PIOMBINO: IL CENTRO GIOVANI IN TRASFERTA CON OPEN BOX

Sui social network il tam tam per annunciare l’evento “Open Box” era iniziato da settimane con lo slogan “E tu cosa condividi?”, e finalmente sabato 20 ottobre il Centro Giò De Andre è sceso per le vie del centro di Piombino per presentarsi ai ragazzi della città.

La manifestazione ha preso il via intorno alle 17 con un partecipatissimo flash mob, una sorta di ballo “a sorpresa” fatto in gruppo per le vie e le piazze di una città. Alla fine del flash mob è stata svelata la risposta alla domanda di lancio della manifestazione, e quindi spiegato il senso della stessa: “I like me” (mi piaccio, ndr) è diventato lo slogan della giornata, per comunicare ai ragazzi che attraverso le tante attività del Centro Giovani è possibile tirare fuori le proprie passioni per esprimere se stessi.

Writers all’opera

Da Piazza Gramsci a Piazza Verdi quindi è stato possibile venire a conoscenza delle varie attività realizzabili all’interno del Centro Giò. Si andava quindi dallo spazio informazione con lo stand dell’Informagiovani (per l’occasione è stato invitato anche l’informagiovani di Riotorto, affinchè presentasse i propri servizi ed attività) e quello del Consultorio Giovani, lo spazio intrattenimento che ha ospitato il Centro Giovani di Venturina con l’associazione “La Clessidra” e Bandus (Tana dei Goblin) di Grosseto proponendo vari giochi di carte e da tavolo per passare all’area più artistica con i writers e le scuole che proponevano un “action painting”, fino all’esposizione di vignette che promuovevano il servizio dello Spazio Expo.

Successo di partecipazione e di pubblico per le aree riservate agli skaters e agli sportivi del bike trials, aree le cui attrezzature sono di solito predisposte proprio dietro il Centro Giovani, in viale della Resistenza 4, ma che per l’occasione sono state spostate in centro. Successo anche per il photoset di Piazza Verdi, durante il quale tante persone si sono divertite a farsi ritrarre in pose scherzose a tema con le attività della giornata, per un totale di oltre 800 foto scattate.

Esibizione di bike trials

Infine ampio spazio alla musica con i rappers e i dj che hanno animato la piazza dal pomeriggio fino ad oltre le 23, con i ragazzi del servizio civile che hanno prima montato la mattina, e poi rismontato tutto finendo in tarda serata.

 

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Scritto da il 21.10.2012. Registrato sotto Foto, Giovani e Sapere, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

13 Commenti per “PIOMBINO: IL CENTRO GIOVANI IN TRASFERTA CON OPEN BOX”

  1. Luca

    Allora, ieri sono andato a vedere con attenzione cosa era questo “Open Box” è, nonostante i soldi (credo copiosi) e l’impegno profuso dai giovani del servizio civile (ormai suppongo trasformati in schiavi visto che sostituiscono tutti i professionisti, fattorini, tecnici e altro della città per quei 433 euro che mio figlio ha preso per ben altro lavoro), il risultato non mi è per nulla piaciuto.

    Perchè? Mi chiederete voi?
    E io ve lo dico. Quello che ho visto era la brutta copia “provincialotta” di una manifestazione per giovani di una cittadina americana degli anni ’80.

    Abbiamo iniziato col “flash mob”, poi c’erano i writers (col respiratore), gli skaters, i Rappers, i player di “Dongeon’s and Dragon” (o come si scrive), il “Bike trial Team”, i DJ e l'”EXPO”. Anche la manifestazione si chiamava “Open Box” e lo slogan era “I Like Me”.

    Bene io non ho visto nulla che rappresentava veramente i giovani della città, schiacciati in questi surrogati di feste intervallati dalla noia cosmica di una città morente. Se questo è il messaggio che vuole dare lo nostra amministrazione allora è veramente messa male.

