NOTIZIE DALLA COSTA ETRUSCA DEL 15 OTTOBRE 2012

A VENTURINA LA PRIMA EDIZIONE DELLA “FIERA DEL LIBRO E DELLA CREATIVITA'”

Un nuovo evento dedicato agli amanti della lettura e non solo quello che si terrà al Centro Fieristico di Venturina dal 30 Novembre al 2 Dicembre 2012, con  ingresso gratuito.

Questa manifestazione offrirà al visitatore la possibilita’ di acquistare libri dei piu’ svariati generi (narrativa, fumetti, poesie, ecc.) e di poter partecipare a veri e propri laboratori didattici interattivi dove, con il supporto di un libro e di un tutor, si potranno veder realizzati con le proprie mani: dolci, lavori a maglia e di cucito, bonsai, addobbi natalizi, piccoli lavori fai date e altre attività adatte a far riscoprire la manualità.

Si potranno inoltre acquistare gli strumenti per realizzare a casa tutto ciò che verra’ proposto in sede di laboratorio (kit fai da te, stampi per dolci, macchine  per cucire ed accessori, kit per realizzare bonsai ecc.ecc.).

Ma i libri oggi sono anche su supporti elettronici, quindi ci sarà un ampio spazio dedicato a notebook, tablet, ipod e tutte le loro applicazioni.

La rassegna sarà aperta con i seguenti orari: venerdi 15,00  20,00; sabato 15,00 – 23,00 e domenica 10,30  20,00

Fino al 15 Novembre le ditte interessate all’esposizione potranno compilare il modulo di iscrizione allegato e farlo pervenire alla Segreteria della Fiera.

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PSI: «RILANCIARE LE SINERGIE TRA AGRICOLTURA, TURISMO E COMMERCIO»

Riceviamo e pubblichiamo da PSI un comunicato dove viene proposta una modalità collaborativa di operare tra i vari settori economici.

«La collaborazione tra settori produttivi è strategica per la valorizzazione di un territorio e per garantire livelli occupazionali dignitosi. Nessuno ce la fa da solo, tantomeno i diversi segmenti di produzione, sia che li vediamo come elementi da supportare, sia che li vediamo come elementi che si compensano a vicenda, nel produrre ciò che serve e commercializzare ciò che si produce.

Nel Comune di Piombino abbiamo un grande patrimonio agricolo, per fortuna non abbandonato, integrato con gli altri comuni della Val di Cornia, logisticamente vicino a centri di distribuzione ed alla movimentazione delle merci. La buona qualità dei vini, dell’olio, di alcune colture specifiche, deve avere un livello promozionale maggiore, sia attraverso la rete, sia attraverso il collegamento con l’enogastronomici (negozi, ristoranti, ma anche sagre che devono innalzare il livello della qualità). In poche parole, il completamento della filiera, dal produttore al distributore fino al consumatore, passando per un miglioramento dell’industrializzazione e promozione dei prodotti autoctoni e ricercando altri tipi di coltivazioni che in quest’area geografica, date le caratteristiche climatiche e geologiche, potrebbero attecchire. Da qui l’importanza anche di un maggior rapporto con l’Università ed il mondo della ricerca.

Ci sono almeno tre poli di attrazione Riotorto, Populonia e Campo all’Olmo che hanno sempre rappresentato dei capisaldi nella produzione agricola. Questa specificità fa si che anche le competenze, le tradizioni, la cultura, siano importanti elementi di innalzamento qualitativo, così, come per altri aspetti, lo è il mare e tutto ciò che gli gravita intorno. Industria, campagna, mare… si ribadisce la pluralità naturale del nostro territorio, che dimostra come non diversificare, voglia dire non cogliere grandi occasioni mentre si aumenta il rischio di disperdere un importante know-how multisettoriale, considerando che la conoscenza ed il saper fare sono un capitale. C’è quindi la percezione di un potenziale non ancora del tutto espresso dell’agricoltura sul piano delle sinergie con turismo e commercio. In particolare nei settori dell’agriturismo, della valorizzazione turistica delle strade vicinali come percorsi trekking/bike, della creazione di pacchetti con week end tematici agrituristici, della diffusione ed industrializzazione dei prodotti, dell’enogastronomia con l’utilizzo dei prodotti locali nei ristoranti e nella sagre con loro destagionalizzazione. Auspichiamo che la crisi in atto divenga stimolo per più iniziative anche in questo ambito perché piangere su cosa non va, non serve, ma valorizzare cosa va, sì».

