I GIOVANI PIOMBINESI PROTAGONISTI A “GIOVANI, TERRITORI @ CONNESSIONI D’ASCOLTO”

La presentazione del progetto di Servizio Civile

Un momento della "tavola rotonda"

La presentazione del progetto di Servizio Civile

Lunedì 19 novembre presso Castello Pasquini a Castiglioncello (LI) si è tenuto un incontro sulle politiche giovanili dal titolo “Giovani, territori @ connessioni d’ascolto”. L’evento è stato occasione per presentare anche il progetto della regione Toscana Giovanisì, dedicato essenzialmente ad azioni volte a sostenere l’autonomia delle giovani generazioni.

All’incontro, quali portavoce delle esperienze relative al progetto e alla partecipazione giovanile nell’area Val di Cornia, erano presenti anche gli operatori del Centro Giò e i ragazzi che hanno svolto e stanno svolgendo il servizio civile presso il Comune di Piombino.

L’iniziativa, organizzata dalla Provincia di Livorno in collaborazione con Upi Toscana, il Comune di Rosignano Marittimo e GiovaniSì Cantieri, ha preso avvio con i saluti del presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, e delle altre autorità presenti, per poi passare subito la parola a chi ha presentato dei progetti a sostegno del protagonismo giovanile, tematica che si è rivelata il filo conduttore dell’incontro.

Tra i progetti, anche quelli che vedono Piombino come comune capofila di iniziative rivolte ad un maggiore coinvolgimento attivo dei ragazzi sul territorio. Il recupero degli antichi mestieri e la partecipazione giovanile sono tra iniziative proposte dal comune, tra le quali figura anche il festival “Open Box” che ha coinvolto i giovani piombinesi in due giornate, il 20 ottobre e il 3 novembre, progetto illustrato da Silvia Grassi, operatrice del Centro Giò di Piombino.

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Un momento della “tavola rotonda”

A seguire l’intervento diretto dei ragazzi con “I giovani raccontano Giovanisì”. Le azioni presentate dalla diretta voce dei beneficiari del progetto sono state il contributo affitti, i tirocini (in cui però si è presentata una casistica particolare, meno rivolta al mondo giovanile in senso stretto) e il servizio civile regionale.

E’ in questo frangente che sono intervenuti anche due piombinesi: Francesca Palla, uno dei responsabili del progetto di servizio civile Arci “Giovani di tutti i colori” che vede coinvolti 7 ragazzi sul territorio piombinese e Federico Simoncini Ulivelli in qualità di ex servizio civilista, il quale ha descritto il progetto “Integriamoci” del comune di Piombino, a cui ha preso parte insieme ad altri 6 giovani,  che ha voluto puntualizzare l’importanza di un progetto come Giovanisì che riesce a colmare alcune lacune nel territorio toscano ma anche, di contro, le evidenti mancanze della gestione delle politiche giovanili a livello nazionale.

E’ stata poi la volta della tavola rotonda sul tema “Giovani e partecipazione sul territorio”, moderata dal giornalista Gabriele Parenti, tavola rotonda che in realtà è stata suddivisa in due parti. La prima ha visto gli interventi di Monica Mannucci, assessore alle politiche giovanili della Porvincia di Livorno, Elena Ciaffone Assessore alle politiche giovani del Comune di Rosignano Marittimo, Giovanni Pasqualetti, Dirigente per le politiche del welfare della Regione Toscana, Damiana Barbato, referente CNCA – CEIS Livorno, i quali hanno tutti messo l’accento sulla tematica del protagonismo giovanile e sulla necessità di rendersi attivi e propositivi da parte dei giovani.

Nella seconda parte sono intervenuti ancora una volta i ragazzi, apportando consigli ed osservazioni sul mondo della partecipazione giovanile. Per il Comune di Piombino sono intervenuti altri due ragazzi che hanno preso parte al progetto di servizio civile “Integriamoci”. Sergio Serena ha sottolineato due concetti, entrambi rivolti ad un cambiamento di mentalità da parte anche delle amministrazioni: innanzitutto l’importanza di interventi educativi ad ampio raggio che non coinvolgano i ragazzi secondo “compartimenti stagni” ma coinvolgendo più realtà possibile, e che facciano sì che il giovane non siano più oggetto ma soggetto degli interventi a lui rivolti, e poi la necessità di non creare spazi solo fisici come un centro giovani ma anche intervenire andando incontro ai giovani e ai loro bisogni.