    Ma sicuramente ai giovani sarà piaciuto, finalmente un pò di confusione in centro di sabato pomeriggio, perché il tempo dello “struscio” (finalmente una parola italiana) del sabato di quando ero giovane con la via piena di giovani veri, che fanno gli scout, vanno a pesca fanno pallacanestro, e sognano un futuro migliore di quello lasciato dai loro padri, be, quello a Piombino non c’è più da parecchi anni.

    Ragazzi svegliatevi il vostro futuro si scrive in Italiano ed il momento di riprendervelo, parafrasando Renzi, è ADESSO!

    P.s. Vi hanno trasformato in una parodia di voi stessi (giovani), cioè quello che i vecchi (che sono la maggioranza a Piombino) pensano di come oggi è un giovane.
    E come se chiedendo a un giovane cosa pensa dei vecchi piombinesi rispondesse che sono tutti rincoglioniti, cattivi, finto “politically correct”, che non lasciano la poltrona se non in punto di morte e che sono democratici fino a un quarto a mezzogiorno.

  2. Giovanni

    Luca ti sei scordato l’“action painting”…
    Comunque sei un grande, mi hai fatto piegare dal ridere, ma anche notare come siamo diventati ridicoli in questo squallore di città…
    Chissà come si dice in inglese che a Piombino “si fa caa”…

    P.s. Quanto è costato lo skate park (dove vanno solo a bere e fumare di nascosto) che ci ha tolto il nostro campino di calcetto?

  3. Riccardo B.

    Beh, i soldi spesi devono essere stati veramente tanti, infatti moltiplica 433 euro per tutti i volontari e vedrai che cifra ti viene fuori. Gli skaters hanno voluto farsi pagare in dollari, per giunta, i writers con gli yen, che loro sono più avanti. Gira voce che qualcuno si sia già comprato un Suv, anzi una jeep, meglio, un macchinone, che bisogna parlare l’itagliano, lo diceva anche quello lì con la bazza di fuori, ora non mi viene…

    Seriamente, i discorsi sono diversi. Sono d’accordo che forse quello che manca a Piombino è una progettualità sul lungo periodo nelle tematiche sociali e giovanili. Detto questo, che altro si può dire su quello che hai scritto? Non crederai veramente che il problema dei giovani oggi sia quello di non fare più “scout, pesca e pallacanestro”? E chi glielo impedisce?
    E quella che tu chiami “confusione” in centro, di sabato pomeriggio, è un po’ quello che accade nelle grandi città italiane e sopratutto europee, dove lo struscio (finalmente una parola italiana, si, ma orribile, che ricorda l’andirivieni di una massa di zombie) è fortunatamente interrotto da gruppi che suonano o ballano, mostre di pittura in strada, giocolieri, insomma attività di vario genere che con la confusione, mi dispiace, non hanno nulla a che vedere.

    In un momento dove si parla tanto di Europa, sentir definire una manifestazione come quella di sabato “provincialotta” e poi auspicare il ritorno alla pesca e allo scout come recupero della vera essenza dei giovani fa veramente sorridere. Il caro vecchio “ai miei tempi” non passa mai di moda, e già
    Io sono di una generazione che aveva nell’ Excelsior il suo campo base, nei giochi di ruolo il suo momento di aggregazione e nello struscio la sua maledizione. In più sono pure io un nostalgico dei vecchi tempi, guarda un po’, vivo di teatro e mi commuovo ascoltando la musica italiana anni ’60.