Andrea Fanetti
Segreteria PSI – Piombino

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SAGRE A PIOMBINO: LA SCADENZA PER ENTRARE NEL PROGRAMMA 2013

Il 30 ottobre scade il termine ultimo per la presentazione delle domande di inserimento nel calendario delle sagre e feste temporanee del Comune di Piombino che si intendono svolgere nel corso del 2013.

Lo stabilisce il regolamento che disciplina lo svolgimento di queste manifestazioni, approvato in consiglio comunale il 22 dicembre 2011. La mancata presentazione delle domande entro il termine fissato, comporta l’automatica esclusione della manifestazione nel calendario-programma annuale. Il testo regolamenta il numero dei giorni utilizzabili per lo svolgimento di sagre e feste da parte delle associazioni e dei partiti politici al fine di tutelare l’attività che viene esercitata dalle imprese commerciali, ma ha anche l’obiettivo di destagionalizzare gli eventi che si svolgono sul territorio comunale e valorizzare i prodotti tipici locali.

Prevede ad esempio che i prodotti utilizzati nei menù delle sagre e delle feste debbano essere per quanto è possibile di provenienza locale, dando risalto all’uso e al consumo dei prodotti di eccellenza del territorio quali olio e vino e favorendo la filiera corta. La durata massima di una festa è prevista in un massinmo di 15 giorni, quella della sagra, considerata come una manifestazione volta a promuovere un piatto o prodotto tipico della Val di Cornia, di 12. Nel corso dell’anno, il numero complessivo di giorni per questo tipo di manifestazioni non potrà essere superiore a 140 e non più di 35 giorni al mese nel periodo tra maggio e settembre.

Le domande devono essere inoltrate al Servizio sviluppo economico del Comune, tel. 0565 63457.

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ALLUVIONI AL CENTRO DI UN INCONTRO A CAMPIGLIA MARITTIMA

Piogge torrenziali improvvise, condizioni meteorologiche sempre meno prevedibili caratterizzano il clima. Le piogge abbondanti e leggere che un tempo erano sinonimo d’autunno e che erano tanto attese per permettere alla falda idrica di ricaricarsi oggi sembrano destinate a rarefarsi a favore dell’instabilità e della violenza dei fenomeni.

«Dobbiamo prendere atto della situazione e fare qualcosa tutti insieme» è l’appello del sindaco di Campiglia Rossana Soffritti che  il 12 ottobre scorso ha convocato in Comune una riunione con il Consorzio di Bonifica Alta Maremma e quello delle Vie Vicinali.

Scopo dell’incontro era quello di mettere insieme tutte le conoscenze e le competenze dei vari soggetti, individuare problemi e soluzioni possibili, stabilire delle priorità e cercare risorse e finanziamenti per realizzare le opere necessarie sia a medio che a lungo termine. Presto il sindaco e la giunta di Campiglia vogliono incontrare i cittadini delle zone interessate dai fenomeni
di allagamento più recenti e informali sulle possibili soluzioni.

«Voglio sottolineare – afferma il sindaco – che i fenomeni di allagamento che si sono verificati nelle ultime settimane in via dei Molini come nella zona artigianale La Monaca o altri punti del territorio comunale, potrebbero essere anche sporadici dato che sono derivati da piogge eccezionali, ma proprio perché le condizioni climatiche hanno la tendenza all’alternanza di siccità con quelli di bombe d’acqua che si scaricano in pochi minuti a terra, non è pensabile lasciare le cose come stanno e correre il rischio che i problemi si ripetano gettano nello sgomento tanti cittadini».