E’ poi intervenuta la sanvincenzina Irene Caroti che, dopo una tesi di laurea sulla partecipazione giovanile nel suo paese e un anno da servizio civile da “piombinese”, ha potuto toccare con mano due diverse realtà. Secondo lei la partecipazione passa anche da un ascolto attivo dei bisogni dei giovani e dal superamento di certi pregiudizi, presenti anche in alcune amministrazioni comunali, che il giovane in realtà non ha voglia di partecipare, dando invece spazio e rinforzi positivi anche alle proposte delle minoranze, risposte che invece ha potuto riscontrare all’interno del Centro Giovani di Piombino.

Il dibattito ha lasciato insolute diverse domande: è vero che i giovani non riescono ad essere protagonisti della propria vita? Aspettano realmente la proverbiale “pappa scodellata”? E chi invece riesce ad emergere e avere dei progetti trova poi una risposta concreta che non sia la richiesta di ulteriore impegno? Sono le amministrazioni a dover fare un passo verso i giovani o viceversa?

Ha concluso la giornata un workshop sul tema “Un mondo sostenibile”, a cui ha partecipato Paola Maugeri, giornalista e conduttrice televisiva che si è distinta per l’impegno  nel progetto “La mia vita a impatto zero”.

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Scritto da il 19.11.2012. Registrato sotto Foto, Giovani e Sapere, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

2 Commenti per “I GIOVANI PIOMBINESI PROTAGONISTI A “GIOVANI, TERRITORI @ CONNESSIONI D’ASCOLTO””

  1. Simona

    Non sapevo di questo incontro ed è un peccato perchè credo che sarebbe stata un’ottima occasione per capire ancora di più certi aspetti di questo “mondo giovani”. Essendo SanVincenzina anch’io (un po’ meno giovane della ragazza che è intervenuta al dibattito) concordo pienamente con lei sul fatto che ancora oggi si rimane un po’ ancorati dietro pregiudizi che non lasciano spazio di espressione ai giovani e giovanissimi. I giovani sono persone, ci sono quelli in gamba e quelli un po’ meno…ma una cosa tutti ce l’hanno: una grandissima energia, e sta a noi un po’ più grandicelli ascoltarli ed incoraggiarli a venir fuori, a dar spazio alle loro idee! Lasciamoci conquistare dai giovani, supportiamoli, diamo loro fiducia! La loro energia è la benzina per andare avanti!!!

  2. ale

    Avevo seguito senza intervenire il dibattito nato dal post sul festival Open Box. Mi sembrava fosse diventato troppo polemico. Spero di riuscire a dire la mia, senza causare altrettanto dissenso.
    A mio parere a questo tavolo sono intervenuti a rappresentare i giovani” dei giovani che si discostano un po’ dall’immagine canonica del giovane medio. Lo deduco dalle parole riportate nell’articolo e anche dal fatto che hanno fatto una scelta, quella del servizio civile, che sicuramente lascia ipotizzare una sensibilità, definiamola così, a certi temi sociali, come la partecipazione e all’attivazione sul proprio territorio. Non tutti i giovani sono così. Alcuni (forse troppi? Ma una domanda mi viene spontanea: sono diventati così da soli?) aspettano la pappa scodellata, come si sottolinea giustamente nel post. Ma allora diamo spazio alle idee diverse, ben vengano gli Open Box ma non solo quelli! Diamo spazio a chi ha l’energia di cui parlava Simona, non diamo loro solo panem et circenses, solo open box e polpo lesso (per riprendere il dibattito del post sopracitato). Diamogli i mezzi per farli scegliere e farli contare qualcosa nelle loro decisioni. Non fate finta di dagli parola organizzando delle feste e lasciandogli usufruire di un po di spazio (lo spazio fisico di cui si parla qui). E non parlo certamente del comune di Piombino, guardo alla realtà più in generale.
    Insomma, forse l’autostima si rafforza anche (soprattutto?) così.

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