    Però non posso costringere tutti i giovani ad essere come me. Ed ancor peggio, non posso chiudermi ed evitare ogni sintonizzazione con loro. Questo è il vero problema della città, di questa e di ogni posto che abbia delle carenza giovanili: l’incapacità di sintonizzarsi con i giovani, di intercettare i loro bisogni, di esaltare le loro capacità, di fornirgli più modelli di crescita tra i quali loro stessi possano scegliere. In una parola, più occasioni

    Forse la manifestazione di sabato è stata un po’ di parte, come dici tu. Forse è una goccia di gioia nel mare della noia.
    Forse non rende completamente onere al variegato universo giovanile.
    Ma per fortuna c’è stata.
    Per fortuna i tanti giovani che l’hanno messa in piedi, piuttosto che criticare la presenza di un vuoto, hanno cercato di riempirlo questo vuoto.
    La prossima verrà meglio, chi lo sa.
    … magari quando questi “vecchi piombinesi” cesseranno di lamentarsi per ogni strada chiusa ad ogni manifestazione, per ogni rumore molesto oltre le 23, per qualsiasi cosa che turbi la normale banalità di una cittadina di provincia… forse a quel punto, da quel caos potrà nascere una nuova comunità che non sia divisa in vecchi e giovani, nostalgici e futuristi, ma che sia unita nell’obiettivo di dare alla città un futuro sostenibile, al passo con il mondo e con i tempi.

  4. Luca

    Per quanto riguarda i soldi spesi ho visto migliaia di adesivi, portachiavi, striscioni sul Rivellino, magliette, due Services, uno grosso in Piazza Verdi e uno piccolo in piazza gramsci (precisamente il Bernazzi e il Niccolini perché li ho visti a giro), sicuramente allaccio ENEL e SIAE qualcuno li avrà pagati… Radio Piombino ha lavorato gratis?

    Gli unici che hanno lavorato “gratis” sono stati i giovani del servizio civile (e in tal senso la mia era una difesa nei confronti proprio di questi ragazzi).

    Finalmente un pò di confusione significa che sono contento che ci sia stato un pò di movimento in centro, ma non mi è piaciuta l’immagine stereotipata che gli organizzatori (il comune per intendersi) danno dei giovani di Piombino.

    Bene che ci sia stata, ma la prossima volta spero che oltre ai Writers, skaters, action painting (così faccio contento Giovanni), Rappers, players “Bike trial Team”, DJ e EXPO ci sia anche qualcosa che appartenga alla cultura italiana e alla tradizione toscana e piombinese.

    Odio le omologazioni e non mi piacciono comunque quelli che dicono “almeno si è fatto qualcosa”. Tra Bhetoven e una segheria c’è una bella differenza… anche se la lancetta dei decibel sullo strumento si sposta con entrambi…

    Un ultima cosa… a proposito del messaggio lanciato dalla manifestazione: secondo me è diseducativo. Cosa significa “Io mi piaccio”? Serve a far crescere l’autostima? E tanto i giovani ne hanno pochina di autostima… un tempo si diceva “Chissa se gli piaccio?”
    Oggi non c’è più questo problema basta piacersi per se… e Dio per tutti…
    La prossima volta invece di “I Like me” usate “I respect you”!!!

  5. Riccardo B.

    Scusate ma come si dice in toscano “so un po’ crognolo, io”.

    Non capisco la polemica dei soldi, ma non avendo bilanci alla mano non mi piace fare discussioni, polemiche o difese sul nulla. Aggiungo solo che aprire una polemica del genere su una manifestazione con molti volontari (anche tra i professionisti) è quantomeno singolare…

    Non capisco neanche il “tra Beethoven e una segheria c’è una bella differenza”.
    Manifestazione troppo rumorosa? Oppure è più una critica di qualità? Perché Beethoven sarà anche bello, caro Luca, ma se incominciamo a fare sti paragoni, con la critica si va poco lontani.

    Lo stesso per il discorso delle tradizioni. Forse le sarebbe andata più a genio la festa in Piazza Costituzione con salsiccie, ballo liscio e porchetta, una vera tradizione locale, un vero must dell’intrattenimento piombinese e non solo. E glielo dice un amante di tutte quelle tre cose.
    Io non saprei (ignoranza?) a quali tradizioni piombinesi si riferisca. qualche ballo popolare? Qualche canto? Non lo so, ma il punto è che quella di sabato non era una manifestazione sulle tradizioni, ma sui e per i giovani.