Presenti alla riunione il commissario del Consorzio Bonifica Alta Maremma Giancarlo Vallesi e il presidente del Consorzio Vie Vicinali Franco Baldassarri. Per il comune oltre al sindaco erano presenti gli assessori all’urbanistica Gianfranco Benedettini, ai lavori pubblici e protezione civile Mario Paladini,
alle politiche sociali Elena Fossi. La parte tecnica è stata curata dal dirigente dell’assetto del territorio di Campiglia, l’arch. Alessandro Grassi, dallo staff tecnico comunale e da un tecnico dei due consorzi.

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ANCHE LA VAL DI CORNIA HA UN COMITATO IN DIFESA DELL’ARTICOLO 18

Anche in Val di Cornia si è costituito il Comitato in difesa dell’articolo 18, comitato che, a livello nazionale, ha già iniziato sabato scorso una raccolta firme per chiedere l’abrogazione delle modifiche apportate dalla Fornero e altre approvate dal Governo Berluscono nel 2011. Di seguito il primo comunicato del comitato di zona.

«Sabato 13 ha preso il via nelle piazze d’Italia la raccolta delle firme per l’abrogazione delle modifiche apportate dalla riforma Fornero all’art. 18 dello Statuto dei lavoratori e l’abrogazione dell’art. 8 della legge finanziaria approvata nell’agosto del 2011 dal governo Berlusconi.

Il comitato promotore è costituito da SEL, IDV, PdCi, Prc, Verdi, Fiom, ALBA, Articolo 21, giuslavoristi, docenti universitari e giornalisti.

L’art. 8 permette di derogare dai contratti nazionali di lavoro tramite accordi sindacali sottoscritti a livello aziendale , anche solo da alcuni sindacati: grazie a quell’accordo alla Fiom è stata preclusa l’agibilità sindacale all’interno della Fiat.

Le modifiche all’art. 18 cancellano l’obbligo del reintegro per il lavoratore licenziato senza giusta causa e introduce il principio dell’indennizzo economico in sostituzione del diritto e della difesa dalle discriminazioni.

Quando si nega la validità di un contratto nazionale e si dice che tutto può essere contrattato a livello aziendale, o quando si lascia il lavoratore solo di fronte all’arbitrio del datore di lavoro, si compie una controriforma epocale: si negano l’art. 1 (del resto la Fornero ha esplicitamente dichiarato che il lavoro
non è più un diritto ) e l’art. 35 della nostra Costituzione e si riduce il lavoro a merce regolata come fatto privatistico.

L’ideologia del mercato e del liberismo senza freni, che corrode diritti inalienabili come lavoro, sanità e scuola, non va solo contro la Costituzione Italiana , ma anche contro la Carta fondamentale dell’Unione europea: con le politiche recessive e liberiste del governo Monti e delle forze che lo sostengono, si stanno facendo passi indietro vertiginosi e si sta tornando verso una società di censo: salute e garanzie sono il privilegio del denaro.

I due quesiti referendari non hanno una valenza solo simbolica, ma riguardano direttamente la vita quotidiana e le condizioni di lavoro delle persone e rappresentano una battaglia di civiltà per il ripristino dei diritti fondamentali dei lavoratori.

Sergio Cofferati, convinto sostenitore della campagna referendaria, ha dichiarato: «I diritti non sono in contrapposizione allo sviluppo. La crescita si ha con gli investimenti nell’innovazione di prodotti e di processo; le maggiori tutele dei lavoratori garantiscono una migliore qualità del lavoro stesso».

I referendum saranno l’occasione per ridare centralità al nesso indissolubile tra difesa del lavoro e tutela dei diritti, per rimettere al centro la salvaguardia della democrazia e per ripristinare una buona pratica politica.

Anche nel nostro territorio si è costituito il comitato promotore per i referendum sul lavoro, al quale hanno aderito SEL, IDV, Prc, Pdci, Forum di San Vincenzo, Uniti per Suvereto, Comune dei Cittadini, ANPI.

Si organizzeranno banchetti in tutta la Val di Cornia per la raccolta delle firme».

Comitato promotore “Io lotto per il 18”

 

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Scritto da il 15.10.2012. Registrato sotto cronaca, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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