VAL DI CORNIA: UN’ANALISI IMPIETOSA DEL 2012

la Val di Cornia

la Val di Cornia

Le liste civiche della Val di Cornia Uniti per Suvereto, Forum San Vincenzo e Comune dei Cittadini Campiglia fotografano l’anno appena passato nel nostro territorio e lo riportano per quello che è stato(ovviamente dal loro punto di vista, ndr.) ai nostri lettori. I commenti sono d’obbligo… buona lettura.

«L’anno si chiude male. Pesa – inizia il comunicato – la difficilissima situazione economica nazionale e  in Val di Cornia ci sono preoccupazioni in più. Il livello di reddito è al di sotto della media regionale e provinciale, le povertà aumentano, la popolazione invecchia e i giovani fuggono più che altrove.

Il polo siderurgico vive il momento più difficile della sua storia. Dal  suo destino dipende ancora la tenuta sociale di Piombino e della Val di Cornia. Ci uniamo alla famiglie che vivono con trepidazione le sorti della Lucchini e con loro le imprese e i lavoratori dell’indotto. Auspichiamo che i governi locali non attendano solo che il governo nazionale individui concrete strategie di rilancio, ma creino le condizioni per uscire dalla monocultura siderurgica.

L’edilizia è al palo. Dopo aver incentivato il fenomeno speculativo, ora che nessuno compra più case e capannoni, rimane solo il cemento inutilmente versato e l’occupazione in questo settore crolla. Sarebbe stato necessario riconvertire l’edilizia verso il recupero e il riuso, preservare paesaggio e identità storica, migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Nulla è stato fatto.

Anche il turismo soffre. La tassa di soggiorno ha aggravato i problemi senza offrire nessun servizio. Le confuse promesse di marketing territoriale sono svanite mentre le amministrazioni demoliscono  l’esperienza della Parchi Val di Cornia che avrebbe dovuto destagionalizzare il nostro turismo. Intanto si autorizzano altre seconde case nella Tenuta di Rimigliano e attività estrattive nelle aree naturali protette.

L’agricoltura è stata abbandonata nella miope indifferenza della politica. Anzi, è stata incentivata la sostituzione di campagne fertili con distese di pannelli solari. Se comitati e Regione non avessero fermato questi progetti, nei nostri Comuni sarebbero stati distrutte altre centinaia di ettari di terreni agricoli.

Servivano coesione tra i Comuni e programmi per valorizzare l’insieme delle nostre risorse. Invece s’è perso ogni residuo coordinamento e, venendo meno ai programmi elettorali, non hanno neppure sostituito il Circondario con l’Unione dei Comuni. Oggi la Val di Cornia non esiste più come entità istituzionale.

Sul piano politico non c’è spazio per il dialogo perché nelle maggioranze prevale la chiusura e la prepotenza dei numeri. I Consigli Comunali sono sempre più chiamati a ratificare decisioni maturate non si sa più neppure dove.

Le nostre liste si sono sforzate di essere una voce critica, ma in questo scenario è difficile modificare condotte politiche che, senza idee, attendono un futuro che è ormai il passato».

27 dicembre 2012

Uniti per Suvereto

Forum San Vincenzo

Comune dei Cittadini Campiglia

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Scritto da il 27.12.2012. Registrato sotto Foto, politica, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

2 Commenti per “VAL DI CORNIA: UN’ANALISI IMPIETOSA DEL 2012”

  1. sasso indigesto

    PARTITOCRAZIA , SISTEMA DI POTERE BASATO SUL POSSESSO DA PARTE DEI PARTITI (ASSOCIAZIONI DI PRIVATI CITTADINI) DEL GOVERNO DELLA COSA PUBBLICA (NEL NOSTRO COMPRENSORIO LEGGASI “IL PARTITO”).
    CONSEGUENZE DEL GOVERNO PARTITOCRATICO, QUELLE DESCRITTE SOPRA NELL’ARTICOLO.
    LE LISTE CIVICHE RAPPRESENTANO LA VOCE DEI CITTADINI CHE NON VOGLIONO ASSOGGETTARSI AL PENSIERO DOMINANTE DEGLI INTERESSI DELLA PARTITOCRAZIA.
    TANTISSIMI AUGURI DI BUON LAVORO ALLE LISTE CIVICHE PER IL 2013.

  2. marco

    Mi associo agli auguri di un buon 2013 per le liste civiche, che hanno rappresentato una voce viva e competente, una spina nel fianco del partito-padrone, che siccome si sente padrone non sembra avere più bisogno della competenza. Ora poi è dilaniato dalle polemiche interne che corrispondono solo a operazioni di potere personale. Speriamo che i cittadini se ne rendano sempre più conto

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    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
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