    Io la penso come lei, guardi un po’: si vuole avvicinare i giovani al ballo liscio, alle salsiccie ed alla porchetta? Oppure al recupero del valzer? O piuttosto alla filmografia italiana anni ’60? Benissimo, ma allora si muova il culo e si cerchino dei modi INNOVATIVI per avvicinarli, sti benedetti giovani, che se poi non capiscono o non ascoltano De André e Guccini non può essere sempre colpa loro. Per essere innovativi basterebbe mettersi un po’ all’ascolto di questi giovani, guarda un po’, e cercare di trovare il varco giusto per raggiungere i loro bisogni.

    Una chiusa sul messaggio: l’autostima dei giovani. Lei crede che ne abbiano davvero così tanta? O magari è la classica corazza di chi si ritrova stordito da un mondo che corre come un treno, in mezzo ad adulti spesso incapaci di sostenerli e con l’obbligo di essere sempre alla moda, bravi ed efficienti per non passare da falliti? Da quello che mi è dato vedere e sperimentare, credo più la seconda. Ed ho notato che se ai giovani viene data una possibilità di uscire dal pantano, se c’è una voce che gli dice “tranquilli, non c’è bisogno di correre”, i giovani capiscono. Le persone che sabato hanno dato vita a quella manifestazione, che si sono messe a ballare e più in generale ad esprimersi davanti ad un pubblico che avrebbe potuto deriderli, ignorarli o sbeffeggiarli a scuola il lunedì successivo… credo abbiano mosso un passettino avanti per uscire e vedere con occhi diversi il mondo.
    Per non parlare delle prove le settimane prima, dell’autoorganizzazione che hanno avuto, del passaparola che ha unito più generazioni in uno stesso evento…

  6. Alessio

    Io sinceramente non capisco il motivo di tutta questa critica…voglio dire, passi la critica ma arrivare a dire che a Piombino “si fa caá” mi sembra esagerato…..Il festival organizzato dal Centro Giovani si inserisce in progetto di sensibilizzazione all’autostima e di certo non si esaurisce soltanto nel dire “mi piaccio”, ma include una serie di eventi e di iniziative fatte proprio per stimolare i giovani a dedicarsi ad attivitá che li arricchiscano o più semplicemente li aiutino a passare il proprio tempo in maniera costruttiva…..La gioventù di oggi non è nemmeno lontana parente di quella di 10, di 20 o di 30 anni fa…..Dire che i giovani di oggi debbano imparare il rispetto per gli altri può anche essere vero in parte, ma non è questo lo scopo dell’iniziativa….( per questo ci dovrebbe pensare, a mio modesto parere la scuola e soprattutto la famiglia….facendo due calcoli formata da chi era adolescente per l’appunto una ventina di anni fa……)…Cosa fondamentale da dire:le iniziative proposte in piazza sabato sono state promosse sì dal Centro Giovani, ma ovviamente esistono perchè ci sono giovani che le appoggiano, le sostengono o direttamente le richiedono! Non è certo il Comune che obbliga i giovani a praticarle! magari qualcuno poi fumerá o berrá qualcosa mentre fa skate, ma ai miei tempi c’erano coetanei che fumavano e bevevano lo stesso e non c’era modo di fare skate…..
    I costi…..Non li conosco, ma conosco tanta gente che, come me, fa altro nella vita e poi si ritrova a dare una mano nel tempo libero a montare e a scaricare i vari allestimenti….e non per 433 euro al mese ma solo per cercare di aiutare a fare qualcosa per la propria cittá!

