrativi che debbono essere rispettati.

Proprio a fronte di queste esigenze abbiamo presentato un’interrogazione che sarà discussa nel prossimo Consiglio Comunale, nonché a breve (entro la prossima settimana), sarà convocata una 4° commissione consiliare, come richiesto, per avere informazioni più dettagliate dai responsabili del settore urbanistica. E’ ovvio che alla base di qualsiasi valutazione dovrà esserci il principio di chiarezza e trasparenza, ma soprattutto piena consapevolezza in merito alle questioni sollevate, visto che, non trattandosi di un abuso, perlomeno per quel che abbiamo interpretato, bensì di una difformità rispetto al progetto approvato, vi è difficoltà ad individuare l’adeguata “sanzione” che dovrebbe essere comminata alla proprietà.

Riteniamo comunque che non si possa prescindere dal diritto dei cittadini a chiedere la restituzione  della “bellavista” che si poteva godere fino a pochi mesi fa da quel piazzale in Via della Pace e per quel che ci riguarda questo è un punto fermo, al di là delle “sviste” tecniche e delle responsabilità di ciascuno, comprese le nostre.

Alla fine del percorso istituzionale intrapreso, in base alle risposte che riceveremo alle precise domande poste con la nostra interrogazione ed alle ulteriori azioni che riterrà opportuno intraprendere l’amministrazione, ci riserveremo di valutare eventuali iniziative politiche in sintonia con il nostro legittimo ruolo di opposizione».

Luigi Coppola

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RIFONDAZIONE: SANZIONE DI 100.000 EURO ACCETTATA DAL COSTRUTTORE

Infine ecco l’intervento integrale di Rifondazione Comunista.

«Apprendiamo con preoccupazione che in sede di IV Commissione Consiliare l’architetto Cerrina, Dirigente del settore Urbanistica del Comune di Piombino, ha comunicato di aver già comminato la sanzione di 100.000 euro al costruttore delle tre palazzine di Via della Pace, di fatto chiudendo così la questione relativa all’abuso, in spregio alle richieste e all’indignazione dimostrata da una parte consistente della città.

Noi crediamo che tale sanzione non sia adeguata alla gravità dell’abuso commesso , non essendo un deterrente per eventuali future “opere costruite in parziale difformità” rappresentando invece un pericoloso precedente, alla luce anche degli interventi pesantissimi previsti in quella zona che, come dice la stessa Dirigente, verrà totalmente trasformata. Chi ci assicura che altri costruttori non troveranno provvidenziali e imperforabili rocce che li costringeranno a costruire appartamenti con viste mozzafiato e estremamente costosi?

Ci preme ribadire che la legge è uguale per tutti, singoli cittadini o importanti costruttori. Nessuno è “più uguale “ di un altro.

Al di là degli esilaranti commenti delle altre forze politiche, tipo spostare il belvedere, oppure che il piazzale  è usato solo da coppiette, riteniamo che la faccenda non sia affatto chiusa, che l’abuso debba essere demolito ( e per questo continueremo a raccogliere le firme), il come lo lasciamo alla competenza degli esperti. Ciò che ci interessa è  che il panorama sia restituito alla città e ai turisti, perciò bisognerebbe che l’attuale Assessore competente e il Sindaco, sempre più silente, si assumessero le proprie responsabilità politiche e tecniche di fronte alla città, così come suggerito dall’ex Assessore Faggiani».

Partito Rifondazione Comunista

Circolo “V. Corallini” Piombino

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Scritto da il 18.4.2013. Registrato sotto Foto, politica, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

3 Commenti per “PIOMBINO: SULLE PALAZZINE LA PROTESTA PASSA ALLA POLITICA”

  1. Astuto Cacciatore

    Basterebbe che il Sig. Sindaco ogni tanto uscisse dai suoi uffici e facesse una passeggiata, magari in incognito, per la città di cui è primo cittadino, per rendersi conto di certe cose. Oltretutto sarebbe, per la sua illustrissima persona, di molto salutare, fare jogging. Fra l’altro era uno sportivo ed è ancora in giovane età, delle salutari passeggiate o magari delle moderate “corsette” potrebbe concedersele, o no?

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