  7. Anonimo

    Luca sei il solito conservatore Piombinese!! e bastaaa!!
    PS:…mi sembra che ti stiano chiamando gli scout dal sindacato per andare a caccia…

  8. Riccardo Gelichi

    L’impressione che ho avuto della manifestazione, per una volta, è stata genuina. Mi sembrano stravaganti queste prese di posizione, in una città dove l’unica cosa che si fà per i giovani è la premiazione del miglior alunno, o del miglior atleta, una cosa fuori dagli, schemi mi è parsa simpatica. Tutto il resto mi pare retorica; a proposito, se avete voglia di fare i conti, incominciate con il Giro d’Italia, e finite con “Quanto Basta”, termino la polemica dicendo che la generazione dei vecchi a Piombino e non solo, ha fregato quella dei giovani e di brutto, togliendogli dignità e futuro, dovrebbe incominciare con il chiedere scusa, ecco, forse quello mancava alla manifestazione, le scuse di una generazione dedita solo allo svago delle feste dell’Unità e del pensiero unico.

  9. Alessio

    Io sinceramente non capisco il motivo di tutta questa critica…voglio dire, passi la critica ma arrivare a dire che a Piombino “si fa caá” mi sembra esagerato…..Il festival organizzato dal Centro Giovani si inserisce in progetto di sensibilizzazione all’autostima e di certo non si esaurisce soltanto nel dire “mi piaccio”, ma include una serie di eventi e di iniziative fatte proprio per stimolare i giovani a dedicarsi ad attivitá che li arricchiscano o più semplicemente li aiutino a passare il proprio tempo in maniera costruttiva…..La gioventù di oggi non è nemmeno lontana parente di quella di 10, di 20 o di 30 anni fa…..Dire che i giovani di oggi debbano imparare il rispetto per gli altri può anche essere vero in parte, ma non è questo lo scopo dell’iniziativa….( per questo ci dovrebbe pensare, a mio modesto parere la scuola e soprattutto la famiglia….facendo due calcoli formata da chi era adolescente per l’appunto una ventina di anni fa……)…Cosa fondamentale da dire:le iniziative proposte in piazza sabato sono state promosse sì dal Centro Giovani, ma ovviamente esistono perchè ci sono giovani che le appoggiano, le sostengono o direttamente le richiedono! Non è certo il Comune che obbliga i giovani a praticarle! Inoltre durante le ultime estati sono state promossi anche tornei “in strada” di basket (pallacanestro, scusate) e di beachvolley (ancora?? pallavolo su spiaggia, scusate)……. Che poi può anche capitare magari che qualcuno poi si metta a fumare o a bere qualcosa mentre fa skate, ma ai miei tempi c’erano coetanei che fumavano e bevevano (o di molto peggio) lo stesso ma di praticar lo skate (per esempio) non c’era modo……
    I costi…..Non li conosco, ma conosco tanta gente che, come me, fa altro nella vita e poi si ritrova a dare una mano nel tempo libero a montare e a scaricare i vari allestimenti….e nemmeno per 433 euro al mese, ma solo per cercare di aiutare a fare qualcosa per la mia cittá!

  10. Giovanni

    Voi difendete una manifestazione che è costata 15-20 mila euro e lo fate dicendo che “almeno si è fatto qualcosa in città”. Ma i soldi li trovate sugli alberi? Anche io spendendo queste cifre pretendo qualità.

    Luca ha posto questioni secondo me interessanti alle quali nessuno è riuscito a rispondere convintamente. Se volete ve le elenco in modo schematico, così capite, e poi mi dite se “si fa caa” oppure no.

    RIPROPONGO LE DOMANDE DI LUCA SPERANDO DI ESSERE PIU’ FORTUNATO:

    1) il messaggio lanciato dalla manifestazione è diseducativo. Cosa significa “Io mi piaccio”? (…) La prossima volta invece di “I Like me” usate “I respect you”!!!

    2) oltre ai Writers, skaters, action painting, Rappers, players, “Bike trial Team”, DJ e EXPO ci sia anche qualcosa che appartenga alla cultura italiana (intesa non con lo scopiazzamento delle mode degli americani degli anni ’80);

    3) I costi. In tempi di crisi vi sembra regolare spendere 20 mila euro per una specie di lunapark in centro per un solo giorno?

    4) Giovani, lo capite che sono iniziative politiche fatte perché a breve ci sono le elezioni e che vi stanno per l’ennesima volta rubando l’anima?

    Se non è così allora il comune si impegni a farne una al mese uguale per i prossimi 3 anni, aggiungendo al “Luna Park” anche qualcosa di davvero culturale (teatro, libri, storici, scienziati che in modo stimolante attirino i cervelli ormai fritti di alcuni giovani).

    Aggiungo una cosa io sulle tradizioni: ormai i piombinesi del volontariato sono tutti vecchi… fra pochi anni nessun giovane saprà più fare il polpo lesso, saprà più fare i carri allegorici, ne i falò. Però avremo tanti writers, skaters, e altri disoccupati vari. Per me ci saranno un sacco di adulti rincoglioniti che faranno “solo caa…” spero di sbagliarmi, ma siccome non ho 90 anni… forse da ora a 20 anni ce la faccio a vederlo coi miei occhi.

  11. no one

    giovanni sei deprimente…. si sta parlando di giovani e te pensi ar polpo lesso
    che gente “schizzinnosa” sti ragazzi d’oggi…

  12. no one

    proprio nn li capisco

  13. Mattia

    Qui mi sa che mangiate troppo polpo lesso rimpiangendo i vostri “vecchi tempi” e non avete capito per cosa è stata fatta questa iniziativa.

    Vediamo di rispondere a queste domande con ordine.

    – Slogan diseducativo: I Like me – ovviamente creato per attirare l’attenzione giocando sull’analogia con il famoso social network (hai presente quella rete sociale che trovi sulla tela stesa intorno a tutto il mondo? alias world wide web o internet per dirlo all’inglese) per attirare la partecipazione dei giovani. Io in realtà sulle magliette dei ragazzi che ballavano ho visto un come dire qualsiasi cosa ti piaccia, qui hai lo spazio per esprimerti. Comunque anche se fosse I like me, non mi pare tutto questo dramma, non facciamo i filosofi su uno slogan pubblicitario per favore. I respect you per promuovere un’iniziativa in cui si vuole fare pubblicità alle attività disponibili per i giovani in città? Chi l’ha detto ha una carriera da pubblicitario mancata, ti prego ripensaci sei sempre in tempo.

    – oltre ai Writers, skaters, action painting, Rappers, players, “Bike trial Team”, DJ e EXPO ci sia anche qualcosa che appartenga alla cultura italiana >> Intanto perchè non parliamo in italiano accidentaccio? Disegnatori di muri, utilizzatori di una tavoletta con le rotine, parlatori su una base musicale, squadre di biciclette usate per saltellare su ostacoli.. ora si che si capisce di cosa stiamo parlando! Detto questo, a quanto ho capito questa manifestazione pubblicizzava le attività disponibili, per farle conoscere ai giovani che, se interessati, si possono rivolgere alle strutture che le offrono. Tutto qui. Sarebbe bello affiancare anche altre attività più tradizionali, ma non può essere imposto.

    – Questione Soldi: 15-20 mila euro, chi l’ha tirata fuori questa cifra scusate? Si parla per sentito dire? Qualcuno pensa che? “Nonostante i soldi (credo copiosi) e l’impegno profuso dai giovani del servizio civile ” perchè l’impegno ce lo hanno messo solo i giovani del servizio civile? A tutti gli altri che hanno promosso l’iniziativa li hanno pagati profumatamente immagino..

    Per finire “giovani veri, che fanno gli scout, vanno a pesca fanno pallacanestro, e sognano un futuro migliore di quello lasciato dai loro padri, be, quello a Piombino non c’è più da parecchi anni” – è vero oggi i giovani non cercano di cambiare il futuro floridissimo che ci è stato gentilmente lasciato in eredità dai nostri padri – sapessi come ci stanno bene! E tra l’altro, ricordatevi sempre che questi giovani vi pagano i contributi per la pensione, quindi I respect you lo doveste proprio usare come slogan per voi stessi e stare un po’ più al passo con tempi